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Cronache
Carabinieri Napoli

di Fabio Frabetti

Le storie che vi abbiamo raccontato su mobbing e soprusi vari all'interno dell'Arma dei Carabinieri stanno facendo emergere un mondo poco conosciuto ma molto diffuso. Tanto che in redazione stanno arrivando altre testimonianze che confermano come non si tratti di casi isolati.

MOBBING E FALSE ACCUSE - Francesco Tesone era entrato nell'Arma a 19 anni: come altri coetanei aveva vinto un concorso e superato tutti i test psicoattitudinali. Originario di Napoli era stato mandato a prestare servizio in Lombardia. Dopo quattro anni di continui trasferimenti, accuse infondate, punizioni per qualsiasi tipo di cavillo verrà riformato per un difetto visivo che in realtà aveva fin dalla nascita e che al momento del superamento del concorso non era stato dichiarato come un ostacolo al suo ingresso in ruolo. «Venivo continuamente trasferito per presunte e non meglio precisate incompatibilità ambientali – racconta ad Affari – alla fine cambiai 10 caserme in nemmeno due anni. Da Luino venni mandato a Varese, poi a Mantova, in Valtellina, a Pavia e via dicendo. Nello stesso periodo cominciarono anche le denunce per offese o insubordinazioni nei confronti dei miei superiori: sono stato sempre assolto perché erano accuse totalmente false. Venivo punito per ogni stupidaggine: se indossavo una camicia bianca del tutto simile a quella di servizio oppure se portavo al polso l'orologio di acciaio che mi aveva regalato mio padre. Oppure per qualcosa che non andava nei bottoni. All'interno dell'Arma è molto facile imbattersi in qualche tenente colonnello o generale che di fatto ti impedisce di svolgere il tuo lavoro».

ORTOPEDICO-OCULISTA - La breve carriera di Francesco si interrompe nel 1999 in una clinica militare dove era stato ricoverato per la frattura di una caviglia nel corso di un incidente stradale. E qui accade l'incomprensibile. Un ortopedico lo riforma per un difetto visivo: «mi hanno riformato per uno strabismo congenito che avevo fin dalla nascita e che non era stato ostativo quando avevo superato il concorso da carabiniere effettivo. Avevo superato prima dell'assunzione tutte le visite mediche. Il documento di riforma medica non è nemmeno firmato ed è stato redatto da un medico che non era certo un oculista. Forse ho dato fastidio a qualcuno, ci ho pensato molte volte ma non mi sono dato mai una risposta. Facevo il mio dovere e non solo. Una volta presi 350 mila lire di straordinario perché avevo dipinto l'archivio della caserma. Tanto che un capitano mi disse: “questo mese hai preso più tu di me”. Subito dopo essere stato messo fuori ho iniziato la battaglia per essere reintegrato. Ma non ho mai trovato un avvocato disposto ad aiutarmi: c'è chi mi chiede somme astronomiche o chi apertamente ti dice che non si metterà contro all'Arma. Ho perso anche mia mamma tre mesi dopo il congedo: aveva solo 44 anni, non aveva problemi di cuore ed è stata colta da un infarto improvviso. Io credo sia morta di dolore per quello che mi era successo: piangeva tutti i giorni».

TUTTI SORDI - Con il tempo Francesco ha dovuto rinunciare alle speranze di essere reintegrato ed ha iniziato altri lavoretti: imbianchino, magazziniere, vigilante non armato. Attualmente è disoccupato ed a questo punto si appella a qualche avvocato che possa aiutarlo ad ottenere almeno i danni morali delle sofferenze che ha dovuto subire. Ha scritto centinaia di lettere a presidenti della Repubblica, ministri, senatori, generali. Nell'ultima risposta ottenuta, si fa per dire, il ministero della Difesa comunica di non essere l'amministrazione idonea a recepire le sue istanze. E così continua l'italico e atavico rimpallo di responsabilità e competenze tra vari apparati. «Io intanto mi ritrovo con una famiglia da mantenere, tra qualche giorno diventerò papà di una bambina. E non mi posso godere al massimo questa gioia per tutto quello che ho sofferto. Le istituzioni a cui mi sono rivolto dove ce l'hanno il cuore? Quando un'azienda legge il mio curriculum si chiede: perché questa persona è stata riformata? Non potendo immaginare l'ingiustizia che ho subito può pensare che abbia fatto combinato chissà che cosa e perdo dei potenziali posti di lavoro. Finora sono stato più forte dell'esasperazione ma non so quanto potrò resistere».

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