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Cronache

di Guido Camera

Il commissario Montalbano sarebbe inorridito. L'investigatore inventato da Andrea Camilleri, infatti, risolve in modo formidabile gli intrigati casi che gli capitano con un costante pizzico di sana anarchia. Spesso fugge dal Commissariato e dalla Questura per rifugiarsi, nel bel mezzo di un'indagine, a riflettere su prove e indizi, bevendo "cicaronate" di caffè e bruciando innumerevoli sigarette, in un ristorante, sul molo di Vigata o sulla verandina di casa sua.

Secondo i giudici del Tar di Trento, Montalbano potrebbe però essere un "fuorilegge", alla stregua di un poliziotto in forza alla Questura del capoluogo trentino che, appena giunto sul luogo di lavoro, prima di farsi assorbire dai suoi impegni, aveva pensato di prendere un caffè e una bottiglietta d'acqua dal distributore automatico. E che per questa piccola pausa era stato sanzionato dai suoi superiori con un provvedimento disciplinare. "Non sembra certo decoroso andare a prendere il caffè immediatamente all'inizio del turno, quando si presume che una persona abbia già fatto colazione", scrivono i giudici trentini nella loro decisione.

Ed ancora: "Il ritiro di acqua e del caffè dal distributore automatico non appare certo l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito ma solo un comportamento non conforme a canoni di diligenza e scrupolo professionale". Non conosco i dettagli del caso esaminato dai giudici di Trento, oggi riportato dalla Corriere della Sera, ma, in termini generali, le loro considerazioni mi paiono però riduttive e un pò troppo moralistiche.

La pausa caffè, almeno nella mia esperienza, è infatti utile per lo spirito e anche per migliorare quantità e qualità del lavoro. Può essere un momento di socialità nell'arco di una giornata dove stress e competizione la fanno da padroni. Ma può rivelarsi anche un momento prezioso per risolvere un problema di lavoro o una controversia. Do fronte alla tazzina bollente, infatti, si stemperano le tensioni, si possono capire meglio le ragioni di chi ci si contrappone, ci si dà la carica quando la stanchezza prende il sopravvento e ci annebbia l'intelletto. Se la pausa caffè assorbe tutta la giornata di lavoro, è un conto, ma se si riconduce a qualche minuto nell'arco dell'intera giornata, mi sembra che sia un sacrosanto momento di stacco dalle ansie della quotidianità. Da non lasciare raffreddare.

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