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Cronache
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Una sentenza che arriva 48 anni dopo la tragedia che investì la vita di una 29enne di Cosenza. La vittima era entrata nel 1965 nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Cosenza per partorire. E dopo la nascita del bambino, poichè soffriva di una grave  anemia, fu sottoposta a una trasfusione.

Il sangue che ricevette, però, era infetto. Conteneva un killer silente che, in breve tempo, portò la donna alla morte per il manifestarsi di un epatocarcinoma.

Ora, dopo quasi mezzo secolo, il Tribunale civile del capoluogo di regione ha condannato l’azienda provinciale di Cosenza e la Regione Calabria al pagamento di una cifra a cinque zeri come risarcimento dei danni subiti dai parenti della paziente deceduta..

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