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Culture
Arte/ Al Museo del '900 Klein e Fontana: due artisti in dialogo

di Simonetta M. Rodinò

Artisti diversissimi Yves Klein e Lucio Fontana, per età, formazione e nazionalità. Il colore ebbe per Klein, nato a Nizza nel 1928, il ruolo di protagonista sulla scena dell'arte: la sua via maestra parte dal blu per arrivare al Vuoto. La gestualità del secondo, nato in Argentina da genitori italiani nel 1899, fondatore del movimento spazialista, attraverso buchi, tagli e teatrini, crea innovative aperture spaziali concettuali. Sull'interesse che entrambi svilupparono per il rapporto spazio e vuoto si articola la singolare mostra "Klein Fontana. Milano-Parigi, 1957-1962", da domani al Museo del Novecento di Milano. Non due monografie, ma un racconto e un confronto fra le loro opere in un dialogo che si diluisce lungo i piani del museo. Una narrazione attraverso gli incontri, l'amicizia e la stima che condivisero per cinque anni, scambiandosi vicendevolmente visite tra Milano e Parigi. Fu proprio a Milano che Fontana, allora cinquantenne, acquistò un monocromo, in occasione della prima personale dell'artista francese alla Galleria Apollinaire, nel 1957.

L'esposizione, curata da Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, è ricca di lavori preziosi per indagare la doppia vicenda creativa: ha inizio al secondo piano, nella sala dedicata ai futuristi, dove affiancate si ammirano le tele "Attese" di Fontana del 1959 e "Stati d'animo " di Umberto Boccioni del 1911. Poi, si raggiunge il quarto piano: qui, sotto la ricostruzione della struttura al neon (arabesco di luce fluorescente di cento metri, a dimostrazione di una nuova attenzione allo spazio e alla tecnologia) realizzata da Fontana nel 1951 - simbolo della collezione permanente - la riproposizione della grande installazione "Pigment pur", presentata da Klein nel maggio 1957 a Parigi: un quadro immenso di colore blu sul suolo, a simboleggiare la ricerca di uno spazio "oltre la dimensione". Nella stanza superiore, normalmente nera, che ospita abitualmente tele di Fontana, ecco su pareti candide incrociarsi i lavori dei due artisti, alcuni dei quali di colore blu, altro elemento che fa da trait d'union tra gli autori. La rassegna prosegue infine nella manica lunga del museo, al piano terreno: ai "Concetti spaziali" di Fontana fanno da contraltare i monocromi realizzati con i pigmenti puri di Klein, tra cui spiccano altri celebri blu, che portano ancora oggi il suo nome IKB - international Klein Blue -; alle sculture in bronzo di Fontana si contrappongono le figure classicheggianti di Klein. L'esposizione si chiude con il colloquio tra due statue blu, realizzate a trent'anni di distanza: "Campione olimpico" del 1932 e "Ritratto di Claude Pascal" elaborato da Klein nel 1962, anno della sua morte prematura.

Organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e con gli Archives Yves Klein di Parigi e prodotta dal Museo del Novecento con Electa, la mostra se pur interessante e "colta", risulta dispersiva e di non facile lettura per il labirintico percorso in cui si rischia di perdersi.

"Klein Fontana. Milano-Parigi, 1957-1962"
Museo del Novecento, via Marconi 1 - Milano
22 ottobre 2014 - 15 marzo 2015
Orari: lunedì 14.30 - 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 - 19.30; giovedì e sabato 9.30 - 22.30
Ingressi: intero 10 euro; ridotto 8 euro
Infoline: 02.884.44061
Catalogo: Electa
www.museodelnovecento.org

 

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