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Cronache
Domenico FilipponeDomenico Filippone

di Fabio Frabetti

Con molti sacrifici era riuscito ad entrare nel corpo provinciale delle guardie venatorie e ambientali. Aveva assunto quell'incarico nel territorio di Imperia con grande serietà ma come volte accade se in certi ambienti fai bene il tuo lavoro e magari ti imbatti in vicende scomode a qualcuno, rischi di essere isolato se non proprio licenziato.

ACCUSE PRETESTUOSE - Domenico Filippone è stato messo fuori dalla polizia provinciale nel gennaio 2012. Ancora oggi attende di avere i rapporti ufficiali nei quali è accusato di aver commesso abusi per lui totalmente inventati e presi come pretesto per allontanarlo. « Prima di licenziare una persona bisogna verificare che le cose di cui la si accusa siano verificate. Per fortuna ho una registrazione audio fatta da me stesso presso la stazione dei Carabinieri dove il comandante mi rivolgeva uno dei tanti rimproveri pretestuosi, per un appunto troppo lungo che avevo scritto, mi avvertiva che così facendo nei pasticci ci sarei finito io. Quello che probabilmente dava fastidio è che io denunciavo discariche abusive, controllavo i cacciatori, multavo le auto abbandonate nei boschi, di tutto e di più. E probabilmente questo non era gradito ed ero quindi uno scomodo da eliminare. Tutto questo accadeva esclusivamente nella giurisdizione di quel comandante, mentre invece nella restante parte del territorio provinciale tutte le forze di polizia mi stimavano e mi apprezzano tutt'ora . Prima mi hanno accusato di aver scavalcato in servizio un cancello di una villa per rimproverare i proprietari che stavano somministrando dei fitofarmaci illeciti: una di quelle persone è un parente di un poliziotto della Stradale. Scrissi al comandante per sapere come si chiamasse questo parente ma non mi fu mai rivelato. Per tutto questo ricevetti una sanzione disciplinare. Un'altra accusa allucinante fu quando venne contestata la mia presenza nel comune di Diano Marino quando invece mi trovavo a San Bartolomeo a Mare: il mio capo sosteneva che avrei fermato decine di automobilisti in modo illegale, in poche parole volevano farmi passare per un pazzo che voleva fare lo sceriffo per le vie della città»

PEDINATO E LICENZIATO - Domenico non riesce a darsi pace per essere stato licenziato ingiustamente e dopo aver tentato di difendersi da solo ora ha incaricato due avvocati per arrivare a capo della vicenda e per accedere a quegli atti che non gli sono mai stati consegnati. «Ho studiato per diplomarmi, ho fatto corsi di formazione, di tutto e di più per raggiungere il traguardo di quel lavoro. E poi mi sono capitati due superiori a Diano Marino che mi hanno rovinato la vita e la salute. Su di me sono stati scritti rapporti di servizio calunniosi e diffamatori per rovinare il mio futuro. Ancora oggi, dal gennaio 2012, non mi vogliono consegnare questi benedetti rapporti scritti dai carabinieri di nei miei confronti, in cui è contenuta la descrizione di quello che avrei fatto. Quando ero ancora in servizio, ogni giorno avevo alle costole i Carabinieri, seguivano la mia auto di servizio. Venivo sempre fermato per essere controllato. Mi imponevano continuamente di mostrare il mio tesserino, oppure mi accusavano di aver appena commesso un reato, totalmente inventato. Tutte le denunce che ho presentato alle varie procure (tra cui quelle di Torino e Genova) sono state archiviate. Mi si accusa di comportamenti ai limiti del codice penale durante e fuori dal servizio. Tutto falso, ora ho incaricato due avvocati perché da solo non riuscirò a vincere questa battaglia. Ho 44 anni, una mamma di 66 che forse ha i mesi contati per una brutta malattia ma non mollo e non mollerò mai fino a quando potrò dimostrare la mia innocenza»

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