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Culture
Agli Uffizi la mostra con i capolavori ritrovati dall’Arma dei Carabinieri

Di Andrea Cianferoni

I capolavori ritrovati grazie Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri che, in quasi mezzo secolo di attività, ha preso parte attiva nella difesa e recupero dei nostri beni culturali sono esposti in una importante mostra che inaugura l'Aula Magliabechiana del Museo degli Uffizi, che d’ora in poi sarà riservata alle esposizioni temporanee, ubicata sotto l'omonima Biblioteca. E' tradizione che da oltre un decennio le Gallerie degli Uffizi, in occasione delle festività natalizie, offrano una mostra ai visitatori di tutto il mondo. Questi eventi hanno finora costituito la serie che portava il felicissimo titolo "I mai visti", poiché si proponevano opere poco note al grande pubblico, e in genere conservate nei depositi. “L’inaugurazione del primo spazio permanente delle Gallerie degli Uffizi dedicato a questa funzione" - dichiara il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt - "suggerisce un tema importante di riflessione, di carattere fondamentale e storico-istituzionale, sul ruolo che l’arte pubblica riveste per la collettività e sulle strategie specifiche che si sono sviluppate nel sistema italiano, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, per la sua protezione e il suo recupero. È un compito delicato, che esige competenze altissime, e che necessita della stretta collaborazione tra il Ministero ai beni e le attività culturali e del turismo e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.”

Nelle circostanze in cui viviamo, e dopo i recenti terremoti, nessun argomento poteva essere più calzante di quello scelto per la mostra di quest’anno: come esprime il suo stesso titolo, La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale essa stimolerà nel pubblico quella riflessione auspicata dal Direttore Eike Schmidt, non solo narrando gli avvenimenti storici che hanno coinvolto e troppo spesso ferito il nostro patrimonio culturale dalla Seconda Guerra mondiale ai nostri giorni, ma anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni. Tra queste la creazione - caso unico al mondo - di un corpo di polizia “specializzato”, il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri che, in quasi mezzo secolo di attività, ha preso parte attiva nella difesa e recupero dei nostri beni culturali. L'esposizione si articola in otto sezioni che illustrano efficacemente i crimini contro il nostro patrimonio - da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite (attività quest'ultima legata alle organizzazioni criminali di stampo mafioso e in passato assecondata perfino da istituzioni straniere troppo spesso indifferenti alla provenienza illecita di quanto acquistavano) e dell'opera meritoria del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Non poteva mancare uno sguardo sul mondo: sulle guerre che devastano patrimoni artistici che appartengono all’umanità intera, sull’accanimento del terrorismo contro i simboli di antiche civiltà, sulle calamità che continuamente mettono in pericolo edifici e oggetti. Per questo si è scelto di esporre la stele funeraria di Palmira, che assurge a simbolo delle guerre in corso, dove sono entrati in azione i “Caschi blu della cultura”  come sottolineato dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio del Sette di cui i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sono parte integrante e determinante insieme agli esperti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. E' una novità assoluta in ambito internazionale, in grado di operare per la protezione del patrimonio culturale in situazioni di crisi o di calamità naturali all'estero, su richiesta dell'Unesco o dei singoli Stati, oppure sul territorio nazionale, come avvenuto in occasione del recente terremoto del Centro Italia su disposizione del Ministero. Accolta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra, diretta e curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l'Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l'Associazione First Social Life. Il catalogo della mostra è edito da Sillabe.

 

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