Maxi operazione antimafia: oltre quaranta arresti a Palermo

Pizzo pure sulle ficton tv

Quarantuno persone sono state arrestate la scorsa notte a Palermo dalla Squadra mobile in un'operazioni antimafia che ha azzerato il mandamento mafioso della Noce. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Dda, vengono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, interposizione fittizia, possesso e uso di armi da fuoco. L'indagine, condotta intercettazioni telefoniche e ambientali e "servizi tecnico-dinamici sul territorio", ha consentito di ricostruire i vertici e l'intero organigramma delle tre 'famiglie' che incardinate nel mandamento della Noce, quella omonima e quelle di Altarello e di Cruillas-Malaspina. Identificati anche gli esattori del 'pizzo' che i clan imponevano a numerosi imprenditori e commercianti dei quartieri controllati. Alcune delle vittime hanno denunciato le estorsioni subite e hanno collaborato con gli investigatori.

Le indagini hanno registrato una violenta reazione dei vertici "ufficiali" del mandamento al tentativo di ribaltare le gerarchie mafiose attuato da altri esponenti della cosca. Una serie di attentati incendiari ha fatto rientrare nei ranghi gli aspiranti leader. E' inoltre emerso che i capimafia della Noce intrattenevano una fitta rete di relazioni con quelli di altre 'famiglie' mafiose della citta'. La polizia e' riuscita a monitorare alcuni incontri tra i boss per definire questioni criminali di comune interesse. Le casse del mandamento potevano contare, oltre che sul racket, anche sui guadagni di numerose agenzie di scommesse sportive dislocate in vari punti di Palermo e di fatto riconducibili a Cosa Nostra. Le agenzie, che sono state individuate anche grazie all'aliquota di personale della Polizia dei giochi e delle scommesse, sono state sequestrate.

NON SOLO 'PIZZO', SU FICTION PRESSIONI FUNZIONARIO REGIONE - "I Castagna, spalleggiati da un gruppo di uomini, sostenevano che se non gli fosse stato affidato alcun incarico di lavoro avrebbero ostacolato le riprese del film". A riferirlo agli inquirenti e' stato Marco Greco, incaricato della produzione dello sceneggiato tv con Riccardo Scamarcio, "Il segreto dell'acqua", per la "Magnolia Fiction srl", pochi giorni dopo le minacce e di un danneggiamento subito dagli uomini del clan della Noce, decapitato dal blit della polizia con 14 arresti. Dall'indagine sono emerse anche pressioni per un'assunzione esercitate da un alto funzionario regionale. "L'11 aprile 2010 -ha raccontato ancora Greco- i fratelli Castagna hanno ripetutamente minacciato che se non avessi utilizzato i loro servizi assumendoli, non ci avrebbero fatto girare il film a Palermo. A questo punto, preoccupato per le gravi conseguenze economiche dell'intera produzione del film, ho deciso di assumere il fratelli Tommaso e Gaetano Castagna, con mansioni di capo gruppo del set, un loro collaboratore, Saverio, di cui non conosco il cognome, con mansioni di addetto alla sicurezza. Assumo anche Rita Vella, moglie di Gaetano Castagna". Gennaro Marchitelli, direttore di produzione della stessa fiction per la Magnolia, come emerge dalle quasi 650 pagine dell'ordinanza firmata dal Gip Luigi Petrucci, ha denunciato anche lui. Riferendo un episodio precedente: "Un soggetto, concorrente dei Castagna, voleva indurmi ad assumerlo assieme a circa dieci dei suoi collaboratori nella produzione cinematografica che stavamo avviando. Io rispondevo che avevamo il personale e che non potevo assumere altri a causa dell'esiguo budget di produzione. A questo punto lui rispondeva che bastava licenziare il personale gia' assunto per risolvere i problemi di budget, diceva che avrei potuto subire l'incendio dei mezzi impegnati nelle riprese e che avrei fatto bene a guardarmi le spalle". Di questo, Marchitelli afferma i aver informatco il suo superiore Greco, "il quale mi disse che potevamo assumere soltanto quattro persone, escludendo il soggetto che mi aveva minacciato, per via dell'esosa richiesta economica (tremila euro a settimana). Il giorno dopo incontrai il soggetto in un bar vicino al Teatro Massimo e gli comunicai la decisione di Greco. S'innervosi', ma non insistette piu'. Da quel momento non ho piu' sentito parlare di lui, ma sono stato avvicinato dai Castagna". Anche Francesco Vella, uno degli arrestati, avrebbe voluto una parte da attore nella fiction. Non serviva, pero' "ha continuato a lavorare nella nostra produzione occupandosi del reperimento delle auto di scena, in particolare i carri funebri, che ha attinto dall'agenzia funebre di Tommaso Castagna", spiega Marchitelli. E Vella sarebbe stato sponsorizzato da un funzionario dell'assessorato regionale del Turismo, Sport e Spettacolo: "Mi dissero che era il capo di gabinetto -riferisce ancora Marco Greco- e sostenne che se non avessimo assunto Francesco Vella si sarebbero disinteressati al nostro progetto di finanziamento che mirava ad ottenere dei fondi gestiti dall'ente regionale Cinesicilia". Greco avrebbe incontrato il funzionario regionale che non avrebbe piu' parlato del finanziamento: "Non ne fece parola -dice Greco agli investigatori- in quanto aveva ottenuto l'obiettivo sperato, l'assunzione di Francesco Vella". Un ruolo nella presunta estorsione ai danni della Magnolia l'avrebbero avuto anche i fratelli Tognetti, che avrebbero suggerito anche atti intimidatori nei confronti di Greco ("Vedi che lo rompo, ora lo rompo!"). Tommaso Castagna con le minacce ci sarebbe andato pesante: "Tu domani sei rovinato - dice a Greco in un'intercettazione - ti devi mettere 100 carabinieri accanto (.) del carcere non ci spaventiamo, faccio il mafioso e faccio pure altre parti, non ti preoccupare". Per garantire la sicurezza delle riprese in varie location palermitane (come il mercato di Ballaro' e piazza Zisa), Tommaso Castagna avrebbe poi preteso, oltre alle assunzioni di personale non qualificato, anche 8.818 euro.

'PIZZO' PURE SU FICTION TV - La mafia imponeva il 'pizzo' anche su uno sceneggiato televisivo girato a Palermo. E' emerso dalle indagini della polizia. Gli investigatori hanno monitorato le richieste estorsive pervenute a una casa cinematografica impegnata nella produzione di una fiction per la tv. I boss strozzavano anche molti imprenditori e commercianti, costretti a pagare le estorsioni agli esattori del clan. Non tutte le vittime hanno collaborato alle indagini. 

La fiction presa di mira dai boss e' "Il segreto dell'acqua", con Riccardo Scamarcio tra i protagonisti, girata a Palermo due anni fa e trasmessa dalla Rai. Il 'mandamento' della Noce aveva tentato di imporre alla casa produttrice "Magnolia" l'arruolamento di comparse e alcune ditte per le forniture necessarie al set. Ma la societa' non si era piegata alla richiesta e aveva denunciato tutto alla polizia.

MAFIA: "ASSUNZIONI PER FICTION SCAMARCIO", MA PRODUZIONE DENUNCIA - La casa di produzione cinematrografica Magnolia sche stava girando a Palermo la fiction "Il segreto dell'acqua" con Riccardo Scamarcio aveva subito le pressioni dei Castagna (titolari da anni di un'agenzia di service) e dei Tognetti. Ma i responsabili della Magnolia denunciatono subito le minacce subite. E' uno dei risvolti dell'operazione della polizia che ha azzerato a Palermo il mandamento mafioso della Noce con 41 arresti. In particolare il clan minacciava furti di materiale e danneggiamenti, e di ostacolare le riprese se i produttori non si fosse piegata. La Magnolia avrebbe comunque assunto persone indicate dalla cosca per cercare di subire il minor danno possibile. Vittime di estorsione anche un bar di via Campolo (che ha denunciato), un altro di via Galilei (che non lo ha fatto) e il titolare di un'attivita' in corso Finocchiaro Aprile, molto noto in citta', "Ninu' 'u ballerino" (che non ha denunciato). Ma nel mirino della famiglia erano finiti anche banali lavori di ristrutturazione in immobili e la costruzione di una scuola alla Noce. In quest'ultimo caso, come emerge sempre dalle intercettazioni, il presunto estortore, Sammaritano, lungo la strada per chiedere il pizzo recita un monologo in cui fa la sua parte e quella della vittima per perfezionare la sua intimidazione. Infine sono stati sequestrati anche 7 centri scommesse, fondamentali per riciclare il denaro sporco del clan. Ritrovata anche una certa quantita' di armi che dimostrano come il mandamento della Noce fosse a tutti gli effetti un gruppo armato e militare. 

I NOMI DEI 41 ARRESTATI A PALERMO - Questi i nomi delle 41 persone arrestate la scorsa notte dalla Squadra mobile di Palermo nell'operazione che ha azzerato il mandamento mafioso della Noce: Francesco Icone, 72 anni, Fabio Chiovaro, 39 anni, Salvatore Seidita, 75 anni, Vincenzo Tumminia, 42 anni, Tommaso Tognetti, 47 anni, Gaetano Maranzano, 46 anni, Felisiano Tognetti, 41 anni, gia' detenuto all'Ucciardone, Giuseppe Sammaritano, 56 anni, Cosimo Michele Sciarabba, 33 anni, Antonino Bonura, 66 anni, Umberto Maltese, 51 anni, Gaspare Bonura, 42 anni, Santino Chiovaro, 40 anni, Giovanni Matina, 37 anni, Luca Crini, 35 anni, Santo Pitarresi, 47 anni, Girolamo Albanese, 33 anni, Giacomo Nicolo' Sciarratta, 40 anni, Girolamo Seidita, 69 anni, Giovanni Seidita, 34 anni, Marcello Argento, 34 anni, Giovanni Guddo, 69 anni, Domenico Spica, 46 anni, Carlo Castagna, 33 anni, Tommaso Castagna, 48 anni, Gaetano Castagna, 45 anni, Massimiliano Ingarao, 38 anni, di Castelvetrano (Trapani), Giuseppe Antonio Enea, 37 anni, Giuseppe Bonura, 46 anni, Cosimo Grasso, 48 anni, Giorgio Perrone, 41 anni, Giuseppa Mirabella 47 anni, Umberto Sammaritano, 33 anni, Vincenzo Acone, 37 anni, Vincenzo Toscano, 25 anni, Vincenzo Landolina, 24 anni, Alessandro Guddo, 33 anni, Salvatore D'Amico, 48 anni, Saverio D'Amico, 41 anni, Francesco Vella, 51 anni e Dario Giunta, 20 anni.

 

ADDIOPIZZO, COSI' RACKET TAGLIEGGIA LE FICTION A PALERMO - Le associazioni antiracket Addiopizzo e Libero Futuro hanno accompagnato nella denuncia alcune vittime delle estorsioni del mandamento mafioso della Noce, azzerato la scorsa notte dalla polizia con 41 arresti. E' stata data assistenza anche al responsabile della Magnolia, produttrice della fiction Rai "I segreti dell'acqua" con Riccardo Scamarcio. Le due organizzazioni esprimono in una nota "tutta la loro soddisfazione e il loro plauso per l'importante intervento degli uomini della polizia di Stato e dell'autorita' giudiziaria", e sottolineano che "per fare cinema e televisione a Palermo in molti sottostanno ai condizionamenti mafiosi".

"A conferma di quanto e' storicamente noto  -prosegue il comunicato di Addiopizzo e Libero Futuro - dalle indagini odierne emerge che il settore della produzione cinematografica e' preso di mira da parte delle cosche che ne condizionano i lavori sul set attraverso diverse forme di imposizione: comparse, professionalita', maestranze, attrezzature, servizi di facchinaggio, catering, ristorazione e tanto altro. Se non assecondi tali richieste mafiose non lavori e rischi di compromettere giornate di produzione, perche' un semplice furto di camion o una sirena che suona mentre giri, determina danni economici considerevoli. Conseguenze per le quali molte produzione che girano a Palermo sono costrette a calcolare un surplus di costi per far fronte a tali imposizioni. Tutto cio' impedisce chiaramente il libero esercizio delle attivita' di produzione e lo sviluppo economico di citta' ad alta vocazione cinematografica come Palermo. Da oggi -conclude il comunicato- le produzioni televisive e cinematografiche devono sapere che a Palermo si puo' girare liberamente senza subire alcun indebito condizionamento mafioso.

CANCELLIERI, GUERRA NON E' VINTA; SERVE RISPOSTA DI MASSA - La mafia "la si potra' vincere definitivamente quando tutta la societa' civile sapra' reagire. Un cittadino che esprime la propria cittadinanza, non si fa prevaricare. Bisogna riappropriarsi del senso di cittadinanza, di forza con cui si esprimono i propri diritti e doveri, non piegandosi alle prevaricazioni. La mafia si occupa di affari grossi che portano denaro, di estorsioni: bisogna subito dire di no, ponendo argine anche a comportamenti anti-corruzione. Tanto piu' c'e' un movimento di massa, tanto piu' facile sara' vincere. La guerra non e' ancora finita e bisogna stare attenti perche' i boss non rialzino la testa e non ne nascano altri. La sconfitta la potete infliggere voi. Siate orgogliosi di essere cittadini". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, oggi a Palermo, parlando ai giovani coinvolti nel progetto educativo antimafia del Centro Pio La Torre.

CANCELLIERI, FENOMENO MENO VIVO MA ANCORA PERVASIVO  - "La mafia e' un fenomeno antico, che si e' sviluppato e che adesso ha un suo epilogo con tante sfaccettature interessanti. L'operazione antimafia di oggi dimostra come lo Stato reagisca, ma anche come il fenomeno sia ancora, seppure meno vivo, ancora pervasivo". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, oggi a Palermo, parlando ai giovani coinvolti nel progetto educativo antimafia del Centro Pio La Torre. 

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA - La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito 41 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti responsabili dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, interposizione fittizia, possesso ed uso illegale di armi da fuoco. L'attività degli uomini della Squadra Mobile di Palermo ha permesso di smantellare l'intero mandamento mafioso della "Noce". L’operazione è l’epilogo di elaborate indagini sviluppate attraverso la combinazione di una serrata attività tecnica di intercettazione di comunicazioni telefoniche ed ambientali e servizi tecnico–dinamici sul territorio. L’operazione ha consentito di ricostruire integralmente l’attuale organigramma, nonché i vertici operativi delle tre “famiglie mafiose”, “Noce”, Altarello e “Cruillas-Malaspina”, incardinate nel mandamento mafioso della “Noce”. Sono stati inoltre individuati, in seno alla stessa consorteria criminale, coloro che materialmente si occupavano della capillare sottoposizione al racket del pizzo di numerosi imprenditori e commercianti dei quartieri interessati alcuni dei quali hanno denunciato gli autori dei crimini a loro danno. Interessata dalle richieste estorsive persino una casa di produzione cinematografica impegnata nella realizzazione di uno sceneggiato televisivo nel capoluogo palermitano. Le indagini hanno inoltre registrato la violenta reazione dei vertici “ufficiali” del mandamento al tentativo di ribaltare le gerarchie della famiglia mafiosa operato da altri esponenti, con attentati incendiari che hanno fatto rientrare nei ranghi gli aspiranti leader. Dalle indagini è, inoltre, emerso il quadro di una organizzazione criminale in grado di ascoltare le sue varie “anime” e componenti interne: si è infatti evidenziata una fitta rete di relazioni tra gli esponenti di vertice del mandamento della Noce e quelli di altre famiglie mafiose della città, con la realizzazione di incontri per la definizione di problematiche criminali di comune interesse. Importante inoltre il contributo economico fornito al mandamento dalle numerose agenzie di scommesse sportive dislocate sul territorio, riconducibili a Cosa Nostra e poste sotto sequestro.


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