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Cronache

 

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La decisione del Tribunale di applicazione delle pene di Bruxelles sulla concessione dei domiciliari con braccialetto elettronico a Marc Dutroux, che sta scontando la pena dell'ergastolo per avere torturato e ucciso diverse ragazzine negli anni '90, non sara' presa prima del prossimo 18 febbraio.

Il cosiddetto "mostro di Marcinelle" ha lasciato questa mattina il carcere di Nivelles, dove e' detenuto, per assistere all'udienza a porte chiuse al Palazzo di Giustizia di Bruxelles.

L'amministrazione penitenziaria ha gia' respinto due volte la richiesta della difesa di Dutroux, che pero' a partire dalla fine di aprile avra' scontato un terzo della pena ed ha quindi diritto a richiedere misure di riduzione. Secondo la stampa locale, che definisce Dutroux "il detenuto piu' odiato in Belgio", non c'e' quasi nessuna possibilita' che l'uomo possa ottenere il braccialetto elettronico. Polemiche hanno suscitato a Bruxelles le notevoli misure di sicurezza approntate per l'udienza di oggi: in realta', solo poche decine di curiosi oltre alla stampa si sono avvicinati al Palazzo di giustizia per vedere Dutroux.

Ha ucciso quattro delle sei bambine che ha sequestrato. Ora, il mostro di Marcinelle chiede di uscire di prigione. Continua la vicenda giudiziaria che ha infiammato il Belgio. Al palazzo di giustizia di Bruxelles sono state inserite misure di sicurezza eccezionali per la presenza, davanti ai giudici, di Marc Dutroux, condannato all'ergastolo nel 2004 per sei sequestri di bambine. Era stato un rapimento a sfondo sessuale, e si era concluso con la morte di quattro delle sue vittime.

In attesa del verdetto si scommette sulle possibilità che i giudici accettino la sua richiesta. Vengono ritenute  inesistenti, ma il semplice fatto che il detenuto 'più odiato dai belgi', come lo definiscono i media locali, abbia chiesto di accedere all'istituto della libertà condizionata ha suscitato un'ondata di indignazione nel Paese. Specie dopo che lo scorso agosto ad ottenere questo trattamento dal Tap è stata Michelle Martin, l'ex moglie e complice di Dutroux già condannata a 30 anni, che nonostante i ricorsi e le proteste dei familiari delle vittime è stata autorizzata ad uscita dal carcere per ritirarsi in un convento di suore Clarisse

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