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Cronache
Uomo muore e poi resuscita: "Vi racconto cosa c'è nell'aldilà"

Incredibile storia quella capitata a Brian Miller, un camionista 41enne dell'Ohio. Mentre stava lavorando, si è reso improvvisamente conto che c’era qualcosa che non andava. L’uomo ha subito chiamato i soccorsi: "Sono un autista di camion e sto per avere un attacco di cuore”, ha detto all’operatore.

Miller è stato prelevato da un'ambulanza e subito ricoverato in un ospedale locale dove i medici sono riusciti a contrastare gli effetti dell’attacco cardiaco. Ma dopo aver ripreso conoscenza l’uomo ha sviluppato una fibrillazione ventricolare molto forte con forti contrazioni non coordinate del muscolo cardiaco dei ventricoli nel cuore. "Non c’era battito cardiaco, non c’era pressione sanguigna e non c’era polso”, ha raccontato l’infermiera Emily Bishop a fox8.com.

E' a partire da questo momento che Miller ha raccontato di essere scivolato via in un mondo celeste. "L’unica cosa che mi ricordo è che ho cominciato a vedere la luce e a camminare verso di essa", racconta Brian. Si è ritrovato a percorrere un sentiero fiorito con una luce bianca all’orizzonte. Miller racconta che ad un tratto ha incontrato la sua matrigna, morta da poco tempo. Dopo 45 minuti, il cuore di Miller è tornato a battere dal nulla, ha detto la Bishop. “Il suo cervello è rimasto senza ossigeno per 45 minuti e il fatto che lui possa parlare, camminare e ridere è veramente incredibile”.

 


Non è la via del Paradiso, ma una reazione chimica: è stata fotografata la luce che si emette (e che si vede) nel momento del trapasso. Secondo uno studio condotto dall’Institute of Health Ageing dell’University College di Londra nel momento della morte all’interno del corpo si innesca una reazione chimica che rompe i componenti cellulari ed emana un’onda fluorescente blu da cellula a cellula. Lo studio sconvolgente (pubblicato sul sito vitadidonna.com) è stato condotto dal professor David Gems sui vermi che hanno meccanismi pressoché identici a quelli dei mammiferi. Gems conferma: “Abbiamo identificato un percorso chimico di autodistruzione che si propaga con la morte cellulare nei vermi, che vediamo come questa incandescente fluorescenza blu in viaggio attraverso il corpo. E ‘come un cupo mietitore blu, si monitorizza come la morte si diffonda in tutto l’organismo fino all’ultimo atto.”

In un primo momento si era attribuita questa fluorescenza ad una sostanza chiamata lipofuscina, che emette una luce bluastra e si accumula negli organismi con l’avanzare dell’età. Durante lo studio però si è scoperto come un’altra molecola chiamata acido antranilico sia implicata nella produzione di questa onda blu. I ricercatori dell’equipe hanno poi bloccato questo percorso, ponendo le basi per uno studio su come ritardare la morte indotta da uno stress come le infezioni. Il professor Gems conclude: “I risultati mettono in dubbio che l’invecchiamento è una semplice conseguenza di un accumulo del danno molecolare. Adesso bisogna concentrarsi sugli eventi biologici che si verificano durante l’invecchiamento e la morte per comprendere correttamente come potremo essere in grado di interromperli”.

 

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