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Culture
Delitto Noemi, esiste la psichiatria in Italia? E se esiste, dov'è e cosa fa?

Di Carlo Patrignani

 

L'inumano delitto di una ragazza, la 16enne Noemi, ad opera del fidanzato 17enne, si dice "possessivo e geloso", porta di nuovo, una volta ancora, alla ribalta una domanda che accuratamente viene sempre non solo elusa ma neanche citata: esiste la psichiatria? E se esiste, dov'è e cosa fa?

Domanda semplice banale che scaturisce dal fatto che il ragazzo, pare un borderline, risulta essere stato sottoposto in un anno a tre Tso, al trattamento sanitario obbligatorio, cioè al ricovero coatto previsto per legge cui si ricorre in casi di grave patologia psichiatrica, quando il soggetto non ha coscienza di malattia e rifiuta le cure. E può esser pericoloso per sè e per gli altri.

Ma si sa che il ricovero coatto è limitato nel tempo: non può superare i sette giorni, dopodichè il soggetto viene dimesso e ritorna, di norma, a casa, in famiglia, o al più viene affidato a qualche struttura territoriale dove proseguire le cure.

E si sa ancora che in sette giorni, sette, è comprovato, non viene mai risolta una grave patologia psichiatrica, per cui si innesca quel calvario, quel ciclo infernale, di andirivieni con altri obbligatori Tso.

Forse, dalle risicate ma significative notizie finora emerse, è quel che è accaduto al ragazzo che, tra l'altro, risulta anche essere stato in cura in un Sert, il Servizio per le tossicodipendenze, dove comunque opera personale qualificato come medici, psicologi, assistenti sanitari, se non proprio psichiatri.

Prima ancora di puntare i riflettori su quel che ha o che non ha fatto la giustizia, il Tribunale dei Minori, alla luce di una denuncia, pare assai circostanziata, sporta dalla madre della ragazza perchè fortemente preoccupata dalla piega che aveva preso la relazione, fatta di odio e amore, di divieti e botte, tra i due innamorati, andrebbe fatta piena luce sullo 'stato mentale' del ragazzo.

Ha ragione la sorella di Noemi a urlare: "tutti sapevano e nessuno ha fatto nulla", ovviamente per evitare il brutale, tragico epilogo di una storia d'amore assai tormentata.

Un epilogo certamente efferato ma soprattutto inumano per la totale assenza di umanità, di affetti, di affettività, che ha palesemente e manifestatamente, evidenziato il drammatico fatto di cronaca nera: il 17enne non solo ha ucciso la sua ragazza con motivi ogni volta diversi ma ha occultato il cadavere per 11 giorni tornando alla vita di tutti i giorni come se nulla fosse e fino a irridere la folla dopo uno dei tanti interrogatori.

Se spetta alla magistratura far chiarezza sull'intera vicenda, a chi spetta di rispondere alla domanda iniziale: esiste la psichiatria e se esiste dov'è e cosa fa?

Porre queste domande vuol dire fare un bilancio di diritto - i francesci lo chiamano le droit d'inventaire - sulla legge 180, la nota legge Basaglia, con cui nel 1978, nell'epoca del compromesso storico, si chiusero i manicomi e si abolì di fatto ogni ricerca sulla malattia mentale in nome del 'credo basagliano': la malattia mentale è prodotta dalla oppressione della società ingiusta, iniqua e violenta, è, in fondo, un modo d'essere e di stare al mondo, magari un po' bizzarro e sopra le righe.

Si sancì con quella legge catto-comunista, che 40 anni dopo mostra i suoi acciacchi, se non il suo fallimento, che la malattia mentale è una libertà del malato di mente che non va curato, perchè la cura non era contemplata, ma al più va compassionalmente assistito e non tanto da personale qualificato, ma dalle famiglie o magari rinchiuso nelle tante piccole moderne case di cura dirette tutte o quasi tutte da ordini religiosi.

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delitto noemi psichiatriapsichiatria delitto noemi
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