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Cronache
"Toyota Way": i processi per salvare le aziende diventano anche stile di vita

Di Andrea Radic

Genchi Genbutsu "Andare alla fonte” per scoprire i fatti in base ai quali poter prendere le giuste decisioni, raccogliere consensi e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Kaizen "Continuo miglioramento”. Visto che un processo non potrà mai essere definito perfetto, c'è sempre spazio per eventuali miglioramenti.

Sono due dei principi che stanno alla base del "Toyota Way", una filosofia del management che, applicata con processi innovativi, al ciclo produttivo e gestionale delle aziende, può, e in molti casi riesce, a migliorare significativamente le performance. Il libro di Jeffrey K.Liker e dell'Italiano Luciano Attolico, presentato alla Libreria Hoepli dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Perrino, illustra, spiega e guida il lettore all'applicazione delle strategie e dei principi.

In quest'opera, l'autore vuole condividere con il lettore il rigore e l'atteggiamento necessari e imprescindibili per comprendere e applicare la filosofia del lean thinking. Sintetizzando in pochi, precisi insegnamenti fondamentali, si pone l'obiettivo di "creare delle aziende forti e delle forti personalità", aiutando a guardare la realtà con quella predisposizione d'animo che i primi attuatori del metodo trasmettevano all'interno di Toyota, primo gruppo automotive al mondo, e ai loro collaboratori in modo continuo e con convinzione incrollabile.

Il libro nell'edizione italiana, è arricchito da "case history" di successo che dimostrano come aziende del nostro Paese, di settori produttivi diversi e con differenti caratteristiche, siano letteralmente rinate, grazie ai principi declinati da Attolico. Due testimonianze hanno arricchito la presentazione. La prima portata da Fabrizio Borgonovo riguarda la "Husqvarna Italia" azienda produttrice di tosaerba che ha convintamente applicato i principi coinvolgendo le proprie persone a tutti i livelli e maturando via via una condivisione di strategie e obiettivi, prima inimmaginabile nel proprio contesto occupazionale.

La produzione è quasi raddoppiata, la gestione dei magazzini e degli ordini oggi ha performance molto migliori sia in termini di tempo che di qualità. E i sindacati, prima sospettosi e reticenti, hanno successivamente apprezzato e condiviso il nuovo corso. Ma gli stessi brillanti risultati li ha ottenuti Beppe Scotti titolare del gruppo Ethos, ristoranti italiani, con particolari miglioramenti nella gestione delle risorse umane, nella motivazione dei singoli dipendenti, e riducendo drasticamente una serie di piccoli sprechi che però nell'insieme andavano a gravare pesantemente sul conto economico.

Oggi i 5 ristoranti del gruppo operano con policy condivise, ottimizzando le risorse e contenendo i costi vivi di produzione. Regole per rigenerare le aziende, ma anche principi di comportamento personale, uno stile di vita che può, con la dovuta misura, cambiare in meglio il nostro quotidiano.

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