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"O la smette o gli sparo in bocca e finita li'": questa la minaccia nei confronti del giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian, emersa in un'intercettazione telefonica nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza e della Dda di Bologna su un'associazione a delinquere nel settore del gioco on line capeggiata da Nicola Femia (detto Rocco), ritenuto un importante esponente della 'ndrangheta, che ha portato a 29 arresti e al sequestro di 90milioni di euro.

Da questa conversazione, risalente a dicembre 2011, tenuta tra lo stesso Femia ed un faccendiere piemontese, Guido Torello (tra gli arrestati dalle Fiamme Gialle) gli inquirenti hanno deciso di mettere sotto protezione il cronista autore di inchieste sulla criminalità organizzata.

Il Femia, si era preoccupato di alcuni articoli in cui Tizian ne denunciava i legami con la criminalità organizzata calabrese. E nella telefonata si lamenta: "C'è un articolo sulla Gazzetta di Modena, sempre per quanto riguarda giochi o non giochi, e in mezza pagina parla di me questo giornalista, è già la seconda volta in due anni".

Così il Torello si informa: "Mi dici come si chiama il giornale e il nominativo e lo facciamo smettere immediatamente". Una volta ottenuta la risposta lo stesso faccendiere si mette a disposizione per contattare una terza persona a cui sottoporre la questione e a cui demandare il compito di far tacere il giornalista. "Dirò che c'è un giornalista che rompe le palle ad una persona che mi sta aiutando e gli dirò chi e' questo giornalista. O la smette o gli sparo in bocca e finita li'".

Allo stato dalle indagini dei finanzieri, comunque, non sono emersi riscontri su un suo concreto intervento. L'intercettazione si conclude con una considerazione del Torello: "Ti spiego. Sappi una cosa che ci sono due poteri in Italia. La magistratura ed i giornali". Poi la replica del Femia: "Lo so, i giornali sono peggio che la magistratura"

L'operazione, condotta dalla guardia finanza di Bologna, ha svelato un giro di video slot machine truccate e di gioco online (diffuso su territorio italiano ed estero) gestito da appartenenti alla criminalità organizzata.

La Guardia di Finanza di Bologna sta eseguendo in tutta Italia 29 ordinanze di custodia cautelare e sequestrando beni per oltre 90 milioni di euro nei confronti di appartenenti ad un'associazione a delinquere capeggiata da un importante boss della 'ndrangheta che dalla provincia di Ravenna dirigeva sul territorio nazionale ed estero, un'intensa attività illecita nel settore del gioco online e delle Video Slot manomesse.

I dettagli dell'operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa, presso la Procura della Repubblica di Bologna. Il capo dell'organizzazione, originario della Calabria, trasferito in Emilia Romagna per scontare un provvedimento di "obbligo di firma", è pregiudicato per diversi reati, tra cui traffico internazionale di stupefacenti e armi.

L'associazione a delinquere era dunque capeggiata dal boss n'dranghetista che dalla provincia di Ravenna, dirigeva sul territorio nazionale ed estero, anche attraverso estorsioni e sequestri di persona, l'attivita' illecita nel settore del gioco on line e delle video slot manomesse. "

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