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Cronache

Modificato il calendario del processo Ruby. I giudici hanno stabilito che la sentenza per Silvio Berlusconi arriverà comunque dopo le elezioni. L'ultima udienza è stata infatti fissata per l'11 marzo. In aula, gli avvocati dell'ex permier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno chiesto di sospendere il dibattimento e di rinviarlo a dopo le elezioni perché entrambi sono candidati, uno al Senato e l'altro alla Camera.

GIUDICI, NO A RINVIO PER CAMPAGNA ELETTORALE - I giudici del tribunale di Milano hanno respinto la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi di sospendere il processo Ruby fino a dopo il voto. Gli avvocati, Niccolo' Ghedini e Piero Longo, avevano fatto presente di non poter svolgere la loro campagna elettorale, in quanto candidati, a causa del processo, ma la loro istanza e' stata bocciata perche' ritenuta "generica". A questo punto, c'e' la certezza che la sentenza sara' dopo il voto.

La prossima data e' quella del 28 gennaio, quando sara' ascoltata l'ultima testimone, la mamma di Ruby. La difesa di Silvio Berlusconi potrebbe pero' chiedere nuovi testimoni il 4 febbraio e se i giudici dovessero accogliere questa richiesta slitterebbe la requisitoria altrimenti prevista per l'11 febbraio. SENTENZA PREVISTA 11 MARZO MA POTREBBE SLITTARE ANCORA - La sentenza a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby e' prevista allo stato dei fatti, per l'11 marzo prossimo, a elezioni gia' concluse, ma potrebbe slittare ulteriormente se il tribunale decidesse di sospendere le udienze per la campagna elettorale. Il calendario delle udienze al momentosarebbe prevede il 28 gennaio l'audizione della mamma di Ruby), l'11 febbraio la requisitoria, e altre udienze indicate sono il 4 e dell'11 marzo.

BOCCASSINI A GIUDICE, NO PAUSA; REQUISITORIA PRIMA DEL VOTO - Il Presidente del Collegio davanti al quale si svolge il processo Ruby, Giulia Turri, ha invitato il Procuratore aggiunto, Ilda Boccassini e il Pm Antonio Sangermano, a prendersi una "pausa di riflessione" prima di svolgere la requisitoria e posticiparla cosi' a dopo le elezioni, e non l'11 febbraio, come previsto dal calendario ipotizzato dal Tribunale. 'L'invito' del giudice e' stato pero' respinto dai rappresentanti della pubblica accusa. "Se lei chiede ai Pm se vogliono fare un momento di riflessione prima della requisitoria - ha detto Boccassini - la risposta e' no, la Procura non puo' essere gravata da un peso che non le compete". Boccassini ha spiegato che il processo Ruby e' relativamente "semplice perche' ha solo un imputato", anche se "l'istruttoria e' stata complicata". Il giudice Turri ha fatto presente alle parti che il calendario e' condizionato dal fatto che un membro del Collegio e' stato trasferito in un altro Tribunale e lo stesso Collegio davanti al quale si celebra il processo Ruby deve dare la priorita' nelle prossime settimane ad altri procedimenti con imputati detenuti. Dunque, allo stato, il calendario sarebbe questo: il 28 gennaio dovrebbe essere sentita l'unica testimone rimasta (la mamma di Ruby), l'11 dovrebbe svolgersi la requisitoria, visto il 'no' opposto dalla Boccassini al "momento di riflessione", e altre udienze indicate sarebbero quelle del 4 e dell'11 marzo. In sostanza, requisitoria prima del voto e sentenza dopo. Un calendario per ora solo ipotizzato perche' il Tribunale si e' riunito in Camera di Consiglio per decidere sulla nuova richiesta di sospensione presentata dai difensori di Berlusconi per motivi elettorali.

GHEDINI, STOP A PROCESSO O IMPOSSIBILE CAMPAGNA ELETTORALE - Nicolo' Ghedini, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, chiede di sospendere il processo Ruby fino a dopo il voto perche' altrimenti lui, il suo collega Piero Longo e lo stesso ex premier non possono occuparsi della campagna elettorale. In apertura dell'udienza del processo in cui Berlusconi e' accusato di concussione e prostituzione minorile, Ghedini ha fatto presente ai giudici che e' avvenuto ieri mattina il deposito definitivo delle liste elettorali dalle quali si evince anche la sua candidatura e quella di Longo in Veneto. "E' quindi aperta la campagna elettorale - ha affermato Ghedini - e stamattina saremo dovuti essere a una riunione per il coordinamento di questa, nella quale conta il voto di lista e, se non si raggiunge un determinato quorum di voti, nessuno viene eletto". Ghedini si e' definito "molto amareggiato" perche', nell'ambito di una "leale collaborazione col tribunale, "non si senta l'esigenza di consentire ai parlamentari uscenti di contribuire alla campagna elettorale". "O facciamo campagna elettorale o ci occupiamo dei processi - ha insistito il difensore di Berlusconi - certo si puo' rinunciare al mandato perche' nessuno e' indispensabile e valutare se nella sede di Milano si possa fare ancora questo processo, valutando anche che in Corte d'appello si vuole fare la requisitoria del processo Mediaset prima delle elezioni". Ghedini ha inoltre ricordato che nel 2001, 2006, 2008 e 2010 "abbiamo sempre avuto il rinvio per la campagna elettorale". Se il tribunale non dovesse accogliere ancora, come gia' accaduto in passato, la richiesta di sospendere il processo, "valuteremo il da farsi", ha aggiunto Ghedini. Una delle mosse possibile sarebbe rinunciare al mandato di avvocato che significherebbe attendere la nomina di un sostituto e quindi far trascorrere il tempo. "Crediamo francamente che un mese di rinvio, con la sospensione della prescrizione, sia una cosa non perniciosa per i tempi del processo", ha concluso Ghedini davanti ai giudici.

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