A- A+
Cronache

di Antonino D'Anna

Uno era basso e tracagnotto, l'altro alto e atletico. Uno aveva la faccia bonaria ed esordiva con un "Cari figlioli..." che profumava di paese e oratorio al pomeriggio, di "state buoni se potete"; l'altro aveva degli occhi azzurri profondi, la capacità di coinvolgere folle sterminate come e meglio di una rockstar. E l'uno sono conseguenza dell'altro: se Giovanni Paolo II divenne Papa 20 anni dopo l'elezione di Giovanni XXIII è proprio grazie non solo al Concilio Vaticano II sognato dal Papa venuto da Sotto il Monte, ma anche per la sua capacità di guardare oltre gli steccati di un mondo diviso dalla Guerra Fredda e pronto a ballare - era l'ottobre del '62, Angelo Roncalli stava già male di quel tumore che a giugno '63 lo avrebbe ucciso - sull'orlo dell'abisso in quel di Cuba. Roncalli no: non solo riuscì a sventare una guerra nucleare (il ruolo della Santa Sede nella crisi dei missili di Cuba non è mai stato messo chiaramente in risalto e francamente non si capisce perché), ma riuscì a parlare con quell'Unione Sovietica che i suoi vescovi (gli americani, soprattutto) nell'aula conciliare avrebbero voluto condanare apertis verbis, senza remissione di peccato. È il caso di dirlo: e quel tentativo di apertura, con la visita della figlia di Krushev in Vaticano che gli attirò addosso l'epiteto di "Papa rosso" - e peggio ancora toccherà poi a Paolo VI per la "Populorum Progressio", nel '67 - fu uno dei semi piantati nel terreno del disgelo.

Un lavoro che poi il Papa venuto "di un paese lontano", come Wojtyla ebbe modo di definirsi la sera del 16 ottobre '78, portò a termine negli anni '80. Aveva potuto farlo per la medicina della misericordia di Roncalli, per l'Ostpolitik di Paolo VI che cercava il dialogo coi regimi rossi in mezzo alle polemiche di chi, dentro la Chiesa, condannava quello che definiva una specie di appeasentment, per il ruolo particolare della Chiesa polacca. Due personalità completamente diverse, Roncalli e Wojtyla: eppure leggibili come due facce della stessa medaglia, come la capacità di capire che si poteva osare e andare oltre la Cortina di ferro, oltre la scomunica lanciata da Pio XII contro i comunisti nel '49 (e ancora in vigore, peraltro) che costringeva i parroci, nei paesi, a dichiarare per iscritto che orde di disperati in partenza verso gli States o il Canada non erano comunisti ma solo poveri cafoni (nel senso più siloniano del termine) che andavano a cercarsi pane e un futuro migliore Oltreoceano. Qualcuno a dirla tutta, ancora oggi si professa comunista: tanti altri, invece, del comunismo non ne vogliono più sentire parlare.

Giovanni e Giovanni Paolo. Giovanni che decise di chiamarsi così perché era il nome di suo padre, Giovanni Paolo che si chiamò così per continuità con quell'Albino Luciani che nel chiamarsi Giovanni Paolo aveva deciso di omaggiare il cuore di Roncalli e la cultura di Paolo VI. Un filo ininterrotto capace di raccontare qualcosa che - tra gli anni '50 e '60 - sembrava impossibile: l'amore di Dio per l'uomo capace di rovesciare dittature.

Tags:
wojtyla-roncalliderby di santità
in evidenza
Pellegrini ufficializza la love story È Matteo Giunta il suo fidanzato

GUARDA LA FOTOGALLERY

Pellegrini ufficializza la love story
È Matteo Giunta il suo fidanzato

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz

La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.