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Cronache

Non ci sarebbero tracce di fumo nei polmoni di Andrea e Davide Iacovone, i fratellini (rispettivamente di 9 e 13 anni) trovati carbonizzati nella casa del padre a Ono San Pietro (Brescia). I due sarebbero morti prima che divampasse l'incendio. Lo si deduce dai primi esiti dell'autopsia. Prende sempre più corpo l'ipotesi di avvelenamenti, dopo che sui corpi non si sono riscontrati segni di violenze. I funerali saranno celebrati sabato 20 luglio. Dopo l'autopsia, la Procura della Repubblica di Brescia, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio, ha disposto il nulla osta per la sepoltura.

CRONOLOGIA, I FATTI DI MARTEDI'

La procura di Brescia ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti in merito al terribile incendio in un appartamento a Ono san Pietro (Brescia) dove sono morti carbonizzati due fratellini di 9 e 12 anni, mentre il padre e' rimasto gravemente ustionato. Per il pm Eliana Dolce, che di ritorno dal sopralluogo ha smentito la voce del rinvenimento nell'alloggio di una tanica di benzina, si tratta di un "atto dovuto". Il rogo, in base alle prime informazioni, sembra essersi sprigionato dalla cameretta dei bambini o vicino all'ingresso che separa la zona giorno dalla zona notte. Il resto della casa non sarebbe stato intaccato dalle fiamme.

IL PADRE DISSE "TE LI AMMAZZO" - La verita' su quello che e' accaduto nell'appartamento di Ono San Pietro la potranno accertare solo gli inquirenti. Quello che e' certo e' che sotto c'e' una storia agghiacciante fatta di continue minacce. Raccolte in oltre 10 querele. Tante sono quelle che Enrica Patti, la madre dei piccoli Davide e Andrea Iacovone, ha presentato dal 2010 a oggi. In una di queste, del 2 luglio 2012, come spiega l'avvocato della donna Pier Luigi Milani all'Agi, "lui disse: 'ammazzo te e tua madre. L'unico modo per farti del male..e che mi porto porto via i bambini 15 giorni e te li ammazzo'".

Parlare di stalking nei confronti di Enrica Patti, da parte dell'ex marito Pasquale Iacovone non rende l'idea. "Era uno stillicidio - racconta l'avvocato Milani - . Lui era ossessionato dall'idea di fargliela pagare, non accettava di essere stato lasciato. La insultava con frasi del tipo 'puttana, troia', di continuo, anche davanti ai bambini. E anche in pubblico diceva frasi del tipo 'ti spacco la testa'". Una volta, poi, "aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio piu' grande, dicendo che l'avrebbe usato per uccidere la mamma. Cosi' poi avrebbe avuto la mamma al cimitero e il papa' in prigione".

E' chiaro che questo non poteva non condizionare il comportamento dei piccoli, che a scuola, sempre secondo quanto racconta l'avvocato Milani, "erano irascibili, irrequieti, e non rendevano". Tanto che "i servizi sociali - spiega - avevano avviato un provvedimento per revocare a Pasquale la patria potesta', anche contro il parere della signora Patti, che temeva un ulteriore inasprimento dei rapporti". E proprio ieri mattina a Iacovone "era arrivato il decreto di citazione per il processo penale per stalking per il 22 ottobre prossimo".

IL SINDACO - Una famiglia caratterizzata da una situazione "molto delicata e difficile". Il sindaco di Ono San Pietro (Bs), Elena Broggi conosce bene i coniugi Iacovone, separati da alcuni anni, che vivevano nel piccolo centro di montagna dove questa mattina una palazzina e' andata a fuoco. "Qui in paese siamo in migliaio e sapevamo tutti che lui non accettava la separazione e aveva piu' volte minacciato la moglie. Tanto che a suo carico c'erano denunce per stalking. Eppure il giudice gli aveva affidato i figli perche' trascorressero nella sua casa in affitto qualche giorno di vacanza".

IL PARROCO - "I vicini mi hanno raccontato di avere udito uno scoppio prima che si sprigionassero le fiamme. Eppure in casa c'era il metano, non bombole del gas. Ed erano stati attrezzati tutti i sistemi anti-incendio". A parlare e' don Pierangelo, parroco di Ono San Pietro (Brescia) il piccolo centro di montagna dove stamani una palazzina e' andata a fuoco.

"So che in questi giorni i piccoli, di cui il piu grande gioca nella squadra del paese, erano con il padre - continua il parroco -. I genitori sono separati. Appena ho avuto la notizia dell'incendio dai miei compaesani che si sono precipitati per spegnere le fiamme, ho fatto un salto anch'io. Da fuori si vedeva solo la porta annerita. So che i bimbi sono stati estratti dalla loro cameretta. Li hanno trovati immobili. Il padre invece quando sono arrivato era all'esterno: lo stavano portando in ospedale. Ho incontrato anche la mamma. Quando l'ho vista mi e' venuto da piangere. Era pietrificata dal dolore".

 

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