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E' iniziato alle 9,40 nell'aula Metrangolo davanti alla Corte d'assise di Brindisi il processo per la strage alla scuola Morvillo-Falcone, in cui il 19 maggio scorso perse la vita la studentessa sedicenne di Mesagne Melissa Bassi. In aula in prima fila, chiusi in un assoluto silenzio, sono presenti i genitori di Melissa. Unico imputato e' Giovanni Vantaggiato, imprenditore di 68 anni di Copertino, reo confesso dell'attentato.

LA CRONACA

 "Giovanni Vantaggiato ha deciso in maniera preordinata di creare la problematica relativa alla sua incapacità di intendere e di volere nel momento in cui fu commesso l'attentato alla scuola Morvillo".

Lo ha detto il pm Guglielmo Cataldi, manifestando l'opposizione della Dda di Lecce alla richiesta dell'avvocato Franco Orlando di sottoporre l'imputato a una perizia psichiatrica per valutarne la capacità processuale e approfondire, in seguito, la questione relativa alla sua compatibilità con il regime carcerario.

Cataldi ha contestualmente chiesto la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali (gia' sollecitata dagli avvocati di parte civile), dal momento che dalle stesse intercettazioni emergerebbe la volonta' di Vantaggiato di dimostrarsi incapace di intendere e di volere.

"La problematica relativa a un vizio di mente dell'imputato non e' comparsa in alcun momento delle indagini, ne' in seguito - ha dichiarato il pm - l'unico momento in cui tale questione e' venuta fuori e' durante le intercettazioni, dalle quali emerge la fredda e lucida preordinazione a creare tale stato".

Cataldi ha quindi ricordato alcune parole pronunciate da Vantaggiato, durante un colloquio nel carcere di Lecce con la moglie: "da qui usciro' perche' prendero' in giro tutti", ritenendo che siano esemplificative della volonta' di costituire un vizio di mente che, ad avviso della Procura, non esiste. Opposizione ad effettuare la perizia psichiatrica e' stata manifestata anche dagli avvocati di parte civile.

Le accuse nei confronti dell'imprenditore sono strage aggravata dalla finalita' terroristica e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale in concorso con ignoti per quanto riguarda l'attentato di Brindisi, e di tentato omicidio pluriaggravato e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale, relativamente all'attentato a Cosimo Parato (l'imprenditore di Torre Santa Susanna che il 24 febbraio 2008 subi' un attentato organizzato da Vantaggiato). La pubblica accusa e' rappresentata dal procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, che e' a capo della Dda, e dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi.

I rappresentanti dei Ministeri dell'Interno e dell'Istruzione hanno chiesto che venga riconosciuto il ruolo di parte civile nel processo in corso avendo subito danno morale e patrimoniale. Analoga richiesta e' stata avanzata dalla Regione, alla Provincia e dal Comune di Brindisi nonche' dalle ragazze rimaste ferite e da Cosimo Parato.

Anche il Comune di Mesagne per il danno di immagine e il primo sospettato nell'inchiesta hanno chiesto di potersi costituire parte civile nel processo in corso dinanzi alla Corte di Assise. La pubblica accusa, rappresentata dal procuratore Cataldo Motta, si e' peraltro opposta sia per Mesagne sia per il primo indagato in quanto in entrambi i casi non vi sarebbe a suo parere collegamento con Vantaggiato.

 

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