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Cronache
slot machine

Di Enza Petruzziello

"Lo Stato è ipocrita. Tocca a noi intervenire". Il sindaco di Sapri Giuseppe Del Medico, piccolo comune nel cuore del Cilento in provincia di Salerno, è categorico. Occorre porre un freno al fenomeno del gioco d'azzardo. Come? Mettendo in campo gli unici strumenti a sua disposizione: il bilancio comunale. Nella prossima seduta della giunta verrà approvata una delibera con cui si intendono agevolare - con contributi e riduzione delle tasse comunali - le attività commerciali che decidono di dismettere gli apparecchi "della fortuna". Il progetto prevede anche la creazione di un luogo d'ascolto e di aiuto per i giocatori d'azzardo patologici.

"Non esiste più un pubblico esercizio che non abbia una slot machine al suo interno - spiega il primo cittadino -. Non solo nelle ricevitorie autorizzate, ma nei bar, nelle tabaccherie e addirittura nei ristoranti. Con la liberalizzazione del gioco stiamo correndo davvero seri rischi. Basti guardare gli ultimi dati che riguardano la Campania. Le persone dai zero ai cento anni giocano fino a cento euro al mese. Solo nel mese di dicembre 2012 si stima che nella nostra regione siano stati giocati 7mila milioni di euro. Una cifra incredibile".

Insomma una piaga che continua a crescere, e che in una piccola realtà fa ancora più rumore. "Ogni giorno al Sert arrivano decine di persone affette da gioco compulsivo. Vicino a Sapri c'è un centro commerciale con una sala giochi gremita fin dalle prime ore del mattino. Qui si incontrano giovanissimi e signore che al posto di fare la spesa giocano alle slot sperando in una fortuna che è soltanto illusoria. Così facendo si trascura la famiglia, gli affetti, la vita sociale. Quei soldi potrebbero essere spesi diversamente".

Certo è strano pensare che in un paese di 7mila abitanti la dipendenza del gioco sia così diffusa. "Al contrario - dice il sindaco Del Medico -, il fenomeno del gioco va di pari passo con l'impoverimento delle occasioni. Se non c'è interesse per altre attività, le persone si riversano nel gioco. E tutto ciò crea danni non solo dal punto di vista personale, ma anche al territorio e alle famiglie. Un fenomeno che purtroppo lo Stato italiano sottovaluta e dinanzi al quale preferisce chiudere gli occhi per ovvi interessi economici".

Ecco perché l'amministrazione comunale di Sapri ha deciso di intervenire in modo autonomo: premiando tutte le attività che si impegnano a dismettere le macchinette. Ci saranno dei contributi finanziari per il riammodernamento dei locali e delle agevolazioni fiscali sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti. "L'idea - continua Giuseppe Del Medico - è nata guardano a ciò che è stato fatto a Trento. Non potendo chiedere agli esercizi commerciali di chiudere o di spostare gli orari di apertura, perché la legge lo vieta, abbiamo deciso di muoverci con attenzione nel rispetto delle norme esistenti. La nostra amministrazione vuole dare un segno forte di distacco dalla dipendenza al gioco. Non possiamo più fare finta. Ce lo chiede la comunità e la nostra coscienza. Inviteremo le forze dell'ordine a darci una mano perché non dimentichiamo che anche gli interessi della malavita nel gioco d'azzardo sono molto forti".

 

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