Coppola, il filosofo-editore ad Affari: "Isbn ha rotto tanti tabù"

FARELIBRI/ L’ex veejay di Mtv, nonché attore e regista con un passato da accademico, fa un'analisi spietata: “Nel mondo anglosassone è normale che la cultura alta si confronti con quella bassa. Il nostro snobismo, invece, ha sempre deprecato questo ibrido. Isbn non ci sta, ed è nata (anche) per rompere con il passato e aprire alla contaminazione, come dimostra il nostro bestseller ‘I Simpson e la filosofia’. Poi l’attacco agli scrittori ‘impegnati’ che passano da un editore di nicchia a Einaudi: “Non accetto la loro incoerenza". E sulla sua intensa attività extra editoriale: “Quest'estate girerò il mio primo film da regista"

Lunedì, 6 luglio 2009 - 15:39:00

massimo coppola

 

IL PERSONAGGIO

Massimo Coppola, editore, "filosofo pop", attore, regista... Leggi il ritratto di Affari e scopri la storia di Isbn (oltre al suo Manifesto)

In libreria/ Ecco le novità più interessanti di Isbn per quest'estate

 

 

minimum fax
Marco Cassini

Farelibri 2/ Marco Cassini, editore di Minimum Fax, racconta il successo della sua casa editrice ad Affari

di Antonio Prudenzano

massimo coppola
Massimo Coppola
Dopo l’intervista a Marco Cassini, editore della romana Minimum Fax (Leggi l'intervista di Affari all'editore Marco Cassini), prosegue "FARELIBRI", il viaggio nell’editoria italiana del terzo millennio, attraverso i racconti delle sue donne e dei suoi uomini simbolo. Stavolta è il turno di un personaggio d’altri tempi, il coraggioso “filosofo pop” Massimo Coppola, noto volto televisivo, che nel 2004 ha messo in piedi un progetto volutamente di rottura, Isbn, oggi uno dei più interessanti in circolazione.

Massimo Coppola, tra i suoi tanti impegni (Leggi il ritratto di Affari del fondatore di Isbn) c’è anche l’editoria, con l’originale progetto Isbn, partito nel 2004 e che subito si è conquistato credibilità. A cinque anni dall’inizio dell’avventura, se la sente di fare un bilancio?
“La nascita di Isbn è stata un rischio. Non era scontato che sopravvivessimo e addirittura crescessimo a ritmi così sostenuti in così poco tempo. In tanti prima di noi ci avevano provato senza farcela. Abbiamo ripercorso quell’idea di cosiddetta ‘editoria di progetto’ tanto cara all’Einaudi dei tempi d’oro. Vendere idee e stimoli culturali. Il bilancio è più che positivo”.

E com’è stato il confronto con un mercato editoriale bloccato?
“Appunto per questo non possiamo affatto lamentarci dei risultati finora raggiunti, anzi. Naturalmente, in un sistema del genere, siamo consapevoli che c’è un limite oltre il quale non possiamo andare. In attesa che le cose cambino, stiamo facendo di tutto per offrire una proposta nuova e di rottura”.

Dopo il boom di Paolo Giordano, i grandi editori sono “ossessionati” dalla ricerca di esordienti.
“Normale, alla maggior parte delle nostre case editrici interessa esclusivamente fare soldi. Isbn è attenta anche ad altri particolari, se così si può dire…”.

Le piccole realtà come la sua, rischiano di perdere uno scrittore giovane protagonista di un ottimo esordio e subito “azzannato” da una grossa casa editrice. Come potete difendervi?
“Non possiamo farci nulla, è chiaro. Si tratta semplicemente di una questione economica, e da questo punto di vista il paragone è impossibile. Però ci tengo a specificare che non accetto la scelta di tanti autori che dopo il primo libro di un certo successo con un editore di nicchia, poi passano a Einaudi, e cito non certo a caso la casa di Torino capace in passato di cose straordinarie. Non mi sta bene, insomma, che uno scrittore ‘impegnato’ o presunto tale passi come se nulla fosse a una realtà legata al Gruppo di proprietà dell’attuale Presidente del Consiglio. Potrei capirlo se Berlusconi fosse solo un imprenditore… Tanto per fare un esempio concreto, mi sembra assurdo che Massimo D’Alema pubblichi anche con Mondadori”.

Isbn in Italia ha rotto il tabù della contaminazione tra “impegnato” e “popolare”. Come siete riusciti nell’impresa?
“Nel mondo anglosassone è normale che la cultura alta si confronti con quella cosiddetta bassa. Il nostro snobismo, invece, ha sempre deprecato questo ibrido. Isbn non ci sta, ed è nata (anche) per rompere con il passato e aprire alla contaminazione, come dimostra, ad esempio, il nostro bestseller ‘I Simpson e la filosofia’. Da noi, d’altronde, la modernità non è mai arrivata”.

Finora quali sono stati i vostri maggiori successi di vendite?
“I monumentali ‘Antimeridiani’ di Luciano Bianciardi, che ho curato personalmente e a cui ho dedicato anche un documentario, pur non essendo stati i più venduti (per ciascuno il prezzo di copertina è però di quasi 70 euro, ndr) sono stati per il sottoscritto e per Isbn una grande soddisfazione sia per il valore letterario dell’opera, sia per l’aspetto economico. Venendo ai bestseller Isbn, cito senz’altro ‘I Simpson e la filosofia’, come pure ‘Contro Ratzinger’, ‘The Clash’ e ‘Il mondo deve sapere’ di Michela Murgia (che ha ispirato il film di Virzì ‘Tutta la vita davanti’. E in arrivo ci sono i diari dei fratelli Dardenne da cui ci aspettiamo molto”.

massimo coppola
La copertina di "Uomini e cani" di Omar Di Momonopoli, uno degli autori di Isbn

Isbn punta molto anche sugli esordienti italiani.
“Tutti i giovani scrittori che abbiamo portato per la prima volta in libreria ci hanno riempito d’orgoglio. E già pensiamo ai prossimi…”.

Numericamente, quanto è cresciuta la sua casa editrice dal 2004?
“Basta dire che siamo partiti da 18 titoli all’anno e 4 assunti, e che quest’anno pubblicheremo 43 libri mentre adesso a lavorare al progetto siamo in 10”.

Per chiudere, una domanda sull’altro Massimo Coppola. E’ vero che girerà un film?
“Sì, quest’estate. Sarà il mio primo da regista. Finora ho realizzato solo documentari. E’ prodotto dalla Indigo Film (la stessa, tra gli altri, dei film di Paolo Sorrentino), e si chiamerà ‘Hai paure del buio’”.

 

 

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