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Cronache

“Voglio salutarti amico mio...” - Frediano non fare cazzate... Dimmi dove sei e ti vengo a prendere. “No Maurizio, questa volta non riesci a fermarmi, questa volta vado fino in fondo...” - Dimmi dove sei! “Sono davanti a una sede istituzionale, ne dovranno parlare per forza vedrai... vedrai che smetteranno di ignorarci, di sfotterci... e magari tua figlia troverà un po' di giustizia finalmente..” - Non pensare a mia figlia ora, pensa ai tuoi figli, pensa a te Frediano, pensa a vivere...dove sei? “No, basta Maurizio. Addio...” Click. Sono le 20.31 di martedì 12 febbraio, mentre Maurizio Luraghi chiama i Carabinieri cercando disperatamente di immaginare davanti a quale “sede istituzionale” si trovi l'amico, un uomo si sta versando benzina sui capelli, sul volto, sulla camicia.

Un secondo dopo è una torcia umana che urla di dolore e di rabbia fuori dai cancelli della RAI di Corso Sempione 27 - Milano, mentre il TG2 parla di campagna elettorale. Ora è all'ospedale di Niguarda e ha superato la notte, i medici dicono che è fuori pericolo, i giornali domani non ne parleranno più. La realtà della notizia è un po' più dura: Frediano non ha più il naso, non ha più la bocca, se ancora è in vita lo deve a un autista di tram che passava per caso. E badate: essere spento da un tranviere, come un mozzicone di sigaretta su un marciapiede, è l'atto di maggiore attenzione che Manzi abbia ricevuto dalla “società civile” milanese dall'ottobre scorso, da quando patteggiò la condanna a un anno e 8 mesi per aver simulato un attentato a suo danno con la complicità di un poco-di-buono.

Ma molto di buono, e di giusto, e di veramente rischioso c'era e c'è nelle denunce di “SOS RACKET E USURA” l'associazione che ha fatto da avanguardia alle indagini con nomi e cognomi sulle mafie degli strozzini, delle case popolari, dei cantieri, dei negozi, degli appalti pubblici in una Lombardia che va al voto “per Mafia” ma ha paura di sporcarsi le mani coi tipi difficili, disperati, ambigui, sporchi e incazzati come lui. Come quelli che, però, la Mafia l'hanno fronteggiata per davvero. E in prima persona. Eroe per qualche giorno Manzi lo era stato per tutti quando tutte le TV rubacchiarono il suo filmato sulla signora “Gabetti”, quella che si rivendeva appartamenti di proprietà pubblica con la scientificità di una immobiliare.

Ma le grida minacciose di Giovanna Pesco (condannata a tre anni e quattro mesi) e della figlia Anna Cardinale (due anni, ma già a casa per un vizio di forma) in Tribunale erano rivolte solo a lui. La fama “eroica” iniziò a complicarsi quando SOS RACKET E USURA fece arrestare Carlo Ferrigno, Prefetto di Napoli dal 2000 al 2003 e poi nominato Commissario Nazionale Antiracket fino al 2006: un'ottima scelta, Ferrigno pretendeva prestazioni sessuali dalle povere vittime che poi nemmeno aiutava. “Abbiamo avuto il merito di denunciare ciò che tutti sapevano e tutti tacevano” dichiarava Manzi, che non ha mai giocato il gioco del simpatico e non ha mai nascosto critiche e attacchi ai prestigiosi “colleghi” dell' antiracket, Commissari, Prefetti e Carabinieri compresi. Certo anche per questo quando fu beccato lui a fare il furbo, a tentare la truffa commissionando a un pregiudicato un falso attentato al suo chiosco di fiorista “per attirare l'attenzione sull'associazione” amici e nemici non poterono perdonare. Ma sbagliarono, e sbagliano, a dimenticare: dimenticare il coraggio e il valore delle inchieste di Manzi e di SOSRACKET per la pruderie da benpensanti che vorrebbe immacolati gli eroi che vivono nel fango e nel letame che circonda i bei quartieri e i bei Palazzi di Milano è una colpa più grave di un allarme farlocco. I giornalisti, i politici, i magistrati e i PM siano sospettosi e scaltri, ma non voltino la testa di fronte a quelle piste calde, inquietanti, pericolose, clamorose o per lo meno degne di verifica che un uomo ha firmato con il fuoco sulla pelle, povero, solo e senza protezione.

Leggendo sul sito sos-racket-usura.org le ultime inchieste e video-inchieste pubblicate, è forte la sensazione che Manzi abbia pestato troppi calli, troppi sospettabili, troppi insospettabili e troppe merde: “Queste le denunce inoltrate alla DDA di Milano contro molti comandi dei Carabinieri...” “Le ambulanze private di Catania e Provincia hanno il monopolio di tutti gli Ospedali”,”Intervista esclusiva a Barbara Luraghi: ho denunciato la 'Ndrangheta ma lo Stato mi ha abbandonato”, “L'Italia dei Valori del Comune di Napoli domani presenterà la proposta di sanatoria per gli occupanti abusivi: di fatto favorirà la Camorra...” “Ecco come abbiamo venduto oro e acquistato armi”, “ Discarica di Bollate, Sos Racket e Usura mostra come si scaricano rifiuti senza controllo”, fino all' “Esclusivo: per la prima volta i nomi dei boss che hanno decretato la condanna a morte di Frediano Manzi, Giulio Cavalli e due imprenditori”. Ci dice l'amico Maurizio Luraghi (anche lui condannato, e allora?) che Frediano vivrà quel tanto che basterà a provare ad ammazzarsi ancora. Milanesi, lombardi, signori candidati e società-civile: se si ammazza lui o lo ammazza la Mafia ce l'avremo, pesante, sulla coscienza.

Stefano Golfari

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