A- A+
Culture

 

LA NUOVA COLLANA "3.0"

Con il romanzo di Stefano Baldi Sia fatta la tua volontà, s’inaugura una nuova collana di narrativa Newton Compton, 3.0. Nuova vesta grafica per libri "oltre il genere". 3.0 proporrà "autori italiani e stranieri, esordienti e nomi già affermati che regalino storie vere e intense in cui ci si possa rispecchiare. Romanzi per tutti, racconti familiari, contemporanei, per lettori appassionati e sempre in cerca di stimoli ed emozioni nuove"

 

LO SPECIALE

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria

StefanoBaldi NewtonCompton

LA TRAMA - Vive in un paesino nella nebbiosa pianura bolognese, è ancora vergine, non proprio bello e di una timidezza patologica. Vivacchia Luca, lavora a testa bassa per dimenticare i suoi insuccessi, le sue serate sono fatte di pochi amici fidati e qualche partitella a carte con i vecchietti del circolo Arci. Un fratello ritardato di cui vergognarsi e una ma- dre che ancora non gli ha perdonato di essersene andato di casa completano il quadro. Una vita senza colore, la sua, nell’attesa del grande amore. Ma di tempo Luca non ne ha più. Una brutta tosse trascurata, lunghe analisi mediche e una diagnosi che non lascia scampo. Insieme all’angoscia e alla paura arriva, però, anche la fede e ha la voce di Don Edoardo, il sacerdote degli anni del catechismo, perso di vista da anni. Ed è questo incontro a far nascere in Lazzaro il desiderio di voler dare un senso al tempo che gli rimane. E così, anche l’incontro con Anna, prostituta dal viso bellissimo e dall’atroce passato, riesce a fargli superare definitivamente la paura di vivere e di morire.

Stefano Baldi, in questo dramma denso di passaggi autobiografici, non scansa gli interrogativi più dolorosi e penetranti.  Ci lascia questo racconto di speranza, a ripensare alla preziosità di ciò che siamo e abbiamo. È morto il 10 gennaio, a trentaquattro anni. Ha finito di scrivere il romanzo pochi giorni prima della sua scomparsa.

L'AUTORE - STEFANO BALDI è morto di tumore il 10 gennaio 2009, a trentaquattro anni. Ha finito di scrivere Sia fatta la tua volontà (già uscito per Pendragon) pochi giorni prima della sua scomparsa. Questo è il suo unico romanzo.

 

SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DAL QUARTO CAPITOLO
(per gentile concessione di Newron Compton)

Tra correre e scappare è meglio correre.
Ma allora perché io scappo?

Si svegliò di soprassalto, squassato dal galoppo di una tosse soffocante. La bocca schiumava catarro e, per quanto si sforzasse, il respiro non riusciva a raccogliere aria. Lazzaro si ritrovò seduto di scatto sul divano, gli addominali contratti dallo sforzo. Un colpo dopo l’altro, come il piccone di un minatore infaticabile. Non finiva più. Ogni tentativo di cacciare dentro aria veniva respinto da un nuovo attacco di tosse. Durò un paio di minuti, tra singulti carichi di catarro e rantoli impotenti. Poi cessò, per sfinimento. La bocca era un cratere dopo l’eruzione: dalle labbra scendevano i filamenti di una imbarazzante colata bianchiccia, mentre affannosi respiri cercavano di sancire una tregua temporanea. Rimase seduto sul bordo del divano, in attesa che passasse quel senso di dispnea, le mani inermi a penzolargli dalle ginocchia. Si sollevò a fatica, passandosi una mano sulla fronte grondante di sudore. Il plaid di pile era una vittima contorta ai suoi piedi. Arrivò fino al bagno. «Oh! Cosa ti salta in mente?», chiese alla sua immagine ansante allo specchio, prima di sciacquarsi la bocca. Non era la prima volta. E neanche la seconda. Da qualche tempo, soprattutto la notte, gli capitavano simili attacchi di tosse traditrice. Magari non con quell’intensità, ma sempre molto fastidiosi. Dovrei decidermi a farmi vedere da qualcuno. Andò in cucina e si versò un bicchiere d’acqua dal rubinetto. La gola sembrava a posto. L’orologio gli ricordò che erano le due e un quarto, e che fuori da quelle mura si stava ancora consumando l’euforia di un venerdì notte. Quel pensiero lo calpestò, come sempre. Nonostante lui non si sentisse invitato, il mondo continuava a elargire i suoi doni e a chiederne il giusto tributo. Tendendo l’orecchio, si potevano sentire tutti, i sussulti della notte. I pugni confusi delle casse nelle discoteche. I gemiti del peccato su un letto disfatto. Lo smeriglio mortifero di una portiera d’auto sul guardrail lungo una strada. Occasioni guadagnate, occasioni bruciate. E come sempre, il rumore che picchiava più doloroso, non solo nelle orecchie, era il silenzio dell’appartamento. Della sua vita di occasioni… perse! Anche quella notte non sarebbe stata la sua: non ci sarebbe stata un’altra mano per brindare e non ci sarebbero stati altri occhi cui sorridere, dall’altra parte dei calici. Decise di stappare comunque. Perché no? Da solo, nell’unico modo che conosceva. Richiuse la porta del bagno alle sue spalle, furtivo. I pantaloni del pigiama caddero a terra, come un nido, ad accogliere i boxer bianchi. Si sedette a cavalcioni sul bidè. Il suo pene era disgustoso, senza un minimo di energia e di speranza, a penzoloni sulla ceramica bianca. Già arreso. Lo afferrò delicatamente, con tre dita, come fosse un pipistrello moribondo appeso a una trave. Lazzaro si odiava, per quello che stava facendo. Dove sperava di arrivare, con quell’ennesima fuga? Eccoti qui, guerriero da una mano sola! Bella la solita sfida, vero? E goditela, la tua grande vittoria! Ansimatela tutta! Continua pure, con il tuo gioco dove non potrai mai perdere… l’avversario non c’è! Oh, scusa, non ti eri accorto che la vita vera l’avevi lasciata fuori dal cesso? Ma non voglio distrarti… goditi ogni momento di questa gloria. È così che si valorizzano gli attimi, è così che dai significato a te e ai tuoi giorni. È questa la tua felicità. Succhiali con avidità, questi tempi. E godi, godi! Te lo meriti! Avanti indietro avanti indietro avanti indietro avanti indietro… Perché era sempre quello, l’epilogo? Perché il mondo non gli regalava mai niente? Avanti indietro avanti indietro avanti indietro avanti indietro… L’ultima, l’ultima… Tanto non era mai l’ultima: come la sigaretta per un fumatore. Era il ritorno a casa dopo un lungo viaggio, la droga che apriva pochi mondi e ne chiudeva tanti altri. Il conforto del suicidio per l’ergastolano. Avanti indietro avanti indietro avanti indietro avanti indietro… Il respiro si faceva pesante, il sangue affluiva, il flusso prendeva corpo, lontano. Avanti indietro avanti indietro avanti indietro avanti indietro… Un volto, davanti agli occhi chiusi. Senza fatica. Indietro avanti indietro. Una ragazza bionda, figlia di un sogno, bellissima, per lui. Avanti indietro avanti. Per lui, solo per lui. Indietro, avanti, avanti, avanti. Piacere di un secondo. Mentre il dito ossuto e nodoso della vergogna era già puntato. E la stanchezza per quell’ultima battaglia, persa senza sudore, con il colletto della camicia ancora bianco, fu subito veleno...

(continua in libreria)

Tags:
newton comptonnewton compton 3.0"sia fatta la tua volontà"stefano baldi

i più visti

casa, immobiliare
motori
Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird

Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.