A- A+
Cronache

 

"VADA A BORDO, CAZZO!". DENTRO IL PROCESSO: LE CARTE SEGRETE DEL NAUFRAGIO CONCORDIA

CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO IN FORMATO CARTACEO

CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO IN FORMATO EBOOK

************************************************
concordia web

Esclusiva Affaritaliani. Le celebrazioni per il primo anniversario del naufragio della Costa Concordia raccontate dai reportage del nostro inviato Luciano Castro, il giornalista che il 13 gennaio di un anno fa era a bordo della grande nave da crociera. I suoi reportage si sviluppano tra il ricordo di quella tragica notte e le commemorazioni di questi giorni.

LEGGI LA PRIMA PUNTATA

Dal nostro inviato al Giglio

La Costa resta al freddo

“Niente, non si accendono…. eppure, ieri avevano funzionato a dovere!”. La solenne celebrazione al Giglio in memoria delle 32 vittime del naufragio della Concordia sta per iniziare, ma il parroco don Lorenzo Pasquotti ha un bel problema da affrontare: il riscaldamento non funziona! Il moderno sistema era stato donato e installato dalla Costa Crociere nei mesi successivi al tragico incidente, quale simbolico ringraziamento alla parrocchia dei Santi Lorenzo e Mamiliano per aver ospitato centinaia di naufraghi infreddoliti e sotto choc. Sulle pareti della chiesa, si scorgono in alto sei combustori a gas di ultima generazione, capaci di riscaldare la vecchia chiesa del porto nei giorni invernali. Quale migliore occasione per utilizzarli proprio oggi? Ma niente da fare: nonostante i ripetuti tentativi, il sistema non vuole attivarsi. “Peccato…”, dice tra sé lo sconsolato don Lorenzo, “la Costa avrebbe voluto vederli accesi!”. A dire il vero, non se ne accorge nessuno: la chiesa è stipata di gente, dalle prime file delle autorità e dei parenti delle vittime fino agli ultimi banchi occupati dai gigliesi e da giornalisti di tutto il mondo. Tra le file, anche alcuni dirigenti della Costa Crociere. Il “loro” riscaldamento non ha funzionato. Ma anche quella notte, un anno fa, migliaia di naufraghi rimasero al freddo.

 gigliocostaconcordia

La notte dei miracoli

Il naufragio della Concordia ha in sé qualcosa di misterioso. Non tanto nella dinamica dell’incidente e dell’impatto contro lo scoglio, quanto nella lunga fase successiva, quando la gigantesca nave da crociera ha percorso “da sola” centinaia di metri in mare per poi andarsi ad adagiare davanti a Punta Gabbianara. C’è chi parla di fortuita casualità, chi di un vero miracolo. Certo è che, se la Concordia avesse puntato verso il largo, oggi i morti da piangere sarebbero molti di più. E invece, spinta prima dalla forza d’inerzia e poi dal vento che soffiava verso l’isola, la nave è andata a fermarsi nel punto migliore per i soccorsi. “Un anno fa, il cielo di aprì sull’isola del Giglio”, ha detto oggi dal pulpito il vescovo diocesano Guglielmo Borghetti. Per chi era a bordo di quel gigante, la risposta è semplice: si è trattato di un miracolo! E’ stata infatti un “miracolo” la rotta seguita dalla Concordia dopo l’incidente. Ed è stato un altro “miracolo” la gara di solidarietà dei soccorritori, che ha consentito di salvare migliaia di persone. Oggi, il sindaco Sergio Ortelli ha pronunciato le parole più chiare sulla notte del 13 gennaio, la notte dei miracoli: “A volte, la linea che separa il fato e la fede è molto sottile”. A volte. Come un anno fa.

gigliocostaconcordia2

Il molo del pellegrinaggio

C’è un piccolo luogo del Giglio che i naufraghi della Concordia non dimenticheranno mai. E’ un luogo poco frequentato e non molto curato: il Molo Rosso. Prende il nome dal piccolo faro, di colore rosso appunto, che coloro che entrano nel porto dell’isola si trovano alla loro sinistra. E’ su questo molo che oltre quattromila passeggeri e membri dell’equipaggio della nave sono sbarcati dalle scialuppe di salvataggio. Ricordo bene quel momento. Prima le fasi concitate dell’evacuazione, la scialuppa affollata che non voleva scendere a mare, la breve navigazione sotto la gigantesca prua della Concordia… e poi, finalmente, il momento dello sbarco. E’ un luogo simbolico. E’ per questo motivo che l’amministrazione comunale del Giglio ha deciso di porre oggi, proprio al Molo Rosso, una targa commemorativa per ricordare i nomi delle 32 vittime del naufragio. “Alziamo il nostro grido perché ciò che è accaduto non debba mai più accadere”, ha detto il sindaco Ortelli, inaugurando la grande targa di bronzo. Poco più in là, proprio all’inizio del Molo Rosso sul porto, ha trovato spazio un’altra targa: è stata posizionata tra i nomi dei caduti gigliesi delle due Guerre Mondiali, nel luogo dove la comunità isolana tradizionalmente si riunisce per celebrare l’Unità nazionale e la Festa delle Forze Armate. Questa seconda targa celebra la popolazione gigliese che, in quella notte di un anno fa, “seppe testimoniare altruismo, accoglienza, condivisione”. E così, un semplice braccio di cemento nel mare è diventato un sacrario, il luogo della memoria e del pellegrinaggio.  

***

"E' stato detto che la nave verra' messa in galleggiamento a settembre per poi essere trainata via. Noi speriamo che il galleggiamento avvenga entro luglio". Lo ha dichiarato, in un'intervista a 'La Stampa', il dg di Costa crociere, Gianni Onorato, alla vigilia dell'anniversario del naufragio della Costa Concordia. (AGI) (AGI) - Roma, 12 gen. - "Domenica a Genova si terra' una messa di suffragio con i dipendenti della sede - ha detto Onorato - lo stesso avverra' su ogni nave del gruppo". Inoltre, "l'amministrazione del Giglio - ha ricordato il dg - ci ha chiesto di collaborare all'organizzazione delle manifestazioni sull'isola".

LA STORIA/ Dal rito dell'inchino al processo il passo e' stato fatalmente breve. Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, dodici mesi dopo il naufragio della nave all'Isola del Giglio resta l'accusato numero uno. Dovra' rispondere di omicidio plurimo colposo, abbandono della nave e danno ambientale. A Meta di Sorrento si vede poco in giro. Qualcuno racconta anche stia per far uscire un memoriale per raccontare la 'sua verita''. Di sicuro, pero', al netto della tragedia e dell'inchiesta in corso, Schettino e' stato nel 2012 tra gli uomini piu' citati e non solo in Italia. A partire dalla frase che fece il giro del mondo in poche ore: "Schettino e' un ordine, torni a bordo, ca..o!". Era la voce alterata al telefono del capitano di fregata Gregorio De Falco, l'ufficiale che la sera di quel tragico 13 gennaio era al comando della sala operativa della Capitaneria di Porto di Livorno. Il secco e perentorio 'invito', in breve si trasforma nel tormentone piu' cliccato della rete. Ma lo scambio telefonico quella notte fu ancora piu' drammatico. Quando dalla sala comando della capitaneria viene accertato che Schettino non e' piu' a bordo, De Falco gli fa: "Guardi Schettino che lei si e' salvato forse dal mare ma io le faccio passare l'anima dei guai". Una conversazione il cui epilogo e' altrettanto noto con De Falco che intima a Schettino: "Vada a bordo, e' un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni, ha dichiarato l'abbandono nave, adesso comando io, lei vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono gia' dei cadaveri".

Eppure il comandante aveva accumulato negli anni una grande esperienza. Nato 53 anni fa a Castellammare di Stabia, Schettino ha da subito deciso che la sua vita sarebbe stata per mare. Frequenta l'istituto nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento, la stessa scuola che ha diplomato armatori del calibro di Achille Lauro e Gianluigi Aponte. Poi consegue il diploma di capitano di lungo corso. Una lunga trafila che lo porta da allievo ufficiale a comandante, passando negli anni in molte compagnie. Ma dagli onori del comando a oggi, e soprattutto dopo 32 morti di cui due ancora non ritrovati, le cose sono cambiate. La Costa Concordia giace ferita a morte a pochi metri da Giglio Porto. Gli scogli taglienti come rasoi hanno aperto lo scafo per settanta metri, adagiando la nave su un fondale di roccia, per fortuna poco profondo e in leggera pendenza. La nave, salpata dal porto di Civitavecchia per la prima tappa della crociera 'Profumo degli agrumi' nel Mediterraneo, avrebbe dovuto successivamente toccare i porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, per poi far ritorno a Civitavecchia. Ma la mattina successiva, nell'antico approdo ligure, questo gigante del mare non ha mai attraccato. La rimozione del relitto e' fissata per settembre.

LE ACCUSE/ Cinquantamila pagine. E' l'impanto accusatorio della procura di Grosseto per fare luce su quella considerata come una delle piu' grandi disgrazie del mare accadute in tempi moderni: il naufragio della Costa Concordia. La nave che alle 21,42 del 13 gennaio di dodici mesi fa sperono' gli scogli delle Scole, all'Isola del Giglio, riportando una falla di 70 metri sul lato sinistro dello scafo e adagiandosi poi su un fianco. Per i 3.216 passeggeri che erano a bordo la crociera si trasforma in un incubo.

Poche ore dopo il disastro, il comandante Francesco Schettino viene arrestato con l'accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in pericolo. Inizialmente detenuto nel carcere di Grosseto, il 17 gennaio viene posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento, in provincia di Napoli. Il 10 aprile la Cassazione decide di lasciare Francesco Schettino agli arresti domiciliari. La detenzione domiciliare viene revocata il 5 luglio: a seguito di tale provvedimento, Schettino dovra' osservare l'obbligo di dimora a Meta di Sorrento. Dodici mesi e 32 morti dopo, due di quali ancora non recuperati, gli inquirenti hanno lavorato a ranghi serrati facendosi largo tra omissioni, polemiche, analisi dei tracciati radar e delle scatole nere. Migliaia di documenti, intorno ai quali hanno lavorato e stanno lavorando magistrati, difese, accuse, periti, per un disastro che ha consolidato un bilancio drammatico: trentadue morti, due ancora non trovati. Tra i 1013 membri dell'equipaggio a bordo la sera del naufragio, gli indagati sono dodici. Oltre al comandante, Francesco Schettino, alcuni ufficiali e alcuni dirigenti della compagnia. Entro questo mese dovrebbe essere chiesto il rinvio a giudizio e tra marzo e aprile il gup potrebbe gia' fissare la data per l'udienza preliminare. Solo a questo punto sara' fissata la data dal giudice per l'udienza preliminare. La previsione generale e' che, salvo accelerazioni, dopo l'estate si dovrebbe svolgere il processo.

Ma questo e' solo per gli aspetti penali. Altro capitolo sara' quello che dovra' affrontare in sede civile circa la decisione della compagnia di licenziarlo. E' solo di pochi giorni fa, infatti, la decisione che Costa Crociere potra' utilizzare il 'rito Fornero' per il licenziamento di Schettin. Il presidente della sezione lavoro del tribunale civile di Genova, Enrico Ravera, ha fissato anche la data del processo per stabilire la liceita' del provvedimento: il 14 marzo prossimo. Domani, intanto, lontano dalle aule giudiziarie, le luci sul naufragio si riaccenderanno. Ma solo per ricordare la tragedia.

Tags:
concordia anno dopo

i più visti




casa, immobiliare
motori
Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen

Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.