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Cronache

Giovanni Paolo II

4. IL PERSONAGGIO- L'uomo è stato mostrato da “Chi l'ha visto?” intento in una performance televisiva di una ventina d'anni fa con Giancarlo Magalli. Che lo presenta in quell'occasione come sosia di Roberto Benigni. I lettori ammetteranno che la faccia di Benigni è un po' troppo popolare per passare nell'anonimato, e comunque lascia un po' perplessi che un appartenente ad un presunto gruppo d'intelligence se ne vada in Tv a fare l'imitazione di un comico molto famoso. Ora, senza andare a tirare fuori 007 e Sean Connery, ma uno che fa intelligence non dovrebbe cercare di condurre un'esistenza il più anonima possibile? Altre domande che i magistrati romani probabilmente si porranno.

5. IL CODICE DI DIRITTO CANONICO- A proposito dei “temi caldi” su cui il gruppo di pressione sarebbe intervenuto c'è anche la revisione del Codice di Diritto Canonico del 1983, appunto. Che però era già pronto in bozza verso il 1980 (ben prima del rapimento di Emanuela) e non è una revisione, ma un vero e proprio nuovo Codice di Diritto Canonico (a differenza di quello precedente del 1917, il Pio-benedettino come viene chiamato, che traduceva in canoni tutto il corpus di norme accumulatosi nel corso dei secoli). Codice che alla data del rapimento di Emanuela Orlandi era già stato promulgato (il 25 gennaio) e sarebbe poi entrato in vigore il 27 novembre dello stesso anno. Che pressioni sarebbero state necessarie sul lavoro della commissione preparatoria? A quali scopi?

6. LA GRAZIA DEL PAPA?- E poi un altro punto di domanda: l'uomo dice che le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (l'altra ragazza al centro di questa misteriosa sparizione) dovrebbero essere spiegate mesi dopo l'attentato del 1981 a Giovanni Paolo II, “quando i servizi segreti dissero ad Ali Agca che se avesse collaborato avrebbe avuto la grazia sia del Papa che del presidente della Repubblica”. Il punto è che Agca fu arrestato dalla polizia italiana e per il Concordato allora vigente, quello del '29, fu giudicato dalla giustizia italiana su richiesta e per delega della Santa Sede. Se Agca avesse voluto la grazia, avrebbe dovuto chiederla al presidente della Repubblica Italiana di allora, Sandro Pertini, e non a Giovanni Paolo II che non avrebbe potuto graziare uno condannato dalla giustizia di un altro paese. Peraltro Karol Wojtyla nel 1987 ricevette la visita dei parenti di Agca, che gli chiesero di intercedere presso gli italiani perché Ali ottenesse la grazia (ma la Sala Stampa al tempo non volle confermare né smentire). Wojtyla – raccontò Domenico del Rio su Repubblica - si interessò, telefonò a Francesco Cossiga chiedendo il provvedimento, ma Agca è rimasto in carcere fino al 2000, quando Carlo Azeglio Ciampi concesse la sospirata grazia dopo aver consultato la Santa Sede, dettasi “non contraria” (Wojtyla, peraltro, perdonò immediatamente Agca il giorno stesso dell'attentato, poco prima di svenire durante il trasporto verso il Policlinico Gemelli).

Insomma, le domande sono tante. Ai giudici il compito di sbrogliare il mistero.

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