Il mondo dell'arte è una grande Casta

di Manuela Alessandra Filippi

"Bell'articolo anche se in un certo senso "scopre l'acqua calda". Il mondo dell'arte funziona così, non c'è niente da fare. Si tratta di capire quali sono le regole del gioco". La filosofa Carola Barbero, esperta di estetica e linguaggi dell'arte, interviene nel dibattito sulla Casta dell'arte

E lo stesso Vittorio Sgarbi partecipa al dibattito: "Dopo la Biennale mi dedicherò al Padiglione di Torino e porterò mille nuovi artisti a Salemi..."

FORUM/ Artisti, appassionati, semplici fruitori, avete esperienze da raccontare? Il mondo dell'arte è una Casta? Partecipate al dibattito di Affari...

"Il 24 settembre tutti in piazza contro la Kasta"

Del Padiglione Italia della 54° Esposizione internazionale d'arte di Venezia è stato scritto di tutto e di più. Tranne quello che serviva dire. Tanto per cominciare l'idea di Sgarbi non solo era e resta geniale, ma poteva essere la scossa tellurica che faceva vacillare, per la prima volta, il ben oleato sistema dell'arte contemporanea. Una lobby potente e senza scrupoli, che nulla ha a che fare con le anime belle che immaginiamo ardere dietro le faccine di artisti, curatori e presunti mecenati. Come nel più spietato gioco della finanza, montagne di denaro, nella migliore delle ipotesi frutto di affari spericolati, vengono spostate ogni giorno. Nella stanza dei bottoni si decide cosa deve salire, cosa deve scendere. I conflitti d'interesse si sprecano. Un'authority di controllo non esiste. Così può accadere che il 34° uomo più ricco della terra, collezionista d'arte di fama internazionale, colonizzatore della laguna a suon di milioni di euro, sia anche proprietario di una delle case d'asta più potenti del mondo: Christie's. Un vaso di Pandora che gira indisturbato senza coperchio. Ecco cos'è la cricca dell'arte. Solo che non fa notizia. O meglio, a molti fa comodo pensarla così. L'arte non è Cosa Nostra, questo il titolo eloquente che Sgarbi ha dato al Padiglione Italia, doveva essere un urlo che denunciava la nudità del re. Invece è stato solo un ruttino digestivo! Un ennesimo regalo fatto al sistema che alla fine ne esce persino rafforzato. Sgarbi, senza volerlo, ha consegnato su un piatto d'argento la dimostrazione che nella dittatoriale e stitica cupola dell'arte contemporanea, non si può agire in modo solitario. Non si possono infrangere le regole non scritte dei grandi burattinai. Perché qui non siamo in un film americano, dove il buono, solo contro tutti, riesce a sconfiggere i cattivi! Qui siamo nella realtà, ben oltre qualsiasi immaginazione e forse, alla prossima edizione, ci sarà direttamente lui, il ricco proprietario della casa d'asta, a scegliere le opere al posto dei curatori. Sgarbi non è criticabile per l'idea che ha avuto, piuttosto per quel che non ha fatto. Per esempio, mettere in piedi un gruppo di lavoro serio e inattaccabile, invece di perder tempo prezioso a spiegarci la differenza tra una prostituta e la presunta nipote di Mubarak.

Sgarbi

Con buona pace di Sgarbi, noi italiani siamo molto meno lobotomizzati dello stuolo di artisti che bazzica la Biennale, alcuni dei quali affastellati negli stand da libreria del suo Padiglione, per tacere di quelli disseminati tra Giardini, Arsenali e Paraspazi. Lo avremmo voluto concentrato nella costruzione della sua Biennale, invece che perso nel volgare palcoscenico del Rubygate. Di certo si è dedicato anima e corpo alle "non scelte", abilmente delegate ad altri. Siamo d'accordo che il piacere della conoscenza precluda e prevalga quello della preferenza, notoriamente piacere imperfetto e soggettivo, ma perché affidare a una società di servizi, seppure per l'arte, la cura del nostro presente? E un'altra domanda sorge spontanea: perché gli artisti che hanno accettato di arruolarsi, a loro spese, in questa armata brancaleone non hanno fatto lo sforzo, giacché c'erano, di dare una valenza politica alla loro partecipazione? Possibile che si debbano contare sulle dita di una mano quelli che si sono presi la briga di presentare un'opera che facesse riflettere sul vuoto che ci circonda? Una volta usciti a riveder le stelle, sopravvissuti alla spietata crudezza del Museo della Mafia, discutibile ma necessario, quel che resta di questa colossale impresa è il caos; la strana sensazione di aver fatto una scampagnata alla fiera degli O bej O bej! Solo un po' più noiosa. L'egolatria di Sgarbi è irrilevante rispetto al silenzio assordante degli artisti e delle loro opere. E allora, cosa significa, oggi, fare l'artista? L'arte ha ancora una sua funzione catartica? Un senso? Gli artisti torneranno a mostrare quel che oggi non hanno il coraggio di dire? Se, come dice Sgarbi, ogni presente è presentabile e ognuno, nella grande infermeria dell'arte, ha i suoi curati, chiarisca una volta per tutte chi è il medico e chi il paziente. Nessuno meglio di lui ha gli strumenti per farlo. In attesa che arrivi quel giorno, suggeriamo una bella cura ricostituente per tutti, curati e curanti. E un bel ripasso della storia dell'arte, curato da Vittorio Sgarbi.


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.

In evidenza

Ascolti, Isola dei Famosi top Harry Potter batte Floris
RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it