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Cronache
Aereo scomparso, ricerche ad ampio raggio. E spuntano altri due passeggeri...

Si infittisce il giallo sull'aereo partito da Los Roques e diretto a Caracas, scomparso nei cieli dell'arcipelago. A bordo c'erano quattro italiani, tra cui Vittorio Missoni e la moglie, e una coppia di amici, oltre ai due piloti. Ma fonti vicine agli amici di famiglia rivelano ad Affaritaliani.it che sul piccolo bimotore da otto posti c'erano anche altri due passeggeri non ancora identificati. A Caracas si trova il fratello di Vittorio Missoni, Luca, che è in continuo contatto con la famiglia a Sumirago, in provincia di Varese, dove attendono con ansia notizie.

SPUNTA L'IPOTESI DI UN FULMINE - In Venezuela sono state intensificate le ricerche dell'aereo scomparso venerdi' mattina. Un pilota venezuelano, decollato con un Cessna subito dopo il piccolo bimotore, ha raccontato alla Stampa di aver visto il velivolo sparire inghiottito "da un cumulo di nubi". "Un fulmine, deve essere stato un fulmine", ha dichiarato Enrique Rada in un'intervista al quotidiano torinese, "in quei cumuli a volte si scatena una tensione elettrica cosi' forte che puo' colpire l'aereo in modo da distruggere tutto in pochi secondi".

L'IOITESI DEI NARCOS - Nelle ultime ore erano circolate anche voci su un possibile sequestro, con l'aereo dirottato in una zona dei Caraibi controllata dai narcotrafficanti. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha affermato che la Farnesina segue il caso "con grandissima apprensione" e ha ringraziato le autorita' venezuelane "per il loro impegno", ribadendo la "forte vicinanza e solidarieta'" alle famiglie. Finora il mare agitato ha rallentato le ricerche, consentendo di scandagliare un'area di 360 miglia nautiche nell'arcipelago di Los Roques. Alle operazioni partecipano 385 persone tra volontari, militari e personale statale, con due elicotteri, un aereo, una fregata, una motovedetta e una nave per ricerche oceanografiche. L'Italia sta valutando la possibilita' di una "collaborazione" dei Vigili del fuoco.

Per oggi e' attesa una visita dell'ambasciatore italiano, Paolo Serpi, a Gran Roha, da dove era decollato il bimotore Britten Norman diretto nella capitale venezuelana. A Caracas si trova il fratello di Vittorio Missoni, Luca, ed e' in arrivo anche l'amministratore delegato della maison, Alberto Piantoni. Intanto a Sumirago, in provincia di Varese, e' ripresa l'attivita' dello stabilimento Missoni, in un clima di grande preoccupazione. Ottavio e Rosita Missoni, rientrati dall'Oman, hanno trascorso l'Epifania nella loro villa poco distante, insieme alla figlia Angela, ai nipoti e ad altri parenti. "Noi speriamo che siano tutti e quattro vivi e che stiano bene", ha dichiarato Angela a Repubblica, "ci auguriamo che le ricerche si allarghino senza trascurare nessuna pista". A Brescia sono rientrati Giuseppe Scalvenzi e la moglie Rosa Apostoli, la coppia di amici che per un puro caso non si era imbarcata in aereo con i Missoni e i coniugi Guido Foresti e Elda Scalvenzi, quest'ultima sorella di Giuseppe. 

RICERCHE AD AMPIO RAGGIO - Le autorità venezuelane hanno intensificato le ricerche dell'aereo scomparso venerdì scorso a Los Roques su cui viaggiavano Vittorio Missoni, la moglie e una coppia di amici, oltre a pilota e co-pilota. Il bimotore è scomparso dopo essere partito dall'arcipelago di Los Roques alla volta di Caracas. Stando a quanto riferito dall'agenzia di stampa nazionale AVN, la Guardia nazionale, aiutata da volontari con velivoli privati e barche, ha coperto finora un'area di oltre 660 chilometri quadrati nelle operazioni di ricerca, con il coinvolgimento di oltre 385 persone.

"Vittorio Missoni in missing", "please help me find my father", "Help me find my father disappeared on flight from Los Roques", così su twitter Ottavio Missoni jr dopo la scomparsa del padre ha lanciato il suo appello. "Vittorio Missoni è scomparso", "Vi prego aiutatemi a trovare mio padre", "Aiutatemi a trovare mio padre scomparso sul volo per Los Roques". Frasi brevi, alle quali il figlio di Vittorio Missoni scomparso il 4 gennaio in Venezuela, ha affidato il suo appello, con una ripetuta sequenza. Più volte ha chiesto infatti aiuto: "Please help me find my father".

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che continua a seguire personalmente la vicenda, ha chiesto al governo venezuelano "massimo impegno" nelle operazioni tese a ritrovare i quattro connazionali. Il governo di Caracas, tramite il viceministro degli Esteri di Caracas, Temir Porras, ha assicurato "la piena disponibilità" e ha attivato un canale diretto tra i nostri funzionari e il capo della protezione civile locale che coordina le operazioni per ritrovare l'aereo da turismo scomparso, hanno sottolineato fonti della Farnesina.

Esattamente cinque anni fa, il 4 gennaio 2008, un altro aereo con otto italiani a bordo sparì nel nulla nelle acque dell'arcipelago de Los Roques. Solo un corpo, quello del co-pilota, fu ritrovato. "Su quella rotta non c`è nulla di strano - è l'opinione del comandante Mario Pica, che si occupa del misterioso precedente, un caso ancora irrisolto: - l`incidente c`è stato ma non si può escludere un sequestro o un dirottamento. Il numero di aerei scomparsi è superiore ai 30, siamo quasi a 60 ormai, non tutti sulla rotta in questione: da quando è iniziata la raccolta di informazioni, abbiamo circa 60 aeroplani scomparsi in Venezuela, ma su quella rotta si contano 4-5 episodi". "Tra Caracas e l`arcipelago di Los Roques c`è un fondale molto frastagliato e con profondità che raggiungono i 3mila metri - ha precisato Pica - finora le ricerche di aeroplani scomparsi, dopo gli interventi di primo soccorso alla ricerca di superstiti, superato un certo tempo, si sono interrotte. Nel 2008 si è verificato il primo episodio in cui, dopo le ricerche iniziali, sono state fatte altre due prove ma con metodi non scientifici che non hanno dato risultati, a spese dei governi venezuelano e italiano".

E' GIALLO SU BENZINA E GPS  -  L'attenzione degli investigatori è puntata sulle condizioni dell'Islander. Forse l'aereo era sprovvisto di un Gps o di un apparato che segnala quando si è troppo vicini alla superficie. L'altro aspetto tecnico riguarda i motori e il carburante, come racconta il Corriere della Sera. L'Islander, codice YV2615, aveva "benzina" sufficiente per tre ore di volo, ben di più dei 45 minuti necessari per coprire il tratto Los Roques-Maiquetía (Caracas). Come mai? E quale era lo stato della manutenzione? In passato ci sono state segnalazioni di guai per i velivoli impegnati nella navetta tra la capitale e il paradiso dei turisti. Inoltre le strutture di supporto sull'isola sono rudimentali se non esistenti, a cominciare dalla torre di controllo provvisoria. Nessun segnale di emergenza è stato lanciato, quindi si pensa a un incidente improvviso. E poi rimane anche un'ultima tesi, quella del dirottamento da parte di una gang decisa a impossessarsi di un aereo per il contrabbando.

ECCO LE FOTO DELL'AEREO IN ESCLUSIVA SU AFFARITALIANI.IT/ Egregio Direttore, Sono profondamente colpito dalla notizia della nuova scomparsa di un aereo a Los Roches, anche perchè anch'io, come parecchi altri italiani, ho vissuto l'esperienza di volare in quel luogo nel 2006. Avrebbe potuto, quindi, toccare anche me la stessa sorte e anch'io abito in provincia di Treviso come la famiglia Durante. Vivo quindi con profonda emozione la nuova notizia, nella speranza che si possa aprire una strada anche al ritrovamento dei passeggeri dispersi nel 2008. Vi allego una foto dell'interno di uno dei due soli aerei della Transaven, non è escluso che possa trattarsi proprio dell'aereo disperso, con il quale ho volato da Caracas a Los Roches nell'occasione e qualche altra foto significativa dei luoghi. Per favore parlatene, perchè spero che l'interesse internazionale per la vicenda possa dare un aiuto concreto alle indagini. Solo parlandone si può saperne qualcosa in più. Cordiali saluti. Tullio Carretta

 

 

VENEZUELA: ANPAC, STORIA STRANA; INCIDENTE AEREO LASCIA TRACCE  - "Un incidente aereo deve lasciare qualche traccia". Cosi' il presidente dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale), Giovanni Galiotto, interpellato dall'Agi, sul presunto incidente aereo in Venezuela nel quale sarebbero scomparse sei persone (quattro italiani) tra cui l'imprenditore Vittorio Missoni. "E' una storia strana, con strane coincidenze", dice Galiotto riferendosi anche alla scomparsa dell'altro aereo nella stessa tratta (tra l'arcipelago di Los Roques e Caracas) esattamente cinque anni fa, il 4 gennaio del 2008. "Quando un aereo cade - spiega - lascia tracce. Se non oggetti, che per tornare a galla possono impiegare un po' di tempo, i resti di carburante sono da subito visibili. Si dovrebbero vedere sul mare chiazze di benzina o di olio". In ogni caso, sottolinea Galiotto, "bisogna aspettare l'esito delle ricerche dell'aereo, che richiedono un po' di tempo". Riguardo al mistero di cinque anni fa, il presidente Anpac ha qualche dubbio anche riguardo alle ipotesi che i narcotrafficanti abbiano fatto sparire l'aereo: "Far sparire un aereo non e' una cosa semplice. Sicuramente anche quella e' una storia molto strana".

 
 

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VENEZUELA:AEREO SCOMPARSO 5 ANNI DOPO ALTRO VELIVOLO CON ITALIANI  -  Sara' pure una causalita' ma e' di quelle che davvero suscitano interrogativi: l'aereo da turismo con a bordo Vittorio Missoni, sua moglie ed altri due italiani scomparso dai radar ieri in Venezuela nella zona di Los Roques e' avvenuta esattamente cinque anni dopo la scomparsa di un altro velivolo nella stessa zona e con a bordo 8 italiani tra le 14 persone (ma forse erano di piu', e il primo grosso mistero starebbe gia' qui) che vi avevano preso posto. Una scomparsa, quella del 4 gennaio 2008, rimasta un mistero: ancora oggi nessuno sa dove siano finite le persone che erano sull'aereo, ad eccezione del co-pilota, il cui corpo e' stato il solo ad essere ritrovato. Una vicenda che peraltro viene ripercorsa in un servizio del settimanale 'Oggi' in edicola da ieri e che mai si pensava potesse avere una sorta quasi di aggiornamento cosi' immediato. Il settimanale parla di giallo dell'aereo scomparso a Los Roques nel gennaio 2008 vicino alla soluzione. Il sospetto - sostiene la ricostruzione giornalistica - e' che il velivolo non sia in realta' precipitato, ma che sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l'avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Spiega Oggi: un anno dopo la tragedia, i familiari delle vittime (ufficialmente 14, tra cui 8 italiani) hanno ottenuto la trascrizione dell'autorizzazione al decollo. "Afirmativo, solo confirme personas a bordo", dicono dalla torre di controllo. "Somos dieciochos a bordo", risponde il pilota Esteban Bessil. "Dieciochos, copiado", confermano dalla torre. Dieciochos: diciotto. Quindi sul velivolo c'erano 4 persone in piu': si trattava forse dei dirottatori? "I venezuelani hanno sempre cercato l'aereo nel posto sbagliato, ad almeno 4 miglia di distanza dalla zona corretta", rivela a Oggi il comandante Mario Pica, ex pilota dell'Aeronautica militare e consulente delle famiglie degli otto italiani dispersi nell'incidente. "La ricerca in mare dei resti dell'aereo scomparso a Los Roques (che finalmente riparte dopo un accordo con la Farnesina) e' un'operazione decisiva. Se non lo troviamo, vuol dire che non e' mai precipitato e dovremo cercarlo altrove". Il 29 gennaio una delegazione italiana (formata dallo stesso Pica, dall'ammiraglio della Marina militare Giovanni Vitalioni, distaccato alla Protezione civile, e da due ufficiali della nostra Marina) salira' a bordo della Sea Scout, un'unita' navale dotata di sofisticatissime apparecchiature per i rilievi nelle profondita' marine, e di un veicolo subacqueo C-Surveyor di ultima generazione.

LO SPECIALE

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Gli italiani che si trovavano a bordo di quell'aereo scomparso il 4 gennaio 2008 erano Stefano Fragione e Fabiola Napoli, coppia di sposi in viaggio di nozze, le bolognesi Rita Calanni e Annalisa Montanari e la famiglia Durante formata da Paolo, dalla moglie Bruna Guernieri e le figlie Emma e Sofia, famiglia di Ponzano Veneto. La pista venezuelana parlo' subito di un incidente. Ma per i familiari delle vittime, c'e' un'altra verita'. Gli interrogativi ancora da chiarire, secondo il comandante Pica, sono molti: "Perche' sulla barriera corallina non hanno trovato niente appartenente al velivolo? Quando cade un aereo, molti oggetti tornano a galla. Soprattutto le chiazze di olio e carburante. Quella mattina il pilota aveva imbarcato 500 litri di benzina e nei serbatoi ne aveva ancora 300. Dove sono finiti? Non ne e' stata trovata una goccia". E perche' dalla trascrizione dell'autorizzazione al decollo risulta che i passeggeri a bordo erano 18 e non 14? C'erano quattro clandestini a bordo? Ed erano i possibili dirottatori?

 

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