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Sono 500 le persone "accompagnate alla morte" in Svizzera dall'organizzazione di assistenza al suicidio Exit nel 2012. Ieri Exit della Svizzera tedesca (alla quale fa capo anche il Ticino) aveva annunciato di aver aiutato 356 persone.

A questi si aggiungono le 144 assistite dall'associazione sorella ma indipendente romanda, che aveva fornito il suo bilancio già in febbraio. Nel 2011 i suicidi assistiti erano stati 305 per l'organizzazione svizzero-tedesca e 111 per quella romanda. La prima conta quasi 70.000 membri, la seconda circa 18.000. In Svizzera l'assistenza al suicidio non è punita se non è dettata da "motivi egoistici" (art. 115 del Codice penale).

LE POSIZIONI A FAVORE DEL SUICIDIO ASSISTITO - Chi vuole metter fine ai suoi giorni ha diritto di farlo, anche facendosi aiutare da altre persone: è la posizione espressa da Pro Senectute in un documento destinato a essere usato come riferimento nell'attività di consultazione dell'organizzazione. L'associazione attenta ai diritti degli anziani ricorda innanzitutto che l'aiuto al suicidio, se non operato per motivi egoistici, è legale in Svizzera. Pro Senectute Svizzera ha elaborato un documento sul suo atteggiamento in merito al morire "bene e in modo dignitoso". La Fondazione vi puntualizza la sua posizione nei confronti del suicidio delle persone anziane. Pro Senectute si impegna per un "invecchiamento di qualità". In quest’ordine di idee rientra anche la questione delle condizioni-quadro indispensabili per "morire bene".

LE CARTE DI AFFARI/ Il documento integrale di Pro Senectute a favore del suicidio assistito

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Il premio Nobel per la Medicina nel 1974 sceglie il suicidio assistito

Nel documento sulla posizione di Pro Senectute  , la Fondazione riconosce alle persone che desiderano suicidarsi il diritto di farlo e anche di mettere fine alla propria vita ricorrendo all’aiuto di terzi. Pro Senectute si impegna inoltre a favore degli sforzi di prevenzione del suicidio nell’anzianità e per la realizzazione di misure atte a mitigare le sofferenze dei morenti, per esempio affinché si riconosca in tempo utile la depressione della persona anziana o siano allocati mezzi adeguati per le cure palliative. Il dibattito sul suicidio e sull’aiuto organizzato al suicidio sono espressione tangibile d’un mutamento della società. Il pensare in termini utilitaristici non si arresta neppure di fronte alla morte. Per Pro Senectute sia una buona morte al momento giusto – forse anche per decisione propria – come pure cure dignitose alle persone che si stanno lentamente spegnendo devono avere un loro posto nella società.

L'organizzazione auspica quindi una cultura che rinunci a un potere assoluto sulla vita e sulla morte. E all'autorità viene richiesto di garantire un degno accompagnamento a chi sta per morire: si tratta per per esempio di mettere a disposizione le necessarie risorse per le cure palliative.

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