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Attenzione ai nanomateriali. L'ennesimo avvertimento sull'argomento arriva dall'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambiente e lavoro francese. Alcuni di questi materiali microscopici presenti in molti prodotti di uso quotidiano - dai dentifrici alle batterie, passando per le vernici e l'abbigliamento -  sono "tossici per l'uomo" e possono avere effetti deleteri sull'ambiente. L'agenzia chiede pertanto che venga istituito "senza indugio" un "quadro normativo europeo".

Quali sono questi nemici invisibili? Particelle lillipuziane la cui dimensione è misurata in nanometri, o miliardesimi di metro. Si tratta di oggetti 50.000 volte inferiore allo spessore di un capello. Essi forniscono materiali a cui sono incorporati proprietà biologiche di grande interesse (resistenza, elasticità, adesione, conducibilità, reattività ...), che interessano una vasta gamma di settori. Ecco perché, negli ultimi dieci anni, i nanomateriali sono moltiplicati nella sfera della vita quotidiana, spesso all'insaputa del pubblico.

I test compiuti  sono basati su studi condotti in vitro e in vivo negli animali (ratti e topi) , e non sono quindi direttamente estrapolabili all'uomo, per il quale gli studi epidemiologici sono ancora carenti. Ma il quadro clinico non rende meno agghiacciante la situazione. Gli effetti di alcuni nanomateriali sugli organismi viventi sono "arresto della crescita, malformazioni o anomalie nello sviluppo o riproduzione" e "effetti" genotossici e cancerogeni" sul sistema nervoso centrale, reazioni di ipersensibilità e allergie. "Uno dei nanomateriali più diffusi, i nanotubi di carbonio (presenti ad esempio in articoli sportivi, attrezzature automotive o display flessibili), è particolarmente pericoloso.

 

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
I nanomateriali sono materiali i cui principali componenti hanno dimensioni comprese fra 1 e 100 miliardesimi di metro, secondo una raccomandazione adottata dalla Commissione europea. L'annuncio segna una tappa importante verso una maggiore protezione dei cittadini, poiché definisce chiaramente quali materiali richiedano un trattamento speciale mediante un'apposita legislazione.

Janez Potočnik, commissario europeo per l’ambiente, ha dichiarato in proposito: "Sono lieto di annunciare che l'UE ha proposto per prima una definizione univoca dei nanomateriali, da impiegarsi a fini normativi. Abbiamo stilato una definizione solida basata su contributi scientifici e un'ampia consultazione. L'industria ha bisogno di un quadro normativo chiaro e coerente per quest'importante settore dell'economia, mentre i consumatori meritano informazioni accurate su queste sostanze. Si tratta di un passo importante per affrontare gli eventuali rischi per l'ambiente e la salute umana, garantendo nel contempo che questa tecnologia possa esprimere tutte le sue potenzialità." I nanomateriali sono già impiegati in centinaia di applicazioni e di beni di consumo, dai dentifrici alle batterie, passando per le vernici e l'abbigliamento. Lo sviluppo di queste sostanze innovative costituisce un importante stimolo alla competitività europea, poiché sono caratterizzate da un potenziale significativo per compiere progressi in settori quali la medicina, la protezione dell'ambiente e l'efficienza energetica. Considerate però le incertezze che rimangono rispetto ai possibili rischi, è necessario disporre di una definizione chiara per garantire l'applicazione delle norme corrette in materia di sicurezza chimica.

La definizione aiuterà tutte le parti interessate, comprese le associazioni industriali, poiché apporta coerenza nella molteplicità di definizioni attualmente in uso nei diversi settori. La definizione sarà riesaminata nel 2014 alla luce dei progressi tecnici e scientifici. La raccomandazione costituisce inoltre la risposta all'impegno, assunto nel 2009 nei confronti del Parlamento europeo, di giungere a una definizione unica che sia applicabile a tutta la legislazione unionale interessata dai nanomateriali. La definizione adottata oggi si basa su un approccio che tiene conto delle dimensioni delle particelle che costituiscono il materiale, piuttosto che il rischio o il pericolo. L'enunciato definisce i nanomateriali un materiale naturale, accessorio o artificiale contenente particelle, in stato libero o sotto forma di aggregato o di agglomerato e nel quale, almeno il 50% di tali particelle nella classe di distribuzione numerica possiede una o più dimensioni esterne nella classe di grandezza 1‑100 nm. La definizione si basa sulla consulenza scientifica del Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (CSRSERI) e del Centro comune di ricerca (JRC). Una versione provvisoria della definizione è stata sottoposta a consultazione pubblica. Contesto I nanomateriali sono attualmente disciplinati da molteplici strumenti giuridici a livello unionale e nazionale. Le definizioni sono state tuttavia sviluppate ogniqualvolta se ne presentava l'esigenza e differiscono fra i vari settori, generando così oneri inutili per l'industria e ostacolando il dibattito pubblico sui rischi e i vantaggi di queste sostanze. Questa raccomandazione ha dotato i legislatori dell'UE di un riferimento giuridico sui nanomateriali utile per l'adozione di una nuova normativa o la modifica di quella vigente. L'esperienza maturata in relazione al primo termine per la registrazione, ossia il 30 novembre 2011, nell'ambito del regolamento REACH, che rappresenta la strategia globale per le sostanze chimiche, ha dimostrato che le aziende avevano bisogno di maggior chiarezza riguardo ai loro obblighi relativi ai nanomateriali. REACH svolge un ruolo essenziale ai fini della produzione di informazioni sulle proprietà dei nanomateriali in quanto sostanze chimiche. La definizione adottata agevolerà la valutazione eseguita da parte delle aziende nei fascicoli di registrazione e consentirà loro di determinare con precisione quando questi materiali devono essere considerati nanomateriali.

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