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Cronache

 

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Era stato accusato di aver partecipato alla strage della caserma di Alcamo Marina, Trapani, dove sono morti due carabinieri. 

Per questo è stato in prigione per 22 anni. Ma era innocente. I giudici lo hanno assolto. Giuseppe Gullotta non avrebbe dovuto passare nemmeno un giorno dietro le sbarre. La sua vita è stata rovinata e per questo ora l’uomo chiede allo Stato 69 milioni di euro come risarcimento.

La richiesta è stata avanzata dai suoi legali al ministero della Giustizia. Gullotta fu arrestato quando aveva 18 anni ed è stato assolto il 13 febbraio del 2011.

"La riparazione dell'errore giudiziario - spiega l'avvocato Pardo Cellini al quotidiano La Nazione - va commisurata alla durata dell'espiazione della pena e alle conseguenze personali e familiari derivanti dall'ingiusta condanna. Tenuto conto della durata della grave vicenda e del periodo di detenzione patito, il danno complessivo è enorme".

La vicenda di Giuseppe Gullotta, muratore di Certaldo, è articolata da una serie di processi. Il primo capitolo l’aveva scritto la Corte d’Assise di Trapani che aveva assolto l’imputato. La Corte d’Assise di Palermo però, ribaltò il verdetto e lo condannò all’ergastolo. I legali ricorsero in Cassazione. La condanna fu annullata e gli atti furono trasferiti a Palermo, ad altra sezione.

Arrivò una nuova condanna all’ergastolo per Gulotta. Stessa decisione presero successivamente le Corti d’Appello di Caltanissetta e Catania, investite da altri rinvii trasmessi dalla Cassazione. Nel 1990 la sentenza è divenuta definitiva.

Il muratore non si è mai arreso. I suoi difensori hanno cercato e trovato nuovi elementi per far riaprire il caso. Una prima istanza di revisione del processo presentata a Messina fu annullata. I legali si rivolsero ancora una volta in Cassazione che ha accolto la revisione inviando gli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria.

Al processo i giudici reggini hanno raccolto nuove testimonianze, tra cui quella di un ex brigadiere, all’epoca in servizio al reparto antiterroristico di Napoli che si occupò dell’inchiesta sulla strage. Il brigadiere riferì che furono usati dei “metodi persuasivi eccessivi per farlo cantare” Giuseppe Vesco, l'accusatore di Gulotta.

Il pentito Vincenzo Calcara, poi, ha dichiarato di aver appreso in carcere dell’estraneità alla strage di Gulotta. “Spero che anche per le famiglie dei due carabinieri sia fatta giustizia” aveva detto Gulotta, dopo la sentenza

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