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Cronache

E' salito ad almeno 32 morti accertati e a 121 feriti, circa la metà dei quali ricoverati in ospedale, il bilancio della violentissima esplosione che ha devastato la Torre 'B2' di Città del Messico, un grattacielo alto 214 metri situato nel quartiere occidentale di Anzures e che, insieme a vari edifici annessi, ospita la sede della compagnia petrolifera statale 'Pemex'. Il computo aggiornato delle vittime e' stato fornito dal direttore generale della società pubblica, Emilio Lozoya, secondo il quale è ancora troppo presto per affermare quale sia stata la causa del disastro. S'ipotizzano comunque una fuga di gas o un cortocircuito nel sistema elettrico del complesso. Proseguono frattanto le operazioni di soccorso per cercare di estrarre eventuali superstiti dalle macerie. Al momento dell'incidente c'erano centina di dipendenti. Quasi sei ore dopo l'esplosione il presidente messicano, Pena Nieto, ha annunciato su Twitter il salvataggio di una persona intrappolata tra le macerie del primo piano.

Nel complesso lavorano giornalmente 10mila persone. Le squadre di soccorso, aiutate da cani addestrati, sono in frenetica ricerca di eventuali sopravvissuti intrappolati all'interno del grattacielo (inizialmente il governo aveva parlato di una trentina di persone ancora dentro, poi si e' corretto dicendo di non avere informazioni al riguardo). La polizia ha circondato l'edificio, alto piu' di 50 piani e gravemente danneggiato al pianterreno e al mezzanino. Tra l'altro, proprio mentre avvenivano i lavori di soccorso a un certo punto e' crollata una parte danneggiata e i soccorritori hanno dovuto interrompere brevemente il loro lavoro. L'esplosione e' avvenuta alle 15:40, poco prima che molti lavoratori finissero il turno. La societa' ha comunque gia' annunciato che le sue attivita' non saranno compromesse dall'incidente e gia' oggi riprenderanno. La tragedia e' avvenuta nel pieno di un acceso dibattito in Messico sul futuro della Pemez, colosso colpito da un sostanziale calo di produzione e una serie di incidenti (l'ultimo, l'esplosione di un'importante gasdotto, a settembre, costo' la vita a 30 persone). L'accaduto e' destinato a infuocare ancora di piu' il dibattito al Congresso anche perche' il presidente Pena Nieto si e' impegnato a presentare un piano di riforma aprendo il colosso statale agli investimenti privati.

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