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Cronache

 

ESCLUSIVA/ IL REPORTAGE DI AFFARI A CURA DI LUCIANO CASTRO, IL GIORNALISTA CHE ERA A BORDO DELLA COSTA CONCORDIA

"Era un passaggio vicino all'isola, pianificato con la Costa. La scelta sulla pratica è lasciata al comandante e io non ho chiesto l'autorizzazione". Ecco la verità di Francesco Schettino sulla tragedia dell'isola del Giglio, avvenuta nella notte del 13 gennaio 2011. "Guardai fuori e vidi davanti a me una montagna. Per evitare il panico parlai di blackout"

Intanto il capitano De Falco parla di politica: "Avrei valutato una candidatura, non sono arrivate offerte. Ma io non sono un eroe"  

"VADA A BORDO, CAZZO!". DENTRO IL PROCESSO: LE CARTE SEGRETE DEL NAUFRAGIO CONCORDIA

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"Avevo indicato una rotta che passava a circa mezzo miglio dalla costa del Giglio, circa 600 metri...in realta' non eravamo alla distanza minima ma la nave stava puntando verso gli scogli". E' uno dei passaggi dell'intervista rilasciata da Francesco Schettino a 'L'Arena', il programma di 'Domenica In' condotto da massimo Giletti, nel giorno dell'anniversario del naufragio della Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio. Ripercorrendo quanto accaduto quella notte poco prima davanti dell'impatto davanti alle coste del Giglio, Schettino spiega che "non era un inchino" ma "un passaggio vicino all'isola, pianificato con la Costa. La scelta sulla pratica dell'inchino e' lasciata al comandante e io non ho mai chiesto l'autorizzazione."

SCHETTINO, GUARDAI FUORI E DAVANTI A ME VIDI MONTAGNA - Poco prima che la Costa Concordia andasse a speronare gli scogli delle Scole, davanti all'Isola del Giglio, il comandante Francesco Schettino guardando dal finestrone dalla plancia di comando vide che "c'era la montagna di fronte, andavamo dritti verso la montagna". E' uno dei passaggi dell'intervista rilasciata da Francesco Schettino a 'L'Arena', il programma di 'Domenica In' condotto da Massimo Giletti, nel giorno dell'anniversario del naufragio, aggiungendo: "Chi e' preposto al radar doveva dire che c'era la terra di fronte". "Durante il mio interrogatorio io ho detto - aggiunge Schettino - se noi viravamo a destra non prendevamo nulla...io ero convinto che un team di persone che osservano il radar, se vedono che la nave sta sbattendo in uno scoglio, devono dirlo". "Chi e' preposto a quel ruolo, che osservano il radar - ribadisce Schettino - dovevano dire che di fronte avevamo la terra". Invece "mi fu detto che se passavamo dritti noi passavamo bene. Cosi' - conclude - mi sono autoincolpato perche' questa informazione e' stata raccolta da un team di persone preposte a quel ruolo".

SCHETTINO, PER EVITARE PANICO PARLAI DI BLACKOUT - "Parlai di blackout perche' c'era da gestire il panico". E' uno dei passaggi dell'intervista rilasciata da Francesco Schettino a 'L'Arena', il programma di 'Domenica In' condotto da Massimo Giletti, nel giorno dell'anniversario del naufragio all'Isola del Giglio. "Ho cercato di non aggravare la situazione - aggiunge - volevo che i passeggeri fossero tutti contati e messi sulle scialuppe".

DE FALCO, NON MI SENTO EROE HO FATTO SOLO MIO DOVERE - "Non mi sento un eroe, ho fatto solo il mio dovere". Lo afferma il comandante Gregorio De Falco, della Capitaneria di Porto di Livorno ai microfoni di Sky Tg24. "Sono scomparso per questi 365 giorni proprio perche' c'e' stata un'eco eccessiva, a mio modo di vedere. Mi sono sottratto in rispetto delle vittime", aggiunge. Oggi de Falco ha assistito alla messa sull'isola del Giglio in ricordo del naufragio in cui persero la vita 32 persone.

CLINI, NAVE DEVE ESSERE PORTATA A PIOMBINO - "Io non decido il porto ma vorrei che la nave Concordia fosse portata a Piombino". Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a Sky Tg24. "Voglio che il porto sia quello piu' vicino all'isola del Giglio - ha spiegato - non possiamo rischiare di avere problemi in mare". Sulla tempistica Clini ha aggiunto: "Credo che ce la faremo entro l'autunno. Abbiamo avviato con Costa una verifica per intervenire sulla nave adesso per ridurre il peso, ovvero per togliere una parte dell'acqua all'interno della nave. Cercheremo di ridurre il peso in modo che il pescaggio della nave sia ridotto a circa nove-dieci metri. Questo e' molto importante perche' una volta che la nave viene messa in galleggiamento con questo pescaggio potremmo portarla nel porto piu' vicino che e' Piombino ed evitare un pellegrinaggio nel Mediterraneo". Sui ritardi o lo slittamento dei tempi delle operazioni il ministro ha spiegato: "Questo ritardo e' anche il risultato delle cautele che abbiamo chiesto, abbiamo dato 40 prescrizioni per fare in modo che le operazioni avvenissero senza provocare danni ambientali. I ritardi - conclude - sono dovuti al fatto che invece di fare in fretta e furia, abbiamo voluto essere sicuri che tutto avvenisse in sicurezza".

NAPOLITANO, DRAMMA VIVO NELLA MEMORIA DEL PAESE - "Ad un anno dal tragico naufragio della nave da crociera Costa Concordia, rivolgo il mio commosso pensiero alle trentadue vittime e la mia rinnovata solidarieta' a quanti sono stati segnati da quel terribile incidente, le cui drammatiche immagini sono ancora vive nella memoria dell'intero Paese". Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio al sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli. "In quella dolorosa circostanza - ricorda il Capo dello Stato - cittadini e amministratori dell'Isola del Giglio e di Monte Argentario si prodigarono con abnegazione, dando prova di alto senso di civismo e umanita', cui consegui' il conferimento alle due comunita' della Medaglia d'oro al Merito Civile. Con i medesimi sentimenti di partecipazione esprimo il piu' vivo apprezzamento agli operatori delle diverse strutture che, coordinando efficacemente la loro azione, sono stati impegnati nella difficile e rischiosa opera di soccorso dei naufraghi, di recupero delle vittime e di messa in sicurezza del relitto".

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