A- A+
Culture

di Alessandra Peluso

È illusorio pensare di definire Carmelo Bene, etichettarlo come attore è alquanto superficiale: è un tutto, è un nessun luogo, senza spazio e senza tempo, ineluttabile ad una definizione cronologica di se stesso e del suo mondo - il teatro - che non ha prospettiva né complementarietà, dove scena e platea si fronteggiano invalicabili e incomunicabili e soltanto in un punto verticale s’incontrano l’ascolto del pubblico e la visione dell’attore. Tenta l’impresa di diffondere Carmelo Bene - Antonio Zoretti - e si può con certezza affermare che il compito arduo e coraggioso di parlare di un fenomeno, di una persona, di un apparire che non è, di una moltitudine di personalità dietro un unico e inimitabile genio artistico si concretizza nell’opera Carmelo Bene, il fenomeno e la voce (Lupo Editore 2013).

Antonio Zoretti amante della cultura, del teatro e di un grande uomo dalla fama intramontabile, sceglie audacemente di parlare di Carmelo Bene, salentino, uno degli artisti più poliedrici nella storia del teatro mondiale affinchè i lettori siano tanti, desiderosi di conoscere, affamati di un sapere autentico rivoluzionario, che valica i confini dello scibile, della trascendenza. La sua cultura era impressionante - scrive Zoretti - esplorava i tanti rami dello scibile, finanche la teologia.

Il libro curato da Antonio Zoretti è animato da bramosia ardente e dalla stessa passione che anima il teatro di Carmelo Bene.

 

Il lettore non può non lasciarsi travolgere dalla volontà di potenza che vive sia in Carmelo che in Bene e pulsa nei passi descritti dall’autore. Questa volontà di potenza che non è la volontà di assatanamento di potere, ma è il disfacimento del concetto di soggetto. Senza dubbio non può essere soggetto - subiectum - nel senso di assoggettato, sottomesso Carmelo Bene ma è un fatto energetico, è l’energia, è la forza straordinaria di una persona che non mostrava mai, ma la indossava sempre. Forse - scrive Pier Giorgio Giacchè - non sono tanti a conoscerla perchè le persone si rivelano nell’incontro del fare e non nel commercio del vivere, ma chiunque può riconoscerla dal suono e dal dolore della sua voce.

Una voce e un fenomeno inconfondibile, basti ascoltare Macbeth o l’Amleto di Shakespeare e ancora da Le conversazioni sull’Eros, il meraviglioso poema ‘L mal de’ fiori : «siccome e’ gira e gira ferma qui a noi d’accanto / su ’l perno ‘l suo ‘na giostra / di ciuchi ‘n cartapesta che si dondolano / immoti e vanno vanno». (p. 101). Parla di un amore morto, che pur muovendosi, è annichilito, è una relazione mancata tra soggetto e oggetto. È l’orgasmo non sollecitato da nessun desiderio, da nessun vitalismo, voglia ... Prerogative dell’ansia erotica, queste. (p. 103). Ancora una volta Carmelo Bene inneggia al desiderio, a quella forza dionisiaca che deve alimentare l’animo di due amanti, non puro erotismo, che definisce “osceno” ossia “fuori scena”, ma Dioniso, forza poetica - l’essere che è singolare e unico in ogni individuo. Come riconoscerlo?

Nell’artista Carmelo Bene è indubbia la sua singolarità, il genio che ama con lo spirito e non con una semplice deambulazione di corpi. È decisamente un capolavoro. Così riprendo l’espressione di Nietzsche che afferma “non bisogna riprodurre capolavori ma essere dei capolavori”. E lo sa bene Antonio Zoretti che si è prodigato a diffondere e a far conoscere in modo dettagliato e completo Carmelo Bene, il capolavoro.

Carmelo Bene, il fenomeno e la voce vuole essere una testimonianza, ma anche una gratitudine e una forma dovuta di ringraziamento alla vasta produzione letteraria, filosofica, poetica e teatrale che lascia a noi tutti Carmelo Bene, un’immensa mole ma anche un’onerosa eredità. Un’eredità che non ha eredi. «La mia eredità assomiglia a denaro in contanti, che viene diviso tra molti eredi, di cui ognuno investe la sua parte in modo conforme alla sua natura, senza interessarsi dell’origine di quell’eredità». (Georg Simmel).

È il rischio che corrono i grandi, chi è fuor dal coro, chi ama il nulla, il conflitto, il contraddittorio, chi rifugge dalla moltitudine amando il silenzio: «quel silenzio che la parola custodisce e che essa reca in sé; quel silenzio che è così raro e difficile saper ascoltare». «E sia il nostro silenzio a colpirci in un bacio... / nel suono del mare». (p. 149). Ed è questo assordante ed esplosivo silenzio che è necessario ascoltare e far parlare il libro di Antonio Zoretti che con amabile cura infonde lo spirito libero del nostro artista Carmelo Bene.     

Tags:
carmelo bene

i più visti

casa, immobiliare
motori
BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3

BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.