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Cronache
Violenza sessuale al Massimo di Roma. Che dice il Papa?

 

“Aspiriamo all’eccellenza accademica e umana per formare donne e uomini non solo competenti, ma anche coscienziosi, compassionevoli e testimoni della propria fede vissuta nella giustizia, nel servizio e nel rispetto del creato. Ricercare il rigore negli studi, valorizzare le ricchezze della tradizione pedagogica di Sant’Ignazio di Loyola, innovare nei metodi e nei linguaggi, aprire il cuore alle nuove frontiere, basare l’educazione sulla centralità della persona e delle relazioni, promuovere la creatività; tutto ciò costituisce il Nostro Modo di Procedere per imparare a saper essere per gli altri e con gli altri”.

(dalla pagina web dell’Istituto Massimiliano Massimo di Roma)

 

La vicenda della violenza sessuale al prestigioso Istituto Massimiliano Massimo all’ Eur, ricco quartiere di Roma Sud, non è come tutte le altre.

O meglio, lo è per lo squallore della vicenda che se confermata (le prove sono evidenti) graverà come un macigno sul professore, ma non lo è per l’ambiente dove è maturata.

L’Istituto è retto infatti dai Padri Gesuiti è a Roma è una vera e propria istituzione dove si forma la classe dirigente del nostro Paese; tra gli altri, sono stati al Massimo, Francesco Rutelli, Luca Cordero di Montezemolo, Mario Draghi e ha finora rappresentato il sogno proibito di tante famiglie che vogliono dare un futuro ai loro figli.

Ieri è stato arrestato il professor Massimo De Angelis, 53 anni, insegnante di italiano e latino e con un figlio di 22, che ha anche ricoperto il ruolo di vicepreside, fino allo scorso anno.

L’arresto è avvenuto dopo la denuncia del padre della ragazza che accortosi di un mutamento di carattere della figlia quindicenne ha controllato il suo cellulare scoprendo una vicenda che andava avanti da luglio con il professore.

I messaggi trovati sono inequivocabili (fonte: Il Messaggero)

 

Il 17 novembre il prof scrive: «Non essere gelosa, dai, lo sai che io amo la figlia e non la mamma». E ancora: «Dove va l’amore mio». Pochi giorni dopo, il 22 novembre, l’sms è più spinto: «Ho una voglia pazzesca di sentire audio di ieri».

Sembra che l’”audio” sia riferito a gemiti a sfondo sessuale, rendendo ancora più inquietante l’intera vicenda:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/chat-professore-accusato-violenza-sessuale-1484080.html

 

De Angelis ha anche inviato foto che lo ritraevano nudo e così ha richiesto di fare alla ragazza arrivando poi a consumare un rapporto orale durante le ore di ripetizione di latino che impartiva alla ragazza nello stesso istituto, in aule decentrate.

Poi ha chiesto alla ragazza di cancellare il tutto, ma qualcosa è stato recuperato.

La vicenda potrebbe avere degli sviluppi e l’inchiesta vaglierà se ci sono stati altri casi analoghi con altre ragazze.

L’Istituto Massimo ha un significato particolare per Papa Francesco, anch’egli gesuita, e che è anche venuto in visita per sottolineare la sua personale vicinanza a un centro educazionale cattolico che dovrebbe forgiare le ragazze e i ragazzi negli ideali cristiani di purezza e moralità.

E in effetti desta meraviglia che mentre il Santo Padre dal Cile chiede perdono e scusa per la pedofilia nella Chiesa si ritrovi questo nuovo caso bollente tra le mani.

Come è possibile che genitori cattolici che pagano rette stellari per avere l’assoluta sicurezza di una educazione perfetta per i propri figli si debbano ritrovare poi una ragazza violentata da un ex vicepreside?

Il rettore del Massimo, padre Giovanni La Manna tra l’altro già Presidente del Centro Astalli per i rifugiati, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione al professore della sua scuola. E poco serve scrivere in uno scarno comunicato che l’Istituto nel processo penale si costituirà parte civile. È routine ed è il minimo richiesto dal buon senso.

La Manna è, tra l’altro, in ottimi rapporti con Papa Francesco a cui ha regalato anche un drone:

 

https://news.gesuiti.it/citta-del-vaticano-dal-papa-i-superstiti-del-naufragio-accompagnati-da-padre-la-manna/

http://www.istitutomassimo.it/infanzia/news/2016/05/12/papa-francesco-benedice-le-stampanti-del-progetto-crowd4africa/

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_30/papa-drone-come-regalo-studenti-una-scuola-romana-c2306da4-ef5c-11e4-a9d3-3d4587947417.shtml

 

È possibile che nessuno si sia accorto di nulla e che il professore abbia raggiunto quasi il top della carriera nell’Istituto (una volta) più prestigioso di Roma?

Sono tutte domande a cui non solo i genitori cattolici, ma l’opinione pubblica aspetta una risposta.

La Chiesa spesso interviene nelle vicende politiche italiane e quindi è bene che anche l’opinione pubblica, i giornali e magari qualche politico coraggioso chieda al Papa di rimuovere i vertici di un Istituto che non si sono accorti di quello che stava accadendo sotto il naso.

Magari Papa Francesco dal Cile potrà dare un autorevole segnale che le prediche devono valere per tutti, a maggior ragione per la Chiesa Cattolica e i “suoi” gesuiti.

Questa vicenda segna un enorme salto di qualità in negativo, nel degrado della nostra società civile perché colpisce proprio quello che tante famiglie ritenevano il luogo più sicuro a cui affidare i propri figli.

 

 

 

Tags:
padre giovanni la mannapapa francescomassimo de angelisistituto massimo
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