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Cronache

“Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura”. Un titolo così, non ironico, mi fa fremere dentro, fremere d’indignazione, immagino il contenuto del libro e poiché non ho uno stomaco di ferro, ovviamente decido di non leggere una parola dell’autrice. Oggi sto leggendo “Di mamma ce n’è più d’una” di Loredana Lipperini, e non mi capita di vedervi riportate parole di Costanza Miriano, l’autrice appunto del libro il cui solo titolo mi è indigesto? La Lipperini riporta parti di un’intervista rilasciata dalla Miriano a Il Foglio. Sentite: “Le donne avrebbero tutto da guadagnare nel recuperare il loro ruolo, la loro vocazione all’accoglienza... Noi donne siamo fatte per questo, per accogliere la vita innanzi tutto: lo dice la nostra conformazione fisica, siamo fatte per fare spazio tra le viscere, e quella mentale: solo noi possiamo fare sei o sette cose insieme”.

Un po’ come quegli elettrodomestici capaci di tutto, di tritare, macinare, mescolare, impastare, frullare, pesare, montare... Però le donne sono più brave perché le sei o sette cose le fanno insieme. Sono migliori degli elettrodomestici. L’elettrodomestico ha tutto da guadagnare nello svolgere il suo ruolo, altrimenti arrivano le riparazioni e, se queste non sono efficaci, rischia d’essere gettato via, magari fracassato... Del resto: che elettrodomestico è se non svolge la sua funzione? Sentite ancora: “I padri amano diversamente, ed è meraviglioso che sia così. I padri sono la guida, mantengono la lucidità, sono autorevoli”. L’elettrodomestico, ovviamente, non è capace di guidare, non mantiene la lucidità, e non è autorevole. Ancora sui padri: “Montano i giochi e spiegano la storia dell’antica Roma. Danno sicurezza al figlio, con la loro forza e l’essere punti fermi. Mettono le regole”.

E mi sembra giusto, ché l’elettrodomestico la storia non la conosce, non dà sicurezza, non è forte, non ha punti fermi (si muove troppo). Nella trasmissione Sos Tata (La 7), poiché sia il padre sia l’elettrodomestico non somigliano ai genitori sognati dalla Miriano, a mettere le regole è Tata Lucia. Una chicca tra tante sagge parole della Miriano: “Io i miei figli li vorrei tutti sotto la mia gonna”. Per fortuna ci pensa l’uomo lucido a liberare i prigionieri. Insomma: temevo d’indignarmi, e invece ha avuto il sopravvento la risata. Una risata un po’ amara, ma sempre risata.

Renato Pierri

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