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Cronache
Lite sui mitici gozzi "Sciallino" tra fondatori e "salvatore"

In origine era stato l'amore per un marchio storico della nautica ligure, salvato dal fallimento. Quella "Sciallino" che produceva gozzi di grandissimo pregio, salvata nel 2012, ha "veleggiato" bene per un paio d'anni, nell'accordo tra Carlo Bassi, nuovo titolare e la famiglia Sciallino, orfana del fondatore Mario (scomparso nel 1994). Nuovi modelli, nuovo orgoglio. Fino alle liti sfociate in una durissima lettera da parte della famiglia. Che ha preso carta e penna e ha scritto a tutti i clienti: "Carissimi, il lungo silenzio che solo oggi interrompiamo è durato troppo. Non riteniamo più adeguato seguire ancora consigli "tattici" la cui prudenzialità ci è stata spesso oscura: per ns. carattere e per il dovuto rispetto al nome che portiamo abbiamo l'urgenza di chiarirci con Voi. La famiglia Sciallino non ha nulla a che fare con lo scempio mediatico che si sta compiendo oggi sul nostro nome, e con grave abuso del nostro marchio!! L'artefice di questa indecenza, il sig. Carlo Bassi, non è autorizzato ad usare il marchio Sciallino, né a potersi riferire - né tanto meno ispirare - alla storia dei Cantieri Navali Sciallino srl di Ceriale per la propria comunicazione mediatica. Meno che mai può menzionare Mario Sciallino tra i crediti delle sue attività ordierne, né millantare di proseguirne l'opera e la tradizione, avallando così proprie presunte competenze o esperienze nautiche". La logica conseguenza è che gli Sciallino si sono rivolti agli avvocati. Così, la storia va per carte bollate. E per comunicati stampa.

Carlo Bassi, l'imprenditore italo-svizzero di successo operante nei settori dell’editoria, della sanità e del motociclistico, ha infatti replicato: "Una settimana fa è stata inviata alla stampa una nota a firma di Gemma, Rosita e Stefania Sciallino, titolari della Cantieri Navali Sciallino, e di Cesare Mastroianni e Paolo Sciallino, (amministratori del Cantiere quando, nel 2010, l’azienda ha dovuto chiudere la produzione a causa della situazione di dissesto finanziario), in cui si accusa il sottoscritto di approfittare del nome Sciallino. Due giorni dopo, il Tribunale di Genova, con un decreto d’urgenza ex art. 700, ha diffidato tutti i firmatari della nota dal diffondere tale comunicazione". Premesso questo Bassi parte all'attacco: "Dal 2012 (ormai tre anni fa), mi sono impegnato, nonostante un mercato che avrebbe consigliato diversamente, a cercare di far sopravvivere prima, e di rilanciare poi, la storia e il prestigio di un prodotto italiano qual è il gozzo Sciallino. L’ho fatto investendo i miei soldi sulla base di accordi, contratti, impegni sottoscritti, ma soprattutto voluti e spesso insistentemente richiesti al sottoscritto dalla stessa famiglia Sciallino e dai suoi legali, creando ufficialmente e pubblicamente una “nuova” Sciallino, azienda che, fino a pochi mesi fa (aprile 2014), ha visto presente nella compagine societaria la stessa Rosita Sciallino, figlia del fondatore e contemporaneamente rappresentante legale della Cantieri Navali Sciallino e che, sempre secondo gli accordi sottoscritti, avrebbe dovuto essere partecipata per il 40% dagli stessi componenti della famiglia - scrive Bassi - Credo sia chiaro ed evidente come il nome Sciallino non sia stato carpito né sia utilizzato fraudolentemente dal sottoscritto. Non si spiegherebbe altrimenti come da tre anni nessuno, né il Tribunale di Savona e il Commissario a cui è affidato il concordato liquidatorio della Cantieri Navali Sciallino, né la famiglia fino ad ora, né alcuno dei creditori della Cantieri Navali Sciallino, abbia obiettato o agito per impedire l’esistenza e l’attività della Sciallino srl, attività peraltro molto promossa, pubblicizzata e presente sul mercato. E credo sia utile anche ricordare che il nome Sciallino, senza l’impegno del sottoscritto, da cinque anni sarebbe completamente sparito dal mercato. E con esso le belle barche che da un anno abbiamo cercato di riproporre, rinnovandole completamente con investimenti in progetti, ricerca e sviluppo e nuove produzioni".

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