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Cronache

di Lorenzo Lamperti

 twitter@LorenzoLamperti

Lo chiamavano il "broker di testate". Era accusato di rapporti poco chiari con Lele Mora e Fabrizio Corona. Qualcuno aveva parlato di un suo viaggio in macchina con Ruby Rubacuori. Ha passato quattro giorni in carcere durante Vallettopoli. Ora Marcello Silvestri, imprenditore ed ex editore, è stato assolto dall'accusa di riciclaggio. E racconta la sua vicenda in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Mi hanno massacrato, le mie attività hanno avuto gravi perdite e le banche mi sono stato addosso. Mora mi deve un sacco di soldi ma non lo sento più. Corona? Nessun tipo di rapporto". Sull'editoria: "La carta stampata è morta, ci ho perso 4 milioni di euro. Rientrerei solo sul web. Una volta ho proposto a Grillo un giornale a 5 Stelle..."

RICICLAGGIO, ASSOLTI SILVESTRI E FANTI

Marcello Silvestri e Ettore Renzo Fanti sono stati assolti dal tribunale di Chiavari dall'accusa di riciclaggio. I due, secondo le accuse della Procura, avevano ricevuto da Fabrizio Corona 650mila euro circa in 12 assegni circolari non trasferibili, dopo che il fotografo era finito sotto inchiesta. Secondo il castello accusatorio, formulato da Gabriella Dotto, il denaro era proveniente dallo "sfruttamento della prostituzione e delitto di bancarotta fraudolenta, per distrazione". L'accusa aveva chiesto due condanne a tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno oltre a un'ammenda di tremila euro. Marcello Silvestri era difeso da Gaetano Pecorella, mentre per Fanti, il collegio giudicante, presieduto da Elisabetta Vidali, stamani ha dovuto nominare un difensore di ufficio.

Marcello Silvestri, ripercorriamo le tappe della sua vicenda giudiziaria.Nel 2007 sono stato accusato da John Woodcock a Potenza per il riciclaggio dei soldi di Corona, nell'ambito dell'inchiesta che ha preso il nome di 'Vallettopoli'. Sono stato anche arrestato e ho trascorso quattro giorni in carcere. Poi il caso è stato trasferito al tribunale di Chiavari. Secondo l'accusa i soldi in questione provenivano dalle estorsioni di Corona. Ma non era vero niente. Il mio difensore, l'avvvocato Pecorella, ha dimostrato che questi denari provenivano da fondi bancari, tra l'altro antecedenti al presunto reato. Erano depositi fatti in tempi non sospetti e provenienti da un conto deposito dove c'erano fondi e obbligazioni bancarie. Tutto regolare, insomma.

L'inchiesta quali conseguenze ha avuto sulla sua attività imprenditoriale?

Le conseguenze sono state gravissime. All'improvviso mi sono ritrovato con le banche addosso. Mi hanno fatto dei rientri. Finire sui giornali e venire associato a Mora e Corona mi ha creato non poche difficoltà. Addirittura sono stato bollato come il "bancomat di Corona". Per fortuna non faccio una vita dispendiosa e sono riuscito a fare fronte a tutto quando. Ma comunque ho subìto delle gravi perdite. Hanno persino scritto che avrei accompagnato Ruby a Milano, salvo poi rettificare accortosi dell'errore. Ma i danni però me li avevano già fatti.

Che tipo di rappporti ha con Mora e Corona? 

Lele Mora io non l'ho più visto da quando è stato arrestato nel giugno del 2011. E non l'ho nemmeno mai più sentito, nonostante mi debba una montagna di soldi per le pagine di pubblicità che gli davo sui miei giornali. Quando è uscito dal carcere ho provato a chiamarlo due o tre volte perché mi deve una grossa cifra ma non mi ha mai risposto al telefono. Anche con Corona non ho mai più avuto rapporti. Nel 2010 mi voleva comprare Star Tv ma voleva pagarmelo quattro soldi e non gliel'ho venduto.

Quindi niente, non ci sono più neanche rapporti professionali?

No no, nessun rapporto neppure professionale. Neppure con Mora, anche se non ho niente contro di lui. Però non lo ritengo più un personaggio affidabile e non solo per i soldi ma per tutta una serie di cose che mi ha combinato.

Lei ora non è più nel mondo dell'editoria?

No, sono uscito definitivamente dal mondo dell'editoria. Il futuro può essere solo sul web. Il mondo dei settimanali e della carta stampata è in crisi profonda. Io sono riuscito a tenere in piedi le mie società e la mia concessionaria di pubblicità con grande fatica. Nel mondo dell'editoria ho perso circa 4 milioni di euro.

E non ci rientrerebbe più?

Mai dire mai, però lo farei solo per qualche prodotto innovativo, con forte connotazione sociale e che si distanzi da quello che sono i settimanali. Qulli non hanno futuro, ce ne sono tanti che nascono e muoiono nel giro di pochi mesi. Potrei fare qualcosa nel mondo dei social e qualcosa che si rivolga soprattutto ai mercati dell'Est. Per adesso ho solo un magazine che si chiama Stella d'Italia News, dedicato alle forze dell'ordine.

Qualche tempo fa la chiamavano "il broker di testate". Si riconosce in questa definizione?

Quando ho lasciato una testata l'ho fatto perché aveva cominciato a scendere. Quando ho preso Star Tv vendeva 90 mila copie, quando l'ho venduta ne vendeva 46 mila. E non perché fosse fatta male, anzi. Il problema è che tutto il mercato dell'editoria è sceso in maniera uniforme e quando me ne sono accorto mi sono fatto da parte. Anche per non essere tenuto alla gola dai distributori. Non ne valeva più la pena.

Dopo Vallettopoli sono arrivati il caso Ruby e le varie inchieste sulle escort. Lei che idea si è fatto di queste indagini?

C'è sicuramente un accanimento mediatico su fatti che dal punto di vista giuridico non hanno rilevanza. Eppure queste inchieste vengono fatte con un grande dispendio di soldi, energie e intercettazioni. Senza poi portare a niente, se non attacchi a persone come Berlusconi, che ha avuto il voto del 30 per cento degli italiani e che se si andasse a votare oggi probabilmente vincerebbe.

E se vincesse Grillo?

Grillo perderebbe molti consensi perché ha dimostrato di non saper scegliere le persone da mandare in parlamento. Tra l'altro io Grillo l'ho anche conosciuto, anni fa. Avevamo degli amici in comune e abbiamo trascorso insieme qualche weekend. Un giorno gli ho scritto e gli ho detto che una cosa come Il Movimento 5 Stelle non può essere portato avanti da un semplice blog ma che aveva bisogno di un vero giornale online con delle penne raffinate pronte a difenderlo. Lui non mi ha neppure risposto.

Se Grillo cambiasse idea e le chiedesse di creare un giornale "a 5 Stelle" acceterebbe?

Ora la cosa non mi interessa più, vista la consistenza dei personaggi che fanno parte del Movimento. Peccato, perché molte idee di Grillo le trovo anche giuste. Quando Bossi ha fondato la Lega l'ha fatto con un pensatore come Miglio. Gli uomini di Grillo invece non hanno nessuna preparazione di amministrazione pubblica e politica. E' gente trovata sulle pagine gialle.

Dopo questa esperienza come definirebbe la giustizia italiana?

Come in tutte le cose c'è una parte buona e una parte cattiva. Ci sono molti magistrati che cercano sempre di finire sotto i riflettori e conducono inchieste particolari proprio per andare sui giornali. Io però ci tengo molto a dire che sono stato giudicato da giudici molto preparati e corretti, che sanno fare il loro mestiere. E non lo dico perché mi hanno assolto: il tribunale di Chiavari è un caposaldo della parte buona della giustizia italiana. E dire che secondo i tagli previsti dal governo Monti avrebbe dovuto chiudere...

Tags:
marcello silvestriodisseavallettopoli
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