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Cronache
Stimolazione cerebrale sempre più efficace contro Parkinson e autismo

Recenti studi hanno evidenziato come la stimolazione cerebrale profonda può produrre risultati eccellenti nella cura di diverse patologie. Ad esempio "nel caso di pazienti colpiti dal Parkinson sono state elaborate procedure che permettono al paziente di riprendere la normale attività", ha sottolineato il professor Jean-Paul Nguyen, responsabile di Neurochirurgia dell'Ospedale Universitario di Nantes, in Francia. "E' un peccato che, per questa malattia molto comune e molto invalidante, siano ancora pochi i pazienti che vengono sottoposti a questo tipo di cura".

In particolare la stimolazione cerebrale profonda utilizza un impianto chirurgico simile ad un pacemaker per inviare impulsi elettrici al cervello. Attraverso il posizionamento di questi elettrodi si stimolano certi gruppi di neuroni applicando una corrente elettrica bassa per aumentare o inibire la loro attività.

Non a caso secondo uno studio condotto da Carsten Buhmann della University Medical Center Hamburg-Eppendorf, pubblicato sulla rivista Neurology, questo tipo di stimolazione profonda potrà sempre di più aiutare le persone affette dal morbo di Parkinson a tornare a guidare con facilità un'automobile. I test hanno coinvolto ventitrè partecipanti affetti dal morbo con stimolatori cerebrali profondi, ventuno affetti dal morbo senza stimolatori e ventuno sani. Le prestazioni alla guida sono state valutate attraverso l'uso di simulatori. Dai dati raccolti è emerso che i pazienti con Parkinson senza stimolatori hanno avuto prestazioni peggiori rispetto ai partecipanti di controllo e a quelli dotati dell'impianto. E non solo: la stimolazione è risultata piu' efficace nel ridurre gli errori alla guida del levodopa, comunemente utilizzato per il trattamento della malattia.

Del resto già studi precedenti avevano evidenziato come la stimolazione cerebrale profonda ha migliorato i sintomi autistici di un bambino. Il trattamento che si basa su elettrodi impiantati profondamente nel cervello gli ha permesso finora di vivere una vita più normale. Questa terapia ha indotto il bambino a parlare, dicendo alcune parole. Lo studio della Ohio State University Wexner Medical Center di Columbus è il primo che descrive i risultati dell'uso della stimolazione cerebrale nell'alleviare i sintomi dell'autismo. Il bambino, che aveva 13 anni all'epoca di questo intervento sperimentale, soffriva di severi sintomi autistici, era incapace di parlare e di avere contatto visivo, si svegliava urlando spesso durante la notte e aveva tendenze autolesionistiche. I dottori sono riusciti a stimolare una parte dell'amigdala e la terapia ha migliorato i sintomi del bambino. La stimolazione di altre parti del cervello non aveva alcun effetto o peggiorava i suoi sintomi. Dopo otto settimane di stimolazioni elettriche continue, il bambino è passato da severamente a moderatamente malato e ha avuto un miglio controllo di se'. Dopo sei mesi è riuscito a dire le sue prime parole.

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