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Aveva partecipato a una manifestazione di protesta contro il disegno di legge anti-gay allo studio del parlamento russo. Per questo Ilya Kolmanovsky, un professore di biologia di un prestigioso liceo di Mosca, è stato licenziato. "All'improvviso non mi hanno fatto più entrare nell'istituto nel quale lavoravo da sette anni", scrive l'uomo su Facebook. Intanto non si ferma lo sdegno della comunità internazionale per il testo approvato dalla Duma.

Venerdi' scorso, durante la protesta organizzata in concomitanza con la prima lettura alla Duma del progetto di legge, Kolmanovsky era rimasto coinvolto negli scontri tra gli attivisti del movimento Lgtb e un gruppo di militanti ortodossi, favorevoli al bando della "propaganda gay".

Il suo nome, racconta il professore, era finito cosi' sui giornali. Dopo averlo visto, alcuni genitori dei suoi studenti hanno presentato un esposto al preside del liceo, il quale ieri gli ha comunicato il licenziamento "per il bene della scuola". La colpa del professore, a quanto emerge dal suo racconto, e' l'essersi espresso contro ogni forma di repressione dell'omosessualita'.

"Ho detto che come padre e insegnante ritengo pericoloso che la nostra societa' spinga gli adolescenti gay a nascondersi, cosa che spesso porta al suicido", ha raccontato Kolmanovsky, "ho poi aggiunto che questa legge mira a seminare odio tra le persone". Approvata in prima lettura alla Duma, la nuova legge prevede multe per chi compie "atti di propaganda" in presenza di minori. In pratica, qualunque manifestazione o iniziativa pubblica - da un semplice bacio in strada, fino al Gay Pride - rischia di essere soggetto a sanzioni amministrative se nelle vicinanze vi e' un minore. Le multe vanno dai 4.000 rubli (circa 100 euro) per i semplici cittadini, ai 500.000 rubli (12.500 euro) per le organizzazioni. Appoggiata anche dalla Chiesa ortodossa, la legge e' stata fortemente criticata anche dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

PRESIDE SMENTISCE - Il preside del liceo scientifico "Scuola numero 2" di Mosca ha smentito la notizia, secondo la quale avrebbe licenziato un suo insegnante per aver partecipato alla protesta contro la legge anti-gay, approvata dalla Duma e che di fatto vietera' a livello nazionale manifestazioni pubbliche come il Gay Pride. A denunciare la decisione del preside era stato lo stesso professore, Ilya Kolmanovsky, scrivendone sul blog che tiene sul sito di Radio Svoboda. Parlando oggi con l'agenzia Interfax il preside, Vladimir Ovchinnikov, ha negato l'intenzione di allontanare l'insegnante e ne ha invecetessuto le sue lodi. "Finche' ci sono io - ha garantito - non verra' licenziato". Secondo Kolmanovsky il preside e' tornato sui suoi passi a causa della grande ondata di solidarieta' e sdegno che sui media e nell'opinione pubblica aveva causato la notizia. A ogni modo il professore, che insegna biologia, ha detto di aver ricevuto gia' offerte di lavoro da almeno altre 20 prestigiose scuole nella capitale russa e che ora valutera' se prendere una pausa dal lavoro, anche se ha garantito che continuera' ad insegnare. Venerdi' scorso, durante la protesta organizzata in concomitanza con la prima lettura alla Duma del progetto di legge, Kolmanovsky era rimasto coinvolto negli scontri tra gli attivisti del movimento Lgtb e un gruppo di militanti ortodossi, favorevoli al bando della "propaganda gay". Durante il picchetto di protesta si era fermato a discutere con alcuni sostenitori della legge sulla pericolosita' del reprimere l'omosessualita'. "Ho detto che come padre e insegnante ritengo pericoloso che la nostra societa' spinga gli adolescenti gay a nascondersi, cosa che spesso porta al suicidio - ha raccontato Kolmanovsky - ho poi aggiunto che questa legge mira a seminare odio tra le persone". Il suo nome, racconta il professore, e' finito sui giornali e a quanto pare sono subito arrivate lettere di reclamo al preside, il quale ieri gli ha comunicato il licenziamento "per il bene della scuola". Kolmanovsky ha detto di non credere che siano stati i genitori dei suoi alunni. Approvata in prima lettura alla Duma, la nuova legge prevede multe per chi compie "atti di propaganda" in presenza di minori. In pratica, qualunque manifestazione o iniziativa pubblica - da un semplice bacio in strada, fino al Gay Pride - rischia di essere soggetto a sanzioni amministrative se nelle vicinanze vi e' un minore. Le multe vanno dai 4.000 rubli (circa 100 euro) per i semplici cittadini, ai 500.000 rubli (12.500 euro) per le organizzazioni. Appoggiata anche dalla Chiesa ortodossa, la legge e' stata fortemente criticata anche dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

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