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Cronache

Varcando l’ingresso della fonderia, lontano dai rumori e dal caos del traffico cittadino, si entra in un luogo dall’atmosfera unica, che conserva intatto il fascino di un antico passato. Qui, nel cuore del quartiere Isola e nelle immediate vicinanze del santuario di Santa Maria alla Fontana, nel 1806 venne fondata la Fonderia Napoleonica Eugenia, prestigiosa fonderia di bronzo, così chiamata dai fratelli Manfredini, allora proprietari, in onore di Eugenio di Beauharnais viceré del Regno d’Italia.

Tra le mura di questi antichi edifici, che in oltre un secolo di storia sono stati silenziosi testimoni della produzione di importanti campane e monumenti in bronzo, oggi c'è un museo dedicato alla storia dell’arte fusoria, ma non solo. La fonderia continua ad essere luogo di lavoro, arte e cultura in versione XXI secolo: qui ci sono uffici e si organizzano mostre, concerti, eventi e manifestazioni culturali. Artefice di questa trasformazione nel corso dei decenni è la famiglia Barigozzi che è succeduta nella proprietà ai Manfredini nel 1868 

Fonderia Napoleonica
Fonderia Napoleonica, viaggio tra passato e futuro con il proprietario, Remigio Barigozzi
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L'attività fondiaria è stata mantenuta fino al 1974, poi per alcuni anni gli edifici sono stati adibiti a magazzini. Il 1997 è l'anno della svolta: inizia un lungo processo di ristrutturazione conservativa, che dura fino al 2010 e che ridà vita ai 7-8 immobili che fanno parte dell'antico complesso. Affaritaliani.it si è fatto raccontare questa affascinante storia dal principale artefice, Remigio Barigozzi, incontrato in occasione della presentazione del Green Christmas, l'annuale mercatino organizzato nel complesso in occasione del Natale.

"Questo è l'unico esempio di archgitettura industriale dell'Ottocento rimasto intatto a Milano - ricorda Remigio Barigozzi -. Dall'edificio alle attrezzature ai documenti, nulla è stato cambiato: è un caso unico". Visitando i forni, la vasca di fusione e la sala delle formelle, guardando gli uffici con gli arredi dell'epoca oppure gli attrezzi per dare forma alle campane, sembra che il tempo si sia fermato. "Si potrebbe ricominciare domani a produrre e sarebbe tutto come era allora, come se la fonderia avesse chiuso solo per un giorno". Qui sono state fuse campane di tutto il mondo, ma anche sculture famose come il Vittorio Emanuele a cavallo, che si trova in Piazza Duomo, e la quadriga che campeggia sull'Arco della Pace a Milano.

green xmas
Green Christmas alla Fonderia Napoleonica, un mercatino bio ed ecosostenibile in vista del Natale
La videointervista alle organizzatrici Mariagrazia Berardi e Valeria Zanoni 

 



Un progetto decisamente visionario quello di Remigio Barigozzi e di suo padre Luigi: "Insieme negli Anni Novanta abbiamo deciso insieme di non vendere la proprietà, ma anzi, abbiamo convinto tutta la famiglia ad abbandonare il progetto di abbattimento degli edifici per riconvertire gli spazi a fini culturali e commerciali". Una scelta affettiva da un lato e necessaria dall'altro: "Siamo legati alla storia della fonderia da generazioni e abbiamo voluto valorizzarla con una parte museale. D'altro canto avevamo bisogno anche di sostenere economicamente la nostra idea: da qui la decisione di affittare gli immobili a società che cercavano uffici prestigiosi in un quartiere milanese in fermento come quello dell'Isola".

Dal marketing al design, dall'ingegneria all'informatica, e c'è perfino il Club Arti Magiche con presidente Raul Cremona. Camminando tra i cortili non si vedono auto: "Abbiamo costruito un parcheggio interrato in modo che all'esterno come all'interno della fonderia si continui a respirare l'aria di allora", ricorda soddisfatto Barigozzi.  Gli edifici vengono affittati anche per eventi di alto profilo: sfilate di moda, convention, feste private. Tra i nomi prestigiosi ospitati alla Fonderia Napoleonica ci sono Zaha Hadid, Cassina e Poltrona Frau (in occasione del FuoriSalone), Trussardi, Missoni e Walt Disney. La fonderia può diventare anche set cinematografico: così è successo per alcune puntate di Mistero e per gli spot pubblicitari di aziende come Edison e Tonno Angelo Parodi. "Abbiamo fatto la scelta strategica di mantenerci come luogo di nicchia - conclude Barigozzi -. Nessuna pubblicità, solo passaparola". Ora lo sguardo corre già al prossimo rinnovamento in vista di Expo: "Rivedremo l'allestimento museale e organizzeremo più visite guidate". L'idea, però, è sempre quella di mantenere quell'effetto sorpresa che si ha varcando il portone della fonderia, scoprendo un luogo inimmaginabile in centro a Milano".

 

 

Maria Carla Rota

Andrea Bufo

 

 

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