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Culture

di Francesco Bogliari
 

concertocapodanno

 Che la Rai continui a trasmettere in diretta il concerto di capodanno di Venezia, e non più quello di Vienna (relegato in differita), la dice lunga sul livello culturale di chi governa viale Mazzini, e della mediocre classe politica che lo esprime.

L'evento de La Fenice, da quando è stato inventato, ha sempre mostrato uno  standard musicale di insopportabile “minorità”. A parte l'abissale distanza tra l'Orchestra della Fenice e i Wiener Philharmoniker, vorremmo far notare che ieri a Vienna sono stati eseguiti anche brani di Wagner e Verdi, in onore dei due giganti nati nel 1813. A Venezia solo Verdi. Una scelta che trasuda provincialismo da tutti i pori. Sarebbe stato bello, pur in un giusto e condivisibile contesto verdiano, l'inserimento di almeno un brano orchestrale di Wagner, a titolo di omaggio e rispetto. L'arte non ha confini nazionali e il nazionalismo artistico è una delle cose più stupide che si possano concepire.

Letta in rete: "Il concerto di Capodanno di Venezia sta a quello di Vienna, come il concerto dei Cugini di Campagna sta a quello degli U2". Perfetta. Su twitter è stato lanciato l'hastag #RidateciVienna. Da seguire.

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