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Cronache

Prima del decollo, il pilota dell'Airbus Rio-Parigi, inabissatosi nell'Oceano Atlantico il primo giugno 2009, aveva dormito soltanto un'ora perché aveva fatto le ore piccole assieme ai co-piloti mogli e fidanzate a Rio. E' stata la scatola nera del velivolo, a bordo del quale c'erano 228 passeggeri, a svelare le parole del comandante: "Stanotte ho dormito solo un'ora. Non è abbastanza, non è sufficiente".

A rivelarlo è il magazine francese Le Point che riporta le indiscrezioni contenute nel rapporto presentato l'estate scorsa al Tribunale di Parigi, visionato finora solo dagli avvocati dei familiari delle vittime e mai reso pubblico. Emerge anche un'altra verità inquietante: pure i due copiloti avevano fatto le ore piccole prima del decollo.

Su quell'Airbus 447 dell'Air France, dunque, non sono stati solo i sensori di velocità a essere malfunzionanti. Secondo il rapporto, proprio la stanchezza portò, negli attimi concitati dell'emergenza, a sbagliare manovra portando a rallentare e ad alzare il muso del jet che entrò in stallo, precipitando in acqua.
 
La manovra doveva essere quella opposta: aumentare la velocità e scendere di quota. Lo scorso giugno, il rapporto reso pubblico dal francese Bureau d'Enquetes e d'Analyses (Bea) faceva riferimento anche all'errore umano, ma senza citare la stanchezza del pilota.

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