Nuova scossa di terremoto al Sud? La paura viaggia in Rete

Dopo il forte sisma di magnitudo momento 4.9 che si è verificato lo scorso 29 dicembre con epicentro a Piedimonte Matese, in provincia di Caserta torna l'allarme sismico in tutto il Sud

Sabato, 26 aprile 2014 - 06:44:00

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serà seri danni su tutto il meridione. Questo è il parere di alcuni. Dopo il forte sisma di magnitudo momento 4.9 che si è verificato lo scorso 29 Dicembre 2013 con epicentro a Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, la popolazione di tutto il meridione ha paura che un altro evento sismico di forte intensità possa verificarsi entro i prossimi mesi. Ricordiamo che continue scosse di assestamento si stanno verificando ancora a Gubbio e nel Matese. Ma quanto può essere vero che si verifichi un forte terremoto? Molti ipotizzano - secondo quanto riporta Blasting.News - come epicentro lo stretto di Messina, altri regioni più a nord.

Quanta probabilità c'è che ciò accada? Non si ha mai la certezza, dicono gli esperti, che un determinato evento sismico possa accadere in un determinato luogo e in un preciso momento. Tutt'oggi si possono prevedere con lieve anticipo le esplosioni vulcaniche, ma non i terremoti. Si possono però fare ipotesi: iniziamo col dire che la penisola Italica è tutta altamente sismica e tuttora sotto i nostri piedi, senza che ce ne accorgiamo, numerose faglie si stanno muovendo

Gli scienziati, inoltre, hanno visto analizzando i terremoti degli ultimi secoli che maggiore è la magnitudo della scossa principale e maggiore probabilità c'è che le scosse di assestamento o una successiva scossa sia più forte della precedente (come avviene tutt'oggi in Grecia). Questo perchè una volta avuta la frattura rocciosa, con una scossa di modesta intensità, si va ad accumulare all'interno della roccia stessa sempre più energia che viene successivamente liberata con un'altra scossa sismica.

 

italia terremoti (3)

 

PERICOLO TUTTO ITALIANO
L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo
, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il territorio e per l’intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinando un impatto sociale ed economico rilevante. La sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia. Dall’andamento della linea nell’immagine si capisce perché, di fatto, solo la Sardegna non risenta particolarmente di eventi sismici.

 

CLASSIFICAZIONE SISMICA
Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata sulla classificazione del territorio, in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche. La legislazione antisismica italiana, allineata alle più moderne normative a livello internazionale prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane. Sino al 2003 il territorio nazionale era classificato in tre categorie sismiche a diversa severità. I Decreti Ministeriali emanati dal Ministero dei Lavori Pubblici tra il 1981 ed il 1984 avevano classificato complessivamente 2.965 comuni italiani su di un totale di 8.102, che corrispondono al 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione. Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.

 

EMERGENZE RISCHIO SISMICO
In 2.500 anni, l’Italia è stata interessata da oltre 30.000 terremoti di media e forte intensità superiore al IV-V grado della scala Mercalli, e da circa 560 eventi di intensità uguale o superiore all’VIII grado Mercalli. Solo nel XX secolo, 7 terremoti hanno avuto una magnitudo uguale o superiore a 6.5 (X e XI grado Mercalli). Terremoti disastrosi come quello della Val di Noto del 1693 (XI grado della scala Mercalli), o il lungo periodo sismico del 1783 in Calabria (che raggiunse l’XI grado della scala Mercalli), hanno lasciato ferite profonde sul territorio e segni riconoscibili degli interventi di recupero e ricostruzione. Negli ultimi quaranta anni, i danni economici causati dagli eventi sismici sono stati valutati in circa 80 miliardi di euro, a cui si aggiungono i danni al patrimonio storico, artistico e monumentale (fonte Protezione Civile).

 

LA SCOPERTA
La 'transizione di fase' dell'olivina innesca i terremoti che si verificano a oltre 400 chilometri di profondita'
. Lo studio della University of California di Riverside e' stato pubblicato sulla rivista Science. Il gruppo di ricerca del geologo Harry Green ha scoperto che i terremoti di grande profondita' vengono innescati da questo meccanismo di rottura ad alta pressione. Il meccanismo era gia' stato ipotizzato ma finora i sismologi non erano riusciti a trovare un segnale sismico nella Terra che lo confermasse.


Ora, gli scienziati sono riusciti a dirimere la questione mostrando come questi terremoti profondi possono essere simulati in laboratorio tramite un nuovo tipo di apparato che permette di osservare e analizzare i campioni di roccia usando la radiazione di sincrotrone. La simulazione ha riprodotto le condizioni dell'interno della Terra e ha permesso agli scienziati di registrare e analizzare i ''terremoti'' generati nei piccoli campioni in tempo reale. In questo modo, gli scienziati sono riusciti a scoprire che i terremoti a grane profondita' si verificano solo entro una ristretta gamma di temperature che induce una particolare transizione di fase nel minerale olivina.

 

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