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Cronache
Mose, ecco il memoriale di Galan. Tremano dieci imprenditori. I nomi

"Questa proprio non ci voleva...". L’ex senatore e imprenditore trevigiano Giacomo Archiutti è quantomeno deluso. "E pensare che con Galan ero in buoni rapporti, anche se saranno almeno 6 o 7 anni che non ci vediamo". Sarà anche così ma il patron di Veneta Cucine compare nella lista di imprenditori che l’ex Governatore del Veneto ha inserito nel suo memoriale sostenendo che "per il finanziamento della campagna elettorale delle elezioni regionali 2005 hanno consegnato denari alla sua segretaria Claudia Minutillo o direttamente a lui. Finanziamenti in nero, naturalmente. E poco importa se così fan tutti, perchè - sostiene il parlamentare azzurro nella sua memoria difensiva - "eventuali indagini sui candidati presidenti delle Regioni, nella massima parte evidenzierebbero situazioni simili". Archiutti – scrive il Corriere della Sera - "riuniva i contributi di vari suoi amici" e sovvenzionava così la campagna elettorale con 200mila euro. Lui scuote la testa, sconfortato. "Non è vero, non ho mai dato finanziamenti illeciti all’ex governatore. All’epoca ero senatore: quale vantaggio avrei potuto avere dal favorirlo? Ad ogni modo, se i magistrati vorranno sentirmi sono a disposizione".

Su tutte le furie il patron di Geox, Mario Moretti Polegato, che ha già contattato il suo avvocato Renato Alberini e ora annuncia azioni legali per difendersi dal sospetto di aver versato ventimila euro. Da Montebelluna, il re delle scarpe assicura: "In ordine a un mio asserito finanziamento illecito nel 2005 a favore di Giancarlo Galan, contesto fermamente ogni addebito, destituito di fondamento, e mi riservo di dare corso a ogni iniziativa del caso per la tutela della mia onorabilità". Secondo il suo legale, "ci possono essere i presupposti della calunnia, tanto più che è riportata in un documento agli atti di un’indagine importante. Si tratta di un’accusa gratuita e infondata, che crea dei gravi danni d’immagine al mio cliente". Cifre tra i cinquemila e i diecimila euro sarebbero state versate all’ex presidente del Veneto sia dal fondatore del porto turistico di Jesolo, Angelo Gentile (che ieri, per problemi di salute, ha preferito non commentare), sia dal direttore generale dell’Usl 6 di Vicenza, Ermanno Angonese.

Quest’ultimo non entra nel merito delle accuse ("Ma sono pronto a farlo con i magistrati") però tiene a fare alcune precisazioni: "Ero direttore generale quando Galan ancora doveva entrare in politica, e questo perché ho conosciuto tutti i presidenti della Regione e con ciascuno di loro ho instaurato un rapporto basato sulla trasparenza e la correttezza. Gli incarichi mi sono sempre stati assegnati sulla scorta delle mie capacità tecniche". In silenzio, almeno per ora, rimangono Giovanni Zillo Monte Xillo e il presidente di Serenissima Ristorazione, Mario Putin, che avrebbe pagato tra i diecimila e i ventimila euro. E zitti restano pure i due testimoni più importanti, ovvero gli imprenditori Gianpietro Zannoni e Andrea Mevorach, i cui soldi non sono mai arrivati a Galan, ma sarebbero stati intascati da Claudia Minutillo. E proprio quest’ultima, ieri si è detta «indignata» dalle insinuazioni di colui che per molti anni fu il suo capo.

Un altro nome di spicco che compare nel memoriale consegnato ai magistrati, è quello del vicentino Rinaldo Mezzalira, l’imprenditore della plastica scomparso nel 2007. L’ex governatore sostiene che avrebbe consegnato alla sua segretaria dell’epoca "50mila o 100mila euro". I figli, Alessandro e Gianmaria Mezzalira, si dicono "dispiaciuti per le affermazioni del signor Galan", anche perché coinvolgono un uomo "che, essendo deceduto, si trova nell’impossibilità di fare alcuna smentita". Ai giovani imprenditori, quindi, il compito di difendere la memoria del genitore: "Nostro padre conosceva Galan ma confermiamo che i finanziamenti effettuati in favore di partiti politici sono sempre avvenuti a norma di legge". E anche loro sono pronti alle vie legali "per tutelare l’onorabilità di nostro padre".

 

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