Moresco: "Non so perché tanti critici e scrittori ignorano i miei libri..."

La pagina culturale di Affaritaliani.it fa incontrare Antonio Moresco, uno dei più importanti autori italiani (e non solo) contemporanei e lo scrittore esordiente Emanuele Tonon ("Il Nemico", Isbn edizioni), che potrebbe diventarne l'erede: con Moresco condivide attitudine, storia personale e rapporto totale con la letteratura (per entrambi una questione di sopravvivenza)...

Martedì, 27 aprile 2010 - 08:02:00

LA LUNGA INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT AD ANTONIO MORESCO SU "GLI INCENDIATI" (IL SUO ULTIMO LIBRO EDITO DA MONDADORI) E SU MOLTO ALTRO (COMPRESO IL LIBRO CHE STA PER INIZIARE A SCRIVERE)...

antonio moresco gli incendiati mondadori
"Gli incendiati" (Mondadori)
di Antonio Moresco

EMANUELE TONON SU AFFARITALIANI.IT

Esclusiva/ Cinque poesie inedite di Emanuele Tonon su Affaritaliani.it

Il Nordest eretico di Emanuele Tonon. Su Affaritaliani.it in esclusiva il primo capitolo del romanzo d'esordio "Il nemico" e la prima recensione in assoluto del romanzo italiano dell'anno

tonon
Il libro d'esordio di Tonon,
"Il nemico" (Isbn)

Crisi a Nordest/ Emanuele Tonon: "Perché gli scrittori del Nordest non parlano della vita in fabbrica?". Il commento in esclusiva per Affaritaliani.it

Su Affaritaliani.it l'intervento d'autore in esclusiva/ 'Male e letteratura' secondo lo scrittore Emanuele Tonon

 

LO SPECIALE

Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, e-book, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

Affaritaliani.it, in occasione dell'intervista ad Antonio Moresco sul suo ultimo romanzo (vedi box a destra, ndr), ha chiesto allo scrittore esordiente Emanuele Tonon (autore de "Il nemico" - pubblicato lo scorso autunno da Isbn edizione - uno dei romanzi meno innocui usciti in Italia negli ultimi anni) di porre una domanda al suo "idolo letterario", l'autore del monumentale "Canti del Caos", appunto.

Perché Tonon? Non solo perché sin dall'inizio Affaritaliani.it (che ha pubblicato la prima recensione del suo romanzo d'esordio, oltre a due suoi interventi polemici e cinque poesie inedite) ha apprezzato la sua abissale lontananza dall'ambiente letterario "ufficiale", che gli permette di dare libero sfogo alla sua scrittura "eretica" e senza freni, ma soprattutto perché l'autore de "Il nemico" ha molto in comune con Moresco (entrambi, tanto per citarne una, hanno dovuto aspettare molti anni prima di riuscire ad esordire...). E non è un azzardo affermare che un giorno Tonon potrebbe diventarne l'erede...

Tema del botta e risposta che trovare qui sotto, il "complicato" rapporto con la critica e i colleghi scrittori di Moresco...

emanuele tonon
Emanuele Tonon
TONON: Moresco, lei ha lungamente parlato nel suo "Lettere a nessuno" del suo continuare a sbattere la testa contro il muro dell'editoria, del suo radicale rifiuto per i compromessi che avrebbero potuto facilitarle la pubblicazione. Ora, davanti all'importanza della sua opera, che può sicuramente non piacere ma della quale è possibile solo in malafede non riconoscerne la necessità, noto che, paradossalmente, sono proprio gli scrittori a darle contro, ad attaccarla visceralmente sul piano umano, oltre che letterario, quasi vedessero in lei e nel suo fare letterario un pericolo alla loro idea di letteratura depotenziata, serva di uno standardizzato cliche editoriale. Dovrebbe far ridere, invece fa piangere, leggere o sentire gli attacchi che le vengono rivolti nel tentativo di screditarla come scrittore e come uomo. "Moresco scrive solo di fica", "Moresco fa la vittima, Moresco è elitario, Moresco si dipinge come l'unico puro, Moresco gioca a fare il maledetto ma è un salottiero", eccetera. Mentre al di fuori dei circoli, delle pizzerie letterarie, la sua opera vive in una sorta di culto, chi dovrebbe sostenerla fa di tutto per cancellarla. Potrebbe tentare di dirci il peché, a suo avviso, di questa avversione da parte delle pizzerie letterarie italiane e, di contro, il perché di questo culto catacombale di cui gode la sua opera?
antonio moresco
Antonio Moresco
MORESCO:
  "Ah, sì? Scrivono queste cose? Che io sarei un tipo salottiero e tutto il resto? Cosa posso dire? Non provo neanche a rispondere, non ritengo di dovermi difendere da simili accuse. Se uno lo vuole, può conoscere attraverso i miei libri la vita che ho fatto e anche che tipo di uomo e di scrittore sono. E se dai libri -ma anche dalle altre cose che mi capita di scrivere in rete- non lo capisce o non lo vuole capire, allora è inutile insistere. Tanto più che non ho l’assillo di farmi accettare a tutti i costi. Io non sono neppure collegato a Internet, perciò queste cose non le so, se non me le dice qualcuno. Sì, certo, mi arrivano in altro modo manifestazioni di ostilità che hanno anche qualcosa di non completamente spiegabile, di viscerale. E vedo che, da parte di alcuni notabili delle lettere, i miei libri -anche se sono lì bene in vista, pubblicati ultimamente da grandi editori, in qualche caso persino di dimensioni enormi- non vengono non dico letti o studiati ma neppure intercettati o nominati. E’ come se non ci fossero, come se fossero cose di altra natura e sostanza e vivessero in una dimensione aliena rispetto alla loro. E so anche che esistono, in varie parti d’Italia, dei lettori -soprattutto giovani e giovanissimi- per i quali i miei libri contano invece qualcosa. Perché succede questo? Ho scritto alcuni libri (Lettere a nessuno, Il vulcano, L’invasione) dove non solo ho raccontato la storia di una lunga e dura battaglia  e di una diversa strada strappata e inventata palmo a palmo, ma dove ho cercato anche di mostrare il contesto e i termini più generali di questo scontro. Altre spiegazioni non sta a me darne.  Quanto agli scrittori italiani, credo ci sia del vero nella sua osservazione. Ci sono naturalmente delle eccezioni, ma ho constatato anch’io che la lista degli scrittori che fino a pochi anni fa non avevano paura di parlare -e magari di parlare con entusiasmo- dei miei libri si è andata via via assottigliando. Adesso per lo più tacciono, quando non esprimono maldicenza e sarcasmo. Altri sono diventati più prudenti, diplomatici e accorti. Eppure, in questi anni, sono andato avanti come scrittore, non indietro, mi pare… E’ strano ma, per me, la differenza la stanno facendo ultimamente più gli editori da una parte e i lettori giovani dall’altra che gli scrittori del mio paese e della mia lingua. E anche questo, forse, significa qualcosa. La situazione è quella che è, e anche il mondo della cosiddetta cultura non è migliore di tutto il resto, in questi anni. Piccoli autoposizionamenti, piccoli arrivismi, piccoli trasformismi, piccole confraternite e piccoli assalti al nulla. Una piccola lotta darwiniana tutta giocata sull’esserci o sul non esserci, o meglio sull’apparire o sul non apparire. A me pare che gli scrittori del passato che ancora leggiamo oggi non fossero così. Non che non ci fossero anche allora le solite debolezze umane, le rivalità, le piccole meschinità e vanità, i colpi bassi, le invidie. Ma c’era anche altro, esistevano vincoli più profondi e segreti che legavano -persino attraverso lo spazio e il tempo- scrittori molto diversi fra loro (Stendhal, Balzac, Hugo, Dostoevskij…), gesti di generosità divenuti leggendari, commoventi manifestazioni di altruismo e di stima che, lungi dal diminuirli, hanno reso ancora più grandi chi li ha compiuti, scrittori che accettavano di far tradurre i propri libri all’estero solo a condizione che prima venissero tradotti quelli di qualche altro scrittore per il quale nutrivano enorme considerazione, ecc ecc… E anche prima ancora si poteva trovare, tra gli artisti, riconoscimento della grandezza e trascinamento. Tra scrittori, musicisti, pittori… È così che si tiene acceso il fuoco nella notte che ci circonda e ce lo si passa di mano in mano.  Comunque, anche adesso, sempre, uno scrittore non deve farsi schiacciare. Deve andare avanti per la sua strada, da solo o assieme ad altri, se ha la fortuna di incontrare qualche compagno di viaggio durante la sua vita e il suo tempo. Deve cercare di dare il meglio di sé, deve andare a toccare dei limiti, deve varcare delle soglie, deve metterci l’anima. Il resto, se ci sarà, bene. Se no, fa lo stesso".    

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti


    
    Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
    Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
    Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
    Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
    Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
    Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
    Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
    Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    LA CASA PER TE

    Trova la casa giusta per te su Casa.it
    Trovala subito

    Prestito

    Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
    SCOPRI RATA

    BIGLIETTI

    Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
    PUBBLICA ORA