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Culture
World Press Photo 2014: meno guerra, più quotidianità
Phillipe Lopez - 1° Premio Spot news

di Simonetta M. Rodinò

Meno sensazionalistiche le immagini del World Press Photo 2014. Minor numero di scatti di guerra. Più scorci di vita quotidiana: esistenze difficili che si consumano all’interno delle mura domestiche, o lottano per una giustizia irraggiungibile, per una dignità ancora tutta da conquistare, per una vita migliore… Così, anche la foto vincitrice scattata dall’americano John Stanmeyer, nel febbraio 2013. Dal titolo “Segnale”, l’immagine documenta migranti africani sulle coste di Gibuti - lo stato all’estremità meridionale del Mar Rosso e punto di sosta per i migranti in transito provenienti da Somalia, Etiopia ed Eritrea diretti in Europa e nel Medio Oriente – mentre di notte sollevano i loro cellulari nel tentativo di captare un segnale gratuito dalla Somalia, per avere un contatto con le famiglie lontane.  Per questa 57^ edizione, tra le 98.671 immagini, inviate da 5.754 fotografi professionisti di 132 diverse nazionalità, sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo, sono stati premiati 53 fotografi di 25 differenti Paesi. Sempre nove le categorie: Spot News, Notizie Generali, Storie d’attualità, Vita quotidiana, Ritratti in presa diretta, Ritratti in posa, Natura, Sport in azione e Sport in primo piano. Le foto più significative saranno esposte da sabato alla Galleria Carla Sozzani di Milano. Il dramma esistenziale si trova in tante categorie. Angosciosi i volti dei sopravvissuti al tifone Typhoon Haiyan, tra i più forti registrati nelle Filippine, ripresi dal francese Philippe Lopez. Squallore e desolazione nella palestra di una scuola abbandonata di Sofia (Bulgaria), rifugio improvvisato per gli sfollati del conflitto siriano, sono testimoniati dallo scatto del romano Alessandro Penso (premiati anche gli italiani Bruno D’Amicis e Gianluca Panella). Tristi e commoventi gli occhi di una giovane donna sudafricana mentre rende omaggio alla bara del Presidente Nelson Mandela, lo scorso dicembre.  La violenza domestica è rappresentata dall’americana Sara Naomi Lewkowicz: suo il reportage sull’esistenza senza scampo della 19enne Maggie, tormentata quotidianamente dal compagno. Molto incisivo il bianco e nero realizzato dal serbo Goran Tomasevic: combattenti siriani dell’Esercito Siriano Libero (ESL), si riparano da schegge e frammenti provocati dallo scoppio di una granata, sparata da un carro armato dell’esercito siriano nel quartiere di Ain Tarma di Damasco. Curiosa poi l’immagine scattata al Cairo dal francese Denis Dailleux a un bodybuilder che posa con la madre: in Egitto, perfezionare il proprio fisico è una ricerca popolare e può essere fonte di orgoglio per la famiglia. E ancora…

 

World Press Photo 2014

Galleria Carla Sozzani - Corso Como 10 – Milano

11 maggio – 8 giugno 2014

Orari: tutti i giorni ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

Infoline: 02.653531

Ingresso libero

www.worldpressphoto.org

 

Tags:
fotografia e giornalismo
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