"La nuova narrativa italiana di Einaudi? Contaminata...". Paola Gallo e Dalia Oggero si raccontano

L'INTERVISTA ESCLUSIVA DI AFFARITALIANI.IT ALLE DUE EDITOR DELLA NARRATIVA ITALIANA DI EINAUDI/ "La direzione verso cui sta andando la letteratura italiana? La perdita dell'aggettivo 'italiana'. I nuovi narratori si nutrono di cinema, arte, videogiochi, serie tv. Vedono la letterarietà dove non siamo abituati a cercarla. Assistiamo a una continua contaminazione delle forme". Paola Gallo e Dalia Oggero, le editor responsabili della narrativa italiana di Einaudi, si raccontano a tutto campo con Affaritaliani.it e annunciano: "A Natale pubblicheremo l'autobiografia di Franca Valeri. A inizio 2011 gli esordi 'potenti' e diversissimi di Stefano Moretti e Paolo Sortino...". E sulla "concorrenza interna" con Stile Libero:" Litighiamo e poi ci ridiamo su...". Le due editor parlano anche della moda degli esordienti, del nuovo libro di Christian Frascella, del mercato ("quel mostro che molti temono e che ha una sua forma d’intelligenza") e di molto altro...

Mercoledì, 13 ottobre 2010 - 09:35:00

PARLANO I COLLEGHI-'RIVALI' DI PAOLA GALLO E DALIA OGGERO... 

Cesari & Repetti (responsabili di Einaidi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "Nel futuro di Einaudi Stile Libero (anche) la teologa Veladiano". E su Saviano e la concorrenza interna con la casa madre Einaudi... L'INTERVISTA

 

AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...

Antonio Franchini (editor degli italiani di Mondadori) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it e rivela: "Il nuovo libro di Paolo Giordano? Potrebbe arrivare nel 2011... La moda mediatica degli esordienti? Passerà..."

"La 'nuova' Avallone? Sarà Barbara Di Gregorio...". Michele Rossi (editor Rizzoli) a tutto campo con Affaritaliani.it

Alice Di Stefano (editor responsabile degli italiani della Fazi) ad Affaritaliani.it: "Non sono raccomandata... E scrivo un libro sui difetti di mio marito Elido Fazi"

Lo scrittore & editor Mario Desiati ad Affaritaliani.it: "Vi racconto la collana di italiani ('Galleria', ndr) che curo per Fandango..."

Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax

Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."

Giulio Mozzi ad Affaritaliani.it: "Silvia Avallone? E' una scrittrice 'solida'... Il libro di D'Avenia? E' brutto..."

Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista di Affaritaliani.it a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana

Mario Bonaldi, editor degli italiani di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Giulio Milani, (ri)fondatore, direttore ed editor di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli. E sugli esordienti..."

Simone Caltabellota (ex direttore editoriale della Fazi, oggi a Elliot) ad Affaritaliani.it: "A lungo essere un editor ha bloccato il romanziere che è in me..."

Giacomo Papi (ex direttore editoriale Isbn, attuale consulente di Einaudi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "La letteratura italiana di oggi? Ambiziosa e autobiografica, dopo anni di minimalismo"

di Antonio Prudenzano

"Per noi è una gioia ragionare in coppia, discutere dei libri e lavorare insieme". Parola di Paola Gallo e Dalia Oggero, le editor responsabili della narrativa italiana di Einaudi. La prima è all’Einaudi dal ’93: "E' stato il mio primo e unico lavoro. Ho iniziato nella redazione dei tascabili, dove ho imparato il valore del catalogo, e cosa significa mettere – o rimettere – un libro sul mercato. Poi ho lavorato alla narrativa straniera, francese in particolare. Da cinque anni sono responsabile della narrativa italiana", ci spiega. La seconda lavora nella prestigiosa casa editrice torinese dal 1991: "Ho cominciato mentre frequentavo l’ultimo anno di università. Facevo la lettrice: termine che avvolge in un alone mitico un mestiere un po’ pesante e mal pagato, ma decisamente formativo. Leggevo centinaia di dattiloscritti, belli e bruttissimi, stilavo una schedina di due cartelle e poi discutevo dei libri migliori con Mauro Bersani, allora editor di narrativa italiana. È stato sempre Bersani l’anno successivo a chiedermi di entrare in Einaudi come editor". Affaritaliani.it le ha intervistate.  

paolo gallo einaudi
Paola Gallo

Come definireste la vostra "linea editoriale"?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "Nel modo più facile e prevedibile: le linee sono davvero fatte di punti. Noi abbiamo a disposizione tre collane che hanno vocazioni diverse (Supercoralli, Coralli, Arcipelago), e non possiamo pubblicare più di 25 libri all’anno. Questi sono i confini della nostra libertà. Ogni libro è una storia a sé, te ne innamori o non te ne innamori. Può sedurti uno sguardo, una voce, un modo di osservare il mondo attraverso la scrittura, un disegno strutturale che aggiunge senso e complessità a una storia. Nella scelta conta l’idea di letteratura (o d’inaspettato) che ognuno ha, la luce che ti piove addosso di schianto, il confronto decisivo con la tradizione, che nel caso dell’Einaudi ha un peso tutto particolare: è una responsabilità elettrizzante, e non solo paralizzante. Tutte le scelte si fanno nel presente, ma i due poli della tensione sono il passato e il futuro. E poi c’è il mercato, quel mostro che molti temono e che ha una sua forma d’intelligenza. Ha anche una sua stupidità, potentissima, ed è vero che molti libri di qualità sono costitutivamente destinati all'insuccesso, come capita alle persone. Ma per fortuna il successo non è certo l’unico parametro per giudicare la qualità dei caratteri".

Dalia Oggero Einaudi
Dalia Oggero
Foto di DANIELA  ZEDDA

Come gestite la "concorrenza interna" con Stile Libero?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "Litighiamo e poi ci ridiamo su, un po’ come si fa in famiglia. L’indipendenza è totale, e in realtà ognuno segue i suoi percorsi. Non capita troppo spesso che si arrivi contemporaneamente sullo stesso libro, le strade si differenziano naturalmente".

Pubblicherete a breve nuovi esordienti? Su quali libri di narrativa italiana punterete nei prossimi mesi?
PAOLA GALLO: "È stata un’annata di quelle che si ricordano, anche senza un esordiente. Il Campiello a Michela Murgia  ha portato nei primi posti in classifica un libro letterario e molto bello, che si era già fatto strada grazie al passaparola, ma abbiamo ristampato molte volte anche autori come Nicola Lagioia, che ha vinto il premio Viareggio, e Michele Mari, da sempre considerato 'difficile' e di nicchia. Proprio in questi giorni stiamo vedendo con quanto calore i lettori accolgano il nuovo 'Malinconico' di Diego De Silva, che affronta con leggerezza temi attuali e complessi, sovvertendo molti stereotipi sulla comicità italiana. Gli ultimi mesi dell’anno non saranno meno ricchi: uscirà a giorni il romanzo di Andrea Bajani, 'Ogni promessa', una prova rara sia per intensità che per qualità di scrittura. E poi i 'Momenti di trascurabile felicità' di Francesco Piccolo: un curioso, irriverente e profondo catalogo dell’allegria di vivere. A Natale, una stella: l’autobiografia reticente di Franca Valeri, che racconta per spigoli il suo Novecento regalandoci una vera e propria lezione di stile. Sono tanti nomi, vorremmo farne ancora. E’ la cosa a cui teniamo di più: non puntare tutto su un autore sacrificando gli altri venti, ma mettere in fila tanti libri buoni, cercando di comprenderne l’unicità e il potenziale, cercando di valorizzarli tutti al massimo, per quello che sono".

franca valeri
Franca Valeri

DALIA OGGERO: "Quanto agli esordienti, nel prossimo anno ne pubblicheremo molti. Solo nel primi tre mesi del 2011, usciranno nei Supercoralli due autori diversissimi, Stefano Moretti e Paolo Sortino. Si tratta di due esordi davvero potenti, ed è consolante – in un certo senso – anche il dettaglio anagrafico: Moretti ha sessant’anni, Sortino meno di trenta.  Il romanzo di Moretti, 'Scappare fortissimo', è un libro oltranzistico, pieno d’intelligenza e d’energia, disturbante come possono esserlo i libri importanti. È la storia di un vecchio manager e della sua doppia vita, diurna e notturna: i suoi intrighi aziendali e il suo amore – assoluto, sguaiato – per i tanti ragazzi incontrati per strada, nei locali, a tarda notte. È un libro vitale e frastornante, in cui entra il mondo, il nostro mondo, ed è bello pensare che a scriverlo sia stato un signore di cui si può dire pochissimo: giusto che era uno degli amici più cari di Elsa Morante, giusto che trent’anni fa ha pubblicato nella Bianca einaudiana un libro di poesie, e da allora ha scritto, per trent’anni, questo romanzo.  Il libro di Paolo Sortino, 'Elisabeth', è un romanzo vertiginoso e magnetico sulla complessità del male, capace di trasformare un caso di cronaca (quello di Joseph Frizl, l’ingegnere austriaco che rinchiuse la figlia Elisabeth in un bunker antiatomico costruito sotto casa) in un mito senza tempo. È un libro che ti prende per i piedi e ti trascina in quel bunker, senza attribuire giudizi e colpe. Quella di Sortino è una scelta etica prima che estetica, non c’è morbosità: tutti i pregiudizi che potresti avere di fronte a un libro così, che innesta l’invenzione su una storia vera e terribile, sfarinano riga dopo riga per la forza della narrazione".

christian frascella
Christian Frascella
Cosa potete anticipare sul libro di Christian Frascella, che in una recente intervista ad Affaritaliani.it ha annunciato il suo passaggio a Einaudi?
DALIA OGGERO: "Christian sta scrivendo il suo nuovo libro da qualche mese. Abbiamo parlato molto, all’inizio, dell’idea di fondo: lui aveva più storie in testa ma nessuna lo seduceva davvero. Poi un giorno mi ha passato una ventina di pagine decisive: c’era un personaggio, la sua voce, una storia che chiedeva di essere raccontata fino in fondo.  Adesso ogni tanto mi manda qualche pagina, io lo invito a pranzo e ne parliamo. Ne parliamo all’antipasto, perché già al primo parliamo d’altro".

Qual è, finora, il rimpianto più grande? E la soddisfazione maggiore?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "I rimpianti è meglio dimenticarli, gli errori fanno parte di questo mestiere proprio come le sorprese. Soddisfazioni, tante: la più preziosa è forse 'Terra matta' di Vincenzo Rabito, la straordinaria epopea tragicomica di un bracciante siciliano semianalfabeta, dalla prima guerra mondiale fino agli anni Settanta, raccontata furiosamente litigando con l’italiano e con la macchina da scrivere. C’è dentro l’invenzione di una lingua, un talento sorgivo e inarrestabile, una storia d’Italia dalla parte degli ultimi che c’insegna molto sull’energia di sopravvivere e sul carattere nazionale degli italiani. Era stato definito “il capolavoro che non leggerete”, il libro impossibile che nessuna casa editrice avrebbe avuto il coraggio di pubblicare: ne abbiamo vendute più di 20.000 copie, e sappiamo di aver fatto una cosa che rimarrà nel tempo".

Si parla tanto di esordienti. E' positiva questa grande attenzione verso i debutti?
PAOLA GALLO: "La questione degli esordienti non è così interessante di per sé: tutti gli autori, al primo libro, sono esordienti. Il fatto che negli ultimi anni ci sia stata una sovraesposizione mediatica, (in certi casi estremamente efficace, in altri fatale) ha a che fare con quello che il nostro mondo sembra aspettarsi dai giovani: bruciare tutto, e subito. Tappare i buchi. Consumarsi a tutta birra il loro quarto d’ora di celebrità. Il compito degli editori è preservare nel tempo lungo il lavoro creativo, accompagnando la crescita degli autori. Un certo isterismo mediatico e l’incostanza del mercato rendono questo compito tanto più importante, e tanto più difficile".

Tra gli editori medio/piccoli, chi lavora bene con gli esordienti?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "Minimum fax, Nottetempo, Il Maestrale. Ovviamente Sellerio, che non è certo un piccolo editore. Ma le sorprese possono arrivare anche da piccoli editori semisconosciuti, ovunque un editor seduto alla sua scrivania sia stato capace di ascoltare".

roberto saviano
Roberto Saviano
Che momento sta vivendo la narrativa italiana? Verso quali direzioni sta andando?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "Forse la direzione prevalente è la perdita di quell’aggettivo, 'italiana'. Non perché sia auspicabile disperdere il senso e l’importanza della tradizione, ma perché il solco in cui ci s’inscrive, il bacino di letture cui si attinge, l’universo immaginativo di riferimento, è sempre più fluido e cosmopolita. I nuovi narratori si nutrono di cinema, arte, videogiochi, parlano di libri e poi – con la stessa passione – delle migliori serie televisive americane. Vedono la letterarietà dove non siamo abituati a cercarla. Assistiamo a un’ibridazione e a una continua contaminazione delle forme, e anche al tentativo di abbattere la distinzione fra scrittori “di stile” e scrittori “di trama”. Cos’è, e dov’è, lo stile? Domanda bellissima e antica, che cerca sempre risposte nuove. Non c’è forse stile nei migliori reportage e saggi narrativi? Non c’è in Saviano? Non c’è nell’italiano imperfetto e fertile di quegli scrittori che arrivano da lontano – come i nostri Ziarati, Vorpsi, Lilin, Ibrahimi – e hanno scelto la nostra lingua per raccontare il loro mondo? Sono cadute le barriere linguistiche, e questo semplicemente allarga lo sguardo. Vale anche per certi libri che possono sembrare più ancorati a un territorio specifico, come la Sardegna di Murgia o di Fois: anche quei libri hanno dentro il mondo, guardato da molto vicino".

Un'ultima domanda, forse impossibile: tra gli scrittori italiani contemporanei, ce n'è qualcuno  destinato a essere ricordato tra un secolo?
PAOLA GALLO E DALIA OGGERO: "Se conoscessimo la risposta, il nostro lavoro sarebbe assai meno divertente...".

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