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Cronache

CHE COSA SA FRANCESCO- È sulla base di queste carte che Bergoglio, arrivato in Vaticano da poco dopo una visita lampo nel 2009, con appena 90 giorni di papato sulle spalle compiuti oggi, 13 giugno, ha potuto dire il 6 giugno scorso ai religiosi cileni del CLAR in visita da lui, che Oltretevere esiste una lobby gay. Quello che non ha potuto dire (o che i cileni non hanno riportato, magari proprio per riguardo al Papa) è che i commissari nominati da Ratzinger avrebbero scoperto qualcosa: la lobby gay si è imposta nel tempo grazie al ricatto, ed è arrivata dove è arrivata. E quando il Papa dice ai religiosi cileni suoi ospiti che adesso “bisogna vedere che cosa fare”, non sono pochi quelli che in Vaticano interpretano tutto questo come l'inizio di un grande repulisti chirurgico che sarà compiuto gradualmente. Per adesso qualche avvisaglia ci sarebbe stata: prelati arrivati in alto negli ultimi due papati e fortemente accentratori sarebbero stati gradualmente neutralizzati e messi da parte. E qualche pezzo grosso è stato trasferito senza fare molto rumore. Ma è solo l'inizio. E Francesco, oltre al fido Becciu, ha un potente alleato in casa: Ratzinger.

Papa Ratzinger (1)

“DIARCHIA” DELLA CHIESA- Già. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, i due Papi si incontrerebbero almeno due volte la settimana al Mater Ecclesiae, il monastero dove il Papa emerito si è ritirato dopo il rientro da Castel Gandolfo ai primi di maggio. Non solo: spesso e volentieri un altro punto d'incontro informale sarebbe rappresentato dalla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, dove i Papi arrivano accompagnati dai rispettivi segretari e scortati dalla Gendarmeria per scambiare qualche pensiero e pregare insieme. Insomma, al momento in Vaticano c'è un Papa nella pienezza dei suoi poteri, ed un altro con un peso spirituale non indifferente. E i due, peraltro, si trovano molto bene insieme. Come se non bastasse, Francesco dispone della cassa di documenti ricevuta nel marzo scorso a Castel Gandolfo quando ha incontrato Benedetto dopo il Conclave. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, la cassa conterrebbe: 1. L'enciclica incompiuta del Papa emerito sulla fede; 2. Atti che il Papa emerito aveva preparato in previsione del repulisti di Vatileaks, con promozioni e rimozioni. Naturalmente Bergoglio non è affatto tenuto ad applicare le decisioni prese dal predecessore. Ma Ratzinger gli ha consegnato tutto l'asset – per dirla con un termine caro agli economisti – del Vaticano. E Francesco sta leggendo i documenti, ma ha iniziato a comportarsi di conseguenza. Ecco allora spiegato perché Bergoglio ha scelto di essere “più libero” risiedendo a Santa Marta e non nei Sacri Palazzi; e perché tra i suoi collaboratori più intimi e fidati ci siano entrambi i segretari del Papa emerito, ossia Georg Gaenswein e Alfred Xuereb. Che lavorano in piena armonia col Pontefice argentino e dei quali Bergoglio si fida non poco.

VATILEAKS E FATIMA- Come se non bastasse, dicono Oltretevere che poco dopo l'elezione Bergoglio avrebbe ricevuto, assieme al dossier Vatileaks, anche il Segreto di Fatima. I lettori sanno che il Segreto è stato rivelato nel 2000: ma mancherebbe un'ultima parte, sulla quale ha anche scritto il giornalista e scrittore cattolico Antonio Socci nel decennio appena trascorso, che sarebbe una sorta di “commento teologico” al Segreto. Non si sa se sia stato scritto per iniziativa di Suor Lucia Dos Santos, la veggente di Fatima morta nel 2005, o se sia stato suggerito dalla Madonna alla veggente nel corso di un'apparizione successiva al 1917 (il Segreto venne steso per iscritto negli anni '40 ed è accertato che Lucia ebbe altre apparizioni della Madre di Dio nel corso della sua vita). Bene: il commento conterrebbe un riferimento all'apostasia di massa dalla fede (di cui parla Socci nel suo “Il quarto segreto di Fatima”), ma anche una frase sibillina che suonerebbe più o meno così: il Papa non sarà sicuro neanche nella sua casa e sarà tradito da persone a lui vicine. Vatileaks? Chissà: ma nel maggio 2010, in volo per Fatima, Benedetto XVI dice ai giornalisti: “Quanto alle novità che possiamo scoprire oggi in questo messaggio, è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall'interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”. Nella Chiesa.

 
 

LA LOBBY E LE CORRENTI- Che cosa accadrà lo vedremo in futuro. Al momento Affaritaliani è in grado di rivelare che la lobby gay di cui ha parlato il Papa, in realtà sarebbe composta da due correnti: una, che potremmo definire “politica”, tesa a fare carriera ad ogni costo anche col mezzo del ricatto sessuale come abbiamo appena visto (e di cui si occuperebbe ampiamente il dossier Vatileaks); un'altra, minoritaria, di carattere “sociale”, che invece vorrebbe una revisione dell'attuale atteggiamento del rapporto che la Chiesa ha nei confronti dell'omosessualità. Le due correnti, quindi, non avrebbero motivi d'attrito. Che pure, si dice, ci sarebbero stati nel passato. Con la sconfitta dei “sociali” contro i “politici”. Che però adesso sarebbero alle battute finali. Ci penseranno Ratzinger e Bergoglio.

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lobby gayfrancescobenedettovatileaks
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