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Cronache

 

findusIl web accosta i cavalli al marchio Findus

L'affare della carne di cavallo portato alla luce in Italia da Affaritaliani.it si ingrossa. La Commissione Europea ha chiesto a tutti gli Stati membri di partecipare a dei test del dna sui prodotti a base di carne bovina. I risultati saranno pronti entro il 30 aprile.

La Coop Svizzera ritira dalla vendita le lasagne della propria marca. Lo scandalo arriva anche in Germania: trovate confezioni sospette a Berlino. Controlli in Italia. Il pm di Torino Raffaele Guariniello ha dato incarico ai carabinieri del Nas di effettuare perquisizioni nei supermercati.

CONTROLLI IN ITALIA - Controlli sui prodotti surgelati a base di carne di una nota marca,  sono stati disposti dal pm torinese Raffaele Guariniello dopo le notizie sullo scandalo delle lasagne inglesi. Il magistrato ha dato incarico ai carabinieri del Nas di effettuare i controlli nei supermercati. Al momento si tratta di una indagine conoscitiva, senza indagati e ipotesi di reato.

CARNE RITIRATA DALLA COOP SVIZZERA - La Coop svizzera ha ritirato dalla vendita le lasagne della propria marca. Non è certo che contengano carne di cavallo come quelle della Findus, ma sono state confezionate dalla Comigel, produttore francese implicato nello scandalo.

SCANDALO ANCHE IN GERMANIA - Anche le autorità tedesche denunciano il caso sospetto di carne di cavallo trovata in confezioni che dovrebbero contenere solo manzo. Dopo la Gran Bretagna, la Francia e la Svezia, lo scandalo scoppia in Germania e più precisamente nello stato del Nord Reno Westfalia, dove in via precauzionale, dopo i controlli delle autorita' su una serie di prodotti, la catena di supermercati Kaiser's Tengelmann ha ritirato dagli scaffali le lasagne congelate con il proprio marchio.

COOP SVIZZERA CALMA GLI ANIMI - Anche in svizzera sono partiti i controlli. Coop non ha voluto prendersi il rischio di lasciare i prodotti sugli scaffali e ha spiegato: “Controlli sono in corso per vedere che tipo di carne sia contenuta nei prodotti”. Per il momento la Migrose e la Denner non hanno pensato al ritiro dalla vendita. “Tutti i prodotti surgelati sono a base di carne bovina e sono fabbricate in Svizzera” ha spiegato Paloma Martino la portavoce di Denner.

I TEST DEI CHIMICI - I chimici sono al lavoro nel laboratorio cantonale di Berna e stanno testando 30 diversi tipi di lasagne pronte. I risultati saranno resi noti entro una settimana, ha rivelato Otmar Defloring, capo del laboratorio di Berna. “Si tratta di una situazione eccezionale” ha detto Otmar Defloring, alla testa dell’Associazione dei chimici cantonali.

PICARD RITIRA LE LASAGNE - Anche Picard ha ritirato dal mercato le sue lasagne. I produttori rimbalzano le responsabilità e questo potrebbe causare una danno all’intera filiera, proprio come era successo qualche anno fa per la mucca pazza. Secondo i vertici della Findus è la stessa industria di surgelati ad essere la vittima della situazione. Lo scandalo può infatti minare l’immagine di una delle marche più note di surgelati.

IL WEB SI SCATENA - Intanto internet si scatena con messaggi e immagini che accostano il mondo equino alla findus (l’hashtag #findus è diventato uno dei più popolari su twitter). Il colosso dei surgelati in poche ore è diventato oggetto di scherzi freddure anche su Facebook.

COLDIRETTI, TEST DNA E' FUMO NEGLI OCCHI - Il piano limitato di controlli con test del Dna e' fumo negli occhi dei cittadini se non sara' accompagnato da misure strutturali destinate a durare nel tempo come l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti i tipi di alimenti, per evitare che episodi simili si ripetano in futuro. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la proposta di un piano di 4000 test del dna da effettuare, limitato al periodo dal primo al 30 marzo, che sara' proposto dal commissario alla Salute Tonio Borg ai 27 Paesi dell'Unione. Siamo di fronte a un passo indietro col tentativo di chiudere la stalla quanto i buoi sono scappati che - sottolinea Coldiretti - non impedisce certo il riproporsi di casi analoghi. Lo scandalo "horsegate" - spiega la Coldiretti - ha evidenziato ancora una volta il grave ritardo della legislazione europea nel garantire trasparenza negli scambi commerciali e nell'informazione ai consumatori sugli alimenti, dove sono piu' rilevanti i rischi di frodi e inganni. E' quindi necessario - continua Coldiretti - estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza "Made in" anche per i prodotti alimentari, come e' appena avvenuto con le nuove misure per aumentare la sicurezza dei prodotti non alimentari adottate dalla Commissione Europea che introducono l'obbligo dell'indicazione di origine sia per i paesi Ue che terzi. A oggi - precisa Coldiretti - nell'Unione Europea e' obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della carne bovina dopo l'emergenza mucca pazza, ma non quella della carne di maiale o di coniglio e cavallo. L'etichetta di origine - sottolinea Coldiretti - rappresenta una garanzia di informazione per i consumatori, ma grazie alla tracciabilita' anche una protezione nei confronti di frodi e truffe che si moltiplicano nel tempo della crisi in cui si registra il ritorno di reati come l'abigeato e la macellazione clandestina.

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