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Cronache

di Antonino D'Anna

Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E adesso Francesco: mai come negli ultimi 70 anni la figura del demonio è tornata in auge nella Chiesa. E mai come in questi ultimi 40 anni si è tornati a parlare del ruolo dell'esorcista, sacerdote appositamente formato e autorizzato dal proprio Vescovo diocesano per scacciare i diavoli nel nome di Cristo. Perché da secoli la Chiesa ha riservato questo particolare ministero (chiamato esorcistato) proprio a sacerdoti di provata fede, per evitare che qualche laico si lanci in operazioni a rischio. L'esempio più banale, senza immaginare scene degne de “L'esorcista” (1973): molto spesso un indemoniato di corporatura gracile è capace di sollevare mobili molto pesanti o parlare lingue sconosciute. Senza contare che senza l'adeguata fede e preparazione il combattimento contro Satana potrebbe risultare vittorioso per il Nemico di Dio.

 

 

PIO XII CONTRO SATANA E HITLER- Se guardiamo al XX secolo, uno tra i Papi esorcisti è Pio XII, Eugenio Pacelli. Si narra che il “Principe di Dio”, durante la seconda Guerra mondiale, ogni mattina all'alba celebrasse un esorcismo diretto a liberare Adolph Hitler dal Maligno. In effetti il Fuhrer. La notizia è confermata dal gesuita Peter Gumpel, postulatore della causa di beatificazione di Pio XII e da Andrea Tornielli, che ne ha scritto su “30 giorni”, il mensile diretto da Giulio Andreotti, nel 2002: “Nei momenti più bui della guerra, Pio XII tentò più volte di 'liberare' l’anima del Führer dal diavolo, con tutte le invocazioni previste nel rito dell’esorcismo: 'Nel nome di Gesù, satana, vattene… Tu che sei stato sconfitto nel mar Rosso da Mosè, tu che venivi scacciato da Saul grazie ai salmi cantati da Davide, tu che sei stato dannato nella persona di Giuda…'”. Il problema dell'esorcismo “a distanza” è che, come ha anche detto padre Gabriele Amorth, 50.000 esorcismi all'attivo e decano degli esorcisti italiani, è necessario che l'esorcizzando sia presente e consenziente, altrimenti c'è poco da fare. Ma Pacelli ci tentò lo stesso.

Da Pio XII (foto) a Francesco, i Papi esorcisti.

PAOLO VI, IL DIAVOLO CONTRO IL CONCILIO- Ancora. È il 29 giugno 1972 quando Giovanni Battista Montini, dal 1963 papa Paolo VI, lancia l'allarme. Nella sua famosa omelia di quel lontano giovedì, avverte: “Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida della Chiesa... Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza...”. Montini dà la sua spiegazione: “Crediamo in qualche cosa di preternaturale (il Diavolo) venuto nel mondo proprio a turbare, per soffocare, i frutti del Concilio ecumenico e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno di gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di sé”. E il 15 novembre dello stesso anno: “Uno dei bisogni maggiori della Chiesa è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa (...) Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifi uta di riconoscerla esistente (...) È il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero e con proditoria astuzia agisce ancora: è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana”.

GIOVANNI PAOLO II E GLI ESORCISMI- Passa il pontificato di Paolo VI, i 33 giorni di Albino Luciani come Giovanni Paolo I, e il 16 ottobre 1978 viene eletto al Soglio Karol Wojtyla. Il Papa polacco non ha paura di fare esorcismi: l'esordio, però, è da autodidatta. Nel 1980, racconterà nel 2005 al “Giornale di Sardegna” monsignor Ottorino Pietro Alberti, vescovo emerito di Cagliari, ebbe modo di portare una donna a farsi esorcizzare da Giovanni Paolo II. Così narrò la vicenda: “Io mi trovavo in Vaticano, in udienza dal Pontefice. All'epoca ero vescovo di Spoleto e nella mia diocesi c'era questa giovane donna chiaramente posseduta. Avevo incaricato del caso un sacerdote molto capace, davvero un sant'uomo, ma non riusciva a ottenere niente”. E così Alberti va da Wojtyla, ricordandogli il precedente storico: un esorcismo operato da Pio XII proprio su una spoletina. Giovanni Paolo II si dice d'accordo e la riceve nel suo appartamento. “Entrammo in Vaticano e attendemmo in una stanza. All'improvviso la donna si agitò, cominciò a reagire: in modo misterioso aveva percepito l'arrivo del Papa, che qualche attimo dopo comparve alla porta”. Wojtyla – racconta monsignor Alberti – non aveva mai effettuato un esorcismo prima di allora. Alberti portò i libri per il rituale e indicò gradualmente al Papa polacco i passi da recitare. L'indemoniata si agitava, urlava, per tenerla ferma ci vollero il marito della donna e don Stanislao Dziwisz, il segreterio particolare del Papa: ma in 20 minuti la donna fu liberata. Il commento finale di Wojtyla, uscendo dalla stanza, fu: “Mammamia che scena biblica, apocalittica”.

(Segue: Satana chiamava Karol "Vecchiaccio". Ma ha ancora più paura di Ratzinger...)

Tags:
francescowojtylaratzingermontiniesorcismo
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