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Cronache
cadavere usa 300

Dopo averla stordita con una bottiglia, l'ha soffocata con un cuscino per poi strangolarla con la cintura dell'accppatoio. Ecco come un uomo di 66 anni ha ucciso sua moglie. "Volevo mettere fine alle sue sofferenze", si è giustificato lui. Già, perché la donna, che aveva 73 anni, soffriva  di una grave forma di demenza. Il tribunale lo ha però condannato a sette anni e mezzo di carcere per omicidio: "Non è stata la sua sposa a chiedergli di ucciderla".

La decisione è stata presa dal tribunale svizzero di Lenzbourg. Tuttavia, la corte non ha del tutto accolto la richiesta del pubblico ministero, che aveva proposto una pena di dieci anni. La difesa aveva invece richiesto una pena limitata a due anni e mezzo con parziale grazia per crimine passionale.

Nella sentenza del giudice, il presidente del tribunale ha sottolineato il carattere brutale dell'azione omicida. Il fatto che l'uomo ha agito sotto l'influsso emotivo non lo scusa, insomma, anche se ha mostrato rimorso. Il dramma si èprodotto nell'ottobre 2010, quando la donna è stata colpita da una tremenda crisi non riuscendo più a parlare.

Erano già due anni che la malattia le era stata diagnosticata e che la vita si era fatta sempre più difficile. Fino a che l'uomo non ha deciso di farla finita. "Non avevo piùle idee chiare, non riuscivo più a ragionare. Vivevamo in un incubo", si è difeso l'uomo a giustificazione del suo gesto.

Traumatizzato dagli avvenimenti, l'uomo aveva già dovuto vedere sua sorella in uno stato vegetativo per alcuni mesi prima di morire. Dopo l'omicidio, ha lasciato il corpo della moglie sul letto, si è messo a dormire e non è più ritornato al lavoro. Avvertita dal datore di lavoro, la polizia si è recata sul posto cinque giorni dopo il fatto e ha scoperto il cadavere della donna. L'uomo ha immediatamente confessato di essere il colpevole. Ora la sentena.

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