Usa: vasto trapianto di volto a una donna con la pelle di una deceduta. Ricostruito all'80%

Mercoledì, 17 dicembre 2008 - 12:00:00



Le hanno ricostruito il volto, trapiantandole la pelle di una donna deceduta qualche settimana fa. E in America scoppia la bufera.

IL TRAPIANTO- Un gruppo di chirurghi statunitensi ha realizzato il primo trapianto di volto negli Stati Uniti. Lo ha reso noto la Cleveland Clinic, nello Stato dell'Ohio. La clinica non ha voluto fornire dettagli sull'eccezionale intervento, tranne il fatto che sotto i ferri del chirurgo ricostruttivo, la dottoressa Maria Siemionow, c'era una donna a cui è stato restituito quasi l'80 per cento del volto sfigurato, grazie a una donatrice morta due settimane fa.

La clinica non ha reso note le identità delle due protagoniste, ma solo che il trapianto ha riguardato una parte del volto molto più ampia di quanto non fosse successo nel passato, con gli interventi simili realizzati in Francia e in Cina. "Lo definiamo un trapianto quasi totale", ha detto una portavoce.



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Il primo trapianto di volto fu realizzato in Francia, tre anni fa: una donna era rimasta sfigurata dai morsi del suo cane e con un intervento durato 15 ore, le fu attaccato come una maschera la faccia di una donna 46enne deceduta qualche giorno prima. Isabelle Dinoire, che all'eta' di 38 anni aveva perso labbra, guance, mento e gran parte del naso, dopo il trapianto a poco a poco recupero' la sensazione normale della pelle e il controllo dei muscoli facciali.

L'intervento suscitò però un'ondata di polemiche, perchè molti sollevarono questioni di carattere etico. Successivamente un altro trapianto venne realizzato su un uomo sfigurato da una malattia genetica e piu' tardi, in Cina, su un contadino che era stato deturpato dall'attacco di un orso. Proprio in occasione del trapianto realizzato in Francia, la Siemionow aveva preannunciato l'intenzione di compiere interventi simili per aiutare le persone sfigurate a superare i problemi emotivi e le difficolta' nei rapporti personali.

"Non esistono buone alternative terapeutiche per persone che siano state gravemente bruciate o pazienti con ampie lesioni facciali", disse in quell'occasione la chirurga che ha realizzato l'intervento negli Stati Uniti. La notizia del trapianto in Usa è stata data dal 'Washington Post' nella sua pagina web e gli esperti interpellati dal quotidiano osservano pero' che ancora esistono molti pericoli relativi a un cosi' delicato trapianto.

"Un caso è solo un aneddoto: non crea la base scientifica per poter dire che l'intervento e' sicuro per il paziente", ha osservato Carson Strong, professore di etica e valori umani al College of Medicine dell'Universita' del Tennessee. Il problema maggiore rimane il rigetto, che potrebbe richiedere di asportare il volto trapiantato.

Nel caso della donna francese, Isabelle subì due violentissime reazioni del sistema immunitario e i farmaci immuno-soppressori a cui fu sottoposta le provocarono una serie di malattie infettive e, a un certo punto, anche un problema epatico. Se il volto trapiantato dovesse esser asportato, "l'effetto sarebbe un'enorme ferita al volto del paziente. E in questo caso, il paziente rimarrebbe in una situazione ben peggiore della precedente".

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