A- A+
Culture

 

TinoStefanoni

La mostra, curata da Valerio Dehò, con il sostegno di Licini Gomme Lecco e Trizero (internet software & mobile solutions),  presenterà oltre cento opere, realizzate dal 1965 a oggi, in grado di documentare il percorso creativo di un artista che è riuscito a combinare gli echi della Pop Art internazionale con la razionalità della Metafisica di Carlo Carrà e di Giorgio de Chirico, i cui lavori sono diventati delle vere e proprie icone contemporanee.

Nella pittura di Tino Stefanoni sono evidenti i richiami proprio a quella pittura del Quattrocento italiano e, in particolare, del Beato Angelico, in cui la passione per l’osservazione è sempre stata legata alla rivelazione delle geometrie segrete tra gli oggetti e gli elementi del paesaggio.

Il percorso espositivo cronologico, parte dai lavori in cui ancora si avvertivano le suggestioni della Pop Art, per poi proseguire con i Segnali stradali regolamentari (1969-70) con l’inserimento ironico di oggetti-icona nei cartelli stradali.

Queste immagini ritornano protagoniste nelle tele degli anni ’70 che mostrano una ‘metafisica senza mitologia’ con oggetti comuni come matite, mescoli, borse per l’acqua, flaconi, imbuti, e altro, disposti su ordinate fila, sovrapposti o affiancati gli uni agli altri che dialogano con lo spazio vuoto o segnato da linee geometriche.

Già alla fine degli anni ‘70 con Elenchi di cose sviluppa la sua pittura concettuale con 215 quadri realizzati con la lente d’ingrandimento, dove soggetti minimali e assolutamente quotidiani, estranei alla tradizione della pittura come pinze o martelli, diventano protagonisti di una ritrattistica quasi maniacale. Seguirà la serie Apparizioni in cui domina l’essenzialità della linea e la distanza dal colore.

Dalla metà degli anni ’80, il colore racchiuso dalla linea nera caratterizza le nature morte e le vedute, mai la figura umana, e diventa la cifra espressiva più riconoscibile della sua arte fino a oggi. Sono ambientazioni nelle quali Stefanoni recupera, senza mitizzarla, la Metafisica di Carlo Carrà e Giorgio de Chirico, ma in cui è sempre presente la memoria della lezione di eleganza e rarefazione del Beato Angelico.

Le sue casette, i suoi alberi sono oggetti ridotti all’essenziale, alla semplicità di una forma riconoscibile, quasi illustrativa. Sono elementi della storia dell’arte italiana che diventano icone, per questo devono essere comprensibili, proprio perché hanno dei valori diversi dalla semplice rappresentazione.

I paesaggi o le nature morte che costituiscono gran parte del lavoro di Stefanoni non vogliono spiegare o raccontare, quanto rappresentare uno stato delle cose. La pittura è irrinunciabile ma deve riflettere sempre lo spirito del tempo che la produce.

Anche le sue più recenti Sinopie, richiamando la tecnica dell’affresco, riflettono questo suo inserimento nella classicità del dipingere e aprono a delle forme di azzeramento del colore e dei contorni dei paesaggi, fino a diventare semplice pittura, sempre alla ricerca dell’essenzialità.

Il titolo dell’esposizione, L’enigma dell’ovvio, rispecchia perfettamente la poetica di Tino Stefanoni fatta di elementi semplici, ma che vengono presentati in un modo spiazzante, metafisico, facendoli diventare qualcosa di misterioso. La dimensione di apparente semplicità, rende enigmatici questi lavori che attestano la qualità e il pensiero di un artista che ha traversato da protagonista gli ultimi 50 anni di storia dell’arte italiana.

Accompagna la mostra, un catalogo (edizione Fondazione Gruppo Credito Valtellinese), con testo del curatore e un saggio inedito che Arturo Schwarz ha voluto dedicare a Tino Stefanoni.

Tino Stefanoni, nato a Lecco nel 1937, ha studiato al Liceo Artistico Beato Angelico e alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano.

La sua vera e propria attività artistica inizia nel 1967 con il conseguimento del 1° premio S.Fedele di Milano e nel 1968 la prima personale alla storica galleria Apollinaire di Milano con un saggio di Pierre Restany.

Dal 1967 ad oggi molte sono le esposizioni in Italia e all'estero, citandone alcune: 1968

Galleria Bertesca, Genova - 1972 Galleria Paul Facchetti, Parigi e Zurigo - 1977 Galleria Art Global, S.Paolo e Petite Galerie, Rio in Brasile - 1978 Galleria Corraini, Mantova - 1981 Galleria Art in Progress di Dusseldorf e Monaco - 1986 Galleria Pio Monti, Roma  - Galleria Krief, Parigi - Galleria Roy, Losanna - 1989 Galleria Hete Hunermann, Dusseldorf  - Galleria Ahlner, Stoccolma - galleria Totah, Londra – 1992 Galleria Artiscope, Bruxelles - 1994 Galleria Tovar & Tovar, Bogotà - 1996 Palazzo Civico, Sarzana - 1997 Castello di Rivara (To)  - 1999 Galleria S. Fedele, Milano (con Salvo) - 2001 Galleria Baumgartl, Monaco - 2002 Galleria Fabjbasaglia, Rimini - Invitato alla XIII e XIV Quadriennale di Roma  - 2003 Galerie Numaga, Neuchatel - 2004 Università Bocconi, Milano .

Alcuni Musei o Spazi Pubblici:  Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1977,  Museo I C C di Anversa nel 1981,  Museo Koekkoek di Kleve nel 1990,  Stadtgalerie di Sundern (D) nel 1992,  Museo di S.Marino e  Villa Manzoni di Lecco nel 1994, Istituto Italiano di Cultura di Parigi nel 1996 e di Chicago nel 1997,   Chiostri di S.Domenico a Reggio Emilia nel 1999,  Museo di Tortolì (Nu) nel 2000,  Palazzo Forti di Verona nel 2002,   Trevi Flash Art Museum nel 2003 e Palazzo Pubblico Magazzini del sale di Siena nel 2006, unito alla creazione del Drappellone del Palio del 16 agosto  2006. Nel 1970 e nel 2011 partecipa alla  Biennale di Venezia.

 


Coordinate mostra

 

Titolo                                    TINO STEFANONI. L’enigma dell’ovvio

 

Sede                                      Galleria Gruppo Credito Valtellinese

                                               Corso Magenta n. 59 – Milano

 

Durata                                   20 novembre 2013 - 11 gennaio 2014

                                 

Vernice per la stampa      martedì 19 novembre ore 12.00

                                               Galleria Gruppo Credito Valtellinese

 

Inaugurazione                    martedì 19 novembre ore 18.30

                                               Galleria Gruppo Credito Valtellinese

 

Orari e ingressi                   Galleria Gruppo Credito Valtellinese

                                               da lunedì a venerdì 13:00 - 19:30

                                               sabato dalle 9:00 alle 12:00

                                               chiuso domenica – INGRESSO LIBERO

 

Catalogo                              edizione Fondazione Gruppo Credito Valtellinese

 

Informazioni al pubblico  Galleria Gruppo Credito Valtellinese

                                               www.creval.it

Tags:
tino stefanoni
in evidenza
House of Gucci, guarda il trailer Jared Leto irriconoscibile. FOTO

Lady Gaga guida un cast stellare

House of Gucci, guarda il trailer
Jared Leto irriconoscibile. FOTO

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità


casa, immobiliare
motori
BMW prosegue lo sviluppo delle auto che restituiscono energia green

BMW prosegue lo sviluppo delle auto che restituiscono energia green


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.